Ambiente: venti deboli minacciano l’assorbimento di co₂ nel Mediterraneo
- 12 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
ENEA e un team di ricercatori hanno osservato che venti più deboli e un’intensa ondata di calore marina hanno ridotto la capacità del Mediterraneo centrale di assorbire anidride carbonica. Lo studio, pubblicato su Journal of Geophysical Research: Oceans, presenta per la prima volta serie continue di dati sugli scambi di CO₂ tra atmosfera e mare in quest’area.
Secondo i risultati, tra l’inizio del 2022 e i primi mesi del 2023 la capacità di assorbimento del Mediterraneo centrale è diminuita: nel periodo preso in esame si registra una riduzione di circa il 30% nella rimozione di CO₂ rispetto all’anno precedente, in corrispondenza di venti deboli e di un prolungato riscaldamento delle acque.
L’impatto dell’ondata di calore
Alcide di Sarra ha dichiarato:
“L’ondata di calore eccezionale ha probabilmente influenzato in modo significativo gli scambi di CO₂ tra atmosfera e mare, con episodi di rilascio netto di anidride carbonica dall’oceano verso l’atmosfera.”
Alcide di Sarra ha aggiunto:
“I dati raccolti all’Osservatorio Oceanografico di Lampedusa durante l’estate mostrano temperature superiori a 31 °C a 1 metro e oltre 30 °C a 5 e 18 metri: livelli e durata mai registrati prima nelle serie storiche.”
Le misurazioni tra il 2021 e il 2023
Le osservazioni raccolte tra il 2021 e il 2023 confermano che il Mediterraneo centrale si comporta stagionalmente come un grande serbatoio di CO₂, assorbendo anidride carbonica in inverno e rilasciandola durante i mesi estivi. Tuttavia, i dati annuali mostrano che questa regione può comunque contribuire, nel complesso, alla rimozione di CO₂ dall’atmosfera, ma eventi estremi possono alterare sensibilmente questo equilibrio.
Nel periodo compreso tra maggio 2022 e aprile 2023 i ricercatori hanno identificato una marcata diminuzione degli scambi di CO₂ tra aria e mare, correlata alla persistenza di temperature marine elevate e alla minore intensità dei venti.
Variazioni di temperatura e vento
Lo studio documenta un’anomalia termica nel Mar Mediterraneo già evidente nel 2022: la temperatura superficiale è risultata in media da 1,5 a 2 °C sopra i valori medi del periodo 1991-2020, con punte nel Mediterraneo centrale fino a 4 °C oltre la media stagionale.
Contemporaneamente è diminuita la frequenza dei venti intensi: i giorni con velocità media del vento superiore a 8 m/s sono passati da 71 a 42 rispetto all’anno precedente, mentre le giornate con venti deboli (velocità inferiore a 5 m/s) sono aumentate da 26 a 47. Queste condizioni favoriscono il mantenimento di ondate di calore marine prolungate.
Verso nuove osservazioni e implicazioni
Alcide di Sarra ha dichiarato:
“Oltre un anno e mezzo di misure continue ci ha permesso di quantificare l’impatto di questo evento estremo sul ciclo del carbonio marino: questi dati sono il punto di partenza per una rete di osservazione a lungo termine.”
ENEA sottolinea che un maggior numero di serie osservazionali permanenti è essenziale per comprendere l’evoluzione di fenomeni estremi in un hotspot climatico come il Mediterraneo, dove gli effetti dei cambiamenti climatici si manifestano con maggiore intensità e maggiore frequenza. Monitoraggi continui permettono anche di affinare i modelli di bilancio del carbonio marino, fondamentali per le politiche climatiche e per le stime nazionali ed europee sulle emissioni nette.
L’alterazione della capacità di assorbimento di CO₂ ha ricadute non solo sul clima globale, ma anche su settori locali come la pesca, il turismo costiero e la gestione delle risorse marine. Inoltre, la necessità di infrastrutture di osservazione più robuste apre opportunità di investimento in tecnologie oceanografiche, sensori autonomi e servizi di monitoraggio ambientale.
La ricerca invita a integrare le osservazioni in acqua con dati satellitari e modelli atmosferici per migliorare le previsioni e supportare decisioni di politica ambientale e strategie di adattamento a livello nazionale ed europeo.
In sintesi
- La diminuzione dell’assorbimento di CO₂ nel Mediterraneo centrale evidenzia rischi per i bilanci carbonici nazionali e può complicare il raggiungimento degli obiettivi climatici, richiedendo revisioni nelle stime di assorbimento naturali.
- L’aumento della frequenza di eventi termici estremi suggerisce opportunità di investimento in tecnologie di monitoraggio marino e in servizi di modellazione climatica, settori strategici per il mercato italiano della blue economy.
- Imprese e policy maker dovrebbero considerare gli effetti sui settori costieri (pesca, turismo, infrastrutture portuali) e valutare piani di adattamento che includano finanziamenti per osservatori e reti di sorveglianza ambientale.
- Potenziare l’osservazione continua favorisce la qualità delle previsioni economiche e ambientali, migliorando la pianificazione degli investimenti pubblici e privati volti alla resilienza climatica.