Mps, Lovaglio offre come premio ai suoi soci quello che è già loro
- 13 Settembre 2026
- Posted by: mainwp-admin
- Categoria: Editoriale
(di Franco Paparella per Il Sole 24 Ore) Le vicende dell’ultimo periodo consentono al sistema finanziario ed al mercato di confrontare al meglio l’OPAS di Intesa Sanpaolo su Mps e la mossa difensiva della stessa Mps per provare a resistere (ovvero le offerte di scambio su Banco Bpm e Banca Generali). Una prospettiva diversa, ma di riscontro più agevole, è quella dei piccoli azionisti della banca senese essendo chiamati a valutare operazioni che sono destinati a subire in larga misura.
E qui il giudizio diverge profondamente perché l’iniziativa di Mps non arreca vantaggi patrimoniali per i piccoli azionisti come risulta da pochi elementi di valutazione. Infatti, Mps offre ai propri azionisti ciò che è già nelle loro mani: non ci sono premi ed è escluso qualsiasi beneficio aggiuntivo rispetto a quanto è già nel portafoglio dei propri azionisti o piccoli investitori.
La differenza sostanziale
In questi termini è agevole cogliere una differenza sostanziale tra l’offerta di Intesa Sanpaolo e l’iniziativa difensiva di Mps. Intesa offre 1 euro per azione in contanti ovvero nuove risorse che affluiscono nel patrimonio degli azionisti di Mps. Si tratta, quindi, di un beneficio ipotizzabile grazie all’intervento di un soggetto terzo ed a questo fine l’offerta incorpora un premio del 12,5 per cento rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio.
Invece, la manovra difensiva Mps è ispirata ad una logica completamente diversa perché prevede una distribuzione straordinaria, pari a 1,208 euro per azione, costituita per 0,302 euro in contanti e per il residuo 0,906 euro tramite l’assegnazione di azioni di Assicurazioni Generali (detenute da Mps tramite Mediobanca) (si veda essenzialmente il comunicato di Mps del 21 agosto 2026).
E qui emerge la questione di fondo perché le somme distribuite in caso di successo dell’operazione non provengono dall’apporto di terzi ma sono attinte dal patrimonio della stessa Mps. Vale a dire che le somme che riceveranno gli azionisti Mps non derivano da risorse aggiuntive, né dalla creazione di nuova ricchezza. Esse non sono null’altro che una parte del patrimonio di Mps e già apprezzato dal mercato.
La tassazione relativa alla distribuzione straordinaria è un onere sopravvenuto che i soci subiscono
Tale distinzione potrebbe essere considerata riservata agli analisti finanziari ma, in realtà, esprime una regola pacifica, molto diffusa tra coloro che privilegiano investimenti azionari, che si basa sulla differenza fondamentale tra assegnazione di nuove risorse e distribuzione di patrimonio preesistente (ovvero, se si preferisce, tra creazione di valore e trasferimento di ricchezza): se una società distribuisce una parte del proprio patrimonio, gli azionisti ricevono liquidità o beni, ma il patrimonio (e, dunque, il valore) della società si riduce dello stesso ammontare.
Per questa ragione, storicamente, in occasione della distribuzione del dividendo il prezzo del titolo si adegua, quasi sempre al ribasso, perché l’azionista non riceve qualcosa in più ma qualcosa che già vantava, seppur in forma patrimoniale diversa.
Tale valutazione assume contorni più nitidi se si sommano gli aspetti fiscali della manovra difensiva di Mps in quanto la tassazione relativa alla distribuzione straordinaria è un onere sopravvenuto difficilmente comprensibile per gli azionisti che lo subiscono.
Ad esempio, una persona fisica residente in Italia subirà un’imposizione del 26 per cento sia sulla componente cash, che su quella distribuita sotto forma di azioni di Assicurazioni Generali. Il totale è, dunque, pari a circa 31,4 centesimi per azione per cui l’imposta dovuta è addirittura superiore alla parte ricevuta in contante pari a 30.2 centesimi.
In definitiva, anche la valutazione più sommaria della manovra difensiva di Mps si orienta verso una conclusione difficilmente smentibile: gli azionisti della banca senese riceveranno ricchezze che già appartengono al loro patrimonio in senso lato ma sono tassati come se si trattasse di ricchezza nuova.
Pertanto, nella prospettiva degli azionisti Mps le due iniziative sono profondamente diverse e non sono affatto assimilabili (men che meno equivalenti) perché quella di Intesa prevede l’erogazione di un premio mentre quella di Mps si fonda sulla retrocessione di una parte del patrimonio preesistente.