Sony Music e Warner Music portano Anthropic in tribunale: al centro l’uso di composizioni protette per l’AI

Una nuova controversia sulla proprietà intellettuale investe il settore dell’intelligenza artificiale e, questa volta, coinvolge direttamente alcuni dei principali protagonisti dell’industria musicale mondiale. Alcune divisioni di Sony Music e Warner Music hanno avviato un’azione legale contro Anthropic, accusando la società di avere utilizzato illegalmente un vastissimo catalogo di composizioni protette da copyright per addestrare i propri modelli.

La vicenda, riportata da Axios, potrebbe rappresentare l’inizio di un confronto destinato a protrarsi nel tempo e a contribuire alla definizione delle regole sull’utilizzo delle opere musicali nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale generativa.

Nel procedimento vengono citati anche il CEO Dario Amodei (in foto) e il Co-fondatore Benjamin Mann.

L’accusa contro Anthropic

La denuncia è stata presentata presso un tribunale federale della California settentrionale e contiene accuse particolarmente pesanti nei confronti di Anthropic.

Secondo quanto sostenuto dalle case editrici musicali coinvolte, la società avrebbe commesso quello che viene definito «uno dei più grandi e sfacciati furti di proprietà intellettuale della storia».

Al centro della contestazione c’è il processo utilizzato per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. L’accusa sostiene che Anthropic avrebbe impiegato illegalmente decine di migliaia di composizioni protette da copyright appartenenti agli editori musicali.

La dimensione del catalogo contestato rappresenta uno degli aspetti più significativi della causa, soprattutto rispetto ad altri procedimenti legali che si sono concentrati su gruppi più circoscritti di opere.

Coinvolti Dario Amodei e Benjamin Mann

Oltre ad Anthropic, l’azione legale chiama direttamente in causa due figure di primo piano della società: Dario Amodei, CEO, e Benjamin Mann, Co-fondatore.

La loro presenza tra i soggetti citati evidenzia la rilevanza attribuita dagli editori alla vicenda e alle modalità con cui sarebbe stato sviluppato il processo di addestramento dei modelli.

Il punto centrale resta stabilire se e in quale modo l’utilizzo delle composizioni musicali protette contestato dagli editori possa configurare una violazione della proprietà intellettuale.

Il precedente della causa BMG

La nuova controversia si inserisce in uno scenario nel quale Anthropic è già coinvolta in altri procedimenti riguardanti opere musicali protette.

Un caso citato è quello di BMG, che ha avviato una causa contro la società contestando la violazione di 493 composizioni.

La nuova iniziativa legale presenta però una dimensione dichiaratamente più ampia. Secondo le accuse riportate, infatti, il materiale utilizzato per l’addestramento comprenderebbe «decine di migliaia» di composizioni.

La differenza quantitativa contribuisce a rendere il procedimento particolarmente significativo per il rapporto tra industria musicale, sviluppatori di AI e titolari dei diritti.

Musica e intelligenza artificiale, si apre una nuova battaglia

La controversia potrebbe assumere un’importanza che va oltre il singolo procedimento giudiziario.

L’espansione dell’AI generativa ha infatti portato al centro del dibattito il rapporto tra i contenuti utilizzati per addestrare i modelli e i diritti detenuti da autori ed editori. Nel caso della musica, la questione coinvolge direttamente le composizioni protette e le modalità con cui queste possono essere eventualmente utilizzate nello sviluppo delle nuove tecnologie.

Secondo la ricostruzione di Axios, la causa rappresenta il primo atto di quella che potrebbe trasformarsi in una battaglia pluriennale sull’intersezione tra musica, intelligenza artificiale e tutela della proprietà intellettuale.

La sfida delle regole nell’era dell’AI

Il procedimento contro Anthropic mette quindi a confronto due settori centrali nella trasformazione digitale: da una parte le aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, dall’altra l’industria musicale e i soggetti che detengono i diritti sulle opere.

Il nodo della controversia sarà l’accusa secondo cui le composizioni sarebbero state utilizzate illegalmente durante l’addestramento dei modelli. Sarà il procedimento giudiziario a determinare la fondatezza delle contestazioni avanzate dagli editori.

La portata della causa, il numero di composizioni indicate e il coinvolgimento di realtà come Sony Music, Warner Music, Anthropic e BMG rendono comunque la vicenda un passaggio significativo nel confronto sulle modalità con cui proprietà intellettuale e sviluppo dell’intelligenza artificiale potranno convivere nella nuova fase tecnologica.