Anthropic invita l’industria dell’ia a rallentare, ma non chiede a nessuno di comprare meno chip Nvidia
- 14 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
La scorsa settimana il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha pubblicato un saggio in cui chiede ai laboratori che sviluppano i modelli di intelligenza artificiale più avanzati di rallentare il ritmo dei progressi tecnici. La pubblicazione ha fatto sorgere preoccupazioni sui mercati: i futures azionari sono scesi domenica sera, con i contratti sul Nasdaq in calo, mentre il titolo Nvidia aveva già subito una flessione di circa il 5% nei giorni precedenti.
Cosa chiede il saggio
Il documento, intitolato “We Must Pace the Frontier”, propone un piano in tre punti per la gestione dei cosiddetti frontier models, ossia i modelli più potenti. Il primo punto prevede che i laboratori aprano l’accesso a valutatori terzi con autorizzazioni a livello dipendente per verificare le pratiche di sicurezza e segnalare incidenti. Il secondo invoca la creazione di standard condivisi tra laboratori operanti in paesi democratici e limiti sul ritmo dei progressi non sorvegliati. Il terzo punto chiede a governi e istituzioni di coinvolgere anche regimi autoritari in questo meccanismo di controllo.
Dario Amodei ha scritto:
“Pacing non significa arrestare l’addestramento dei modelli o il progresso tecnico, ma assicurarsi che le aziende prendano tempo adeguato per allineare e mettere in sicurezza i loro modelli.”
Importante sottolineare che il testo è centrato sulla supervisione e sugli standard di sicurezza, non sull’invito a ridurre gli acquisti di hardware o i budget di capitale.
Domanda e ricavi di Nvidia
Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2027, chiuso il 26 luglio, i ricavi di Nvidia sono più che raddoppiati su base annua, attestandosi a 96,2 miliardi di dollari, di cui 89,0 miliardi derivanti dai data center (+117% rispetto all’anno precedente). L’utile netto è salito del 126% a 59,7 miliardi. La guida fornita dalla direzione a fine agosto indica ricavi trimestrali previsti per 108,0 miliardi di dollari, con un margine di errore del 2%.
Jensen Huang ha dichiarato:
“Ora, il calcolo è ricavo. E la domanda sta accelerando,”
Nella comunicazione societaria il CEO attribuisce la crescita anche al fatto che “più laboratori di frontiera stanno scalando in parallelo”, cioè diversi attori stanno simultaneamente aumentando la loro capacità computazionale per addestrare modelli sempre più grandi.
Separare la supervisione dagli acquisti
Un punto centrale dell’analisi è che il piano proposto da Anthropic mira alla governance e al controllo, non alla limitazione diretta della domanda di chip. Un esempio pratico è lo stesso impegno pubblico dell’azienda: Anthropic ha dichiarato di adottare unilateralmente la prima misura di trasparenza, pur essendo uno dei maggiori acquirenti di capacità di calcolo nel settore.
Per chiarire la distinzione, l’azienda ha contratti di capacità con SpaceX che valgono centinaia di milioni di dollari al mese, con impegni che si estendono per anni. Questo dimostra che chi promuove un rallentamento operativo non necessariamente riduce immediatamente gli acquisti di infrastrutture di calcolo.
La questione Cina e le restrizioni sui chip
Il saggio contiene però una richiesta specifica sugli hardware: impedire la vendita di chip avanzati per l’IA e di attrezzature per la produzione di semiconduttori alla Cina, insieme a misure contro il contrabbando e l’accesso remoto a data center situati al di fuori del paese. Questa indicazione è rivolta principalmente alle autorità governative e ai venditori, non ai laboratori acquirenti.
Dario Amodei ha scritto:
“Non vendere chip potenti per l’IA o attrezzature per la produzione di semiconduttori alla Cina, e reprimere le operazioni di contrabbando di chip e l’accesso remoto ai data center al di fuori della Cina.”
Sul fronte pratico, la previsione dei ricavi comunicata da Nvidia non tiene conto di entrate dai data center in Cina. Pertanto, la raccomandazione di limitare le vendite a quel mercato è già coerente con il quadro prospettico della società. Tuttavia se standard volontari si trasformassero in norme obbligatorie globali, potrebbero ridursi alcuni flussi di domanda e rappresentare un freno alla crescita.
Implicazioni per gli investitori
Il saggio ha alimentato incertezza a breve termine, ma non modifica automaticamente gli ordini correnti di infrastrutture di calcolo. Una vera pressione sulla domanda si manifesterebbe solo se i laboratori di frontiera dovessero ridimensionare materialmente gli acquisti di GPU e sistemi correlati. Fino ad allora, i ricavi previsti e il momentum della domanda restano fattori chiave.
Dal punto di vista della valutazione, il titolo viene scambiato a multipli che riflettono aspettative di crescita molto elevate: la possibilità di rallentamenti normativi o di coordinamenti internazionali sulla limitazione del calcolo potrebbe costituire un rischio, ma al momento le misure proposte puntano più alla governance che alla riduzione degli acquisti.
Per gli investitori italiani è utile monitorare tre elementi: l’evoluzione delle politiche di export control, l’andamento degli ordini nei prossimi trimestri e le indicazioni che arriveranno dai grandi laboratori di IA su eventuali cambiamenti concreti nella spesa per infrastrutture.
In sintesi
- Un’iniziativa di governance che punta a maggiore trasparenza e controlli sui laboratori di frontiera può ridurre l’incertezza sistemica senza necessariamente comprimere la domanda immediata di hardware; gli investitori dovrebbero separare il rischio regolatorio dal rischio commerciale a breve termine.
- Le previsioni di ricavo di Nvidia riflettono una domanda ancora molto robusta dai data center: eventuali restrizioni effettive sull’export o trasformazioni obbligatorie degli standard volontari rappresenterebbero il principale freno potenziale alla crescita.
- Per il mercato italiano, l’attenzione strategica alle filiere dei semiconduttori e alle politiche commerciali globali è ora più rilevante: le dipendenze tecnologiche e gli investimenti in cloud e AI avranno impatti su produttività e posizionamento competitivo delle imprese.
- Prima di decidere posizioni azionarie, considerare scenari di rischio regolatorio e la resilienza dei ricavi del fornitore di hardware; una riduzione reale degli acquisti da parte dei grandi laboratori richiederebbe una riconsiderazione della valutazione.