Bitcoin scivola sotto 77.000 dollari: i dati chiave sull’inflazione in arrivo
- 11 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Bitcoin è stato aperto a $76.535,95 venerdì 11 settembre 2026, registrando un calo del 2,2% rispetto all’apertura di giovedì; alle ore 07:23 ET il prezzo si è portato a $76.758,63.
Ethereum ha iniziato la giornata a $2.437,02, in discesa dell’1,2% rispetto all’apertura precedente; alla stessa ora il valore era salito a $2.453,68.
La settimana scorsa il Bitcoin era rimasto sopra i $81.000 in attesa del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti e dopo le dichiarazioni di un governatore della Federal Reserve che aveva ipotizzato la possibilità di mantenere i tassi invariati. Questa mattina la criptovaluta ha aperto al livello più basso di circa due settimane, perdendo quasi il 6% rispetto ai livelli della settimana precedente in vista di dati inflazionistici chiave.
Il conflitto in Iran ha spinto i prezzi del diesel a livelli record; i future sul Brent sono aumentati di oltre il 16% nell’ultimo mese e mostrano un rialzo dell’8,43% negli ultimi cinque giorni, fattore che pesa sull’umore dei mercati energetici e sulle prospettive inflazionistiche.
Con un numero crescente di analisti che prevede un aumento dei tassi la prossima settimana — circa il 69,4% secondo lo strumento CME Group FedWatch — i prezzi delle criptovalute sono sotto pressione: tassi più elevati rappresentano un ostacolo per asset che non rendono interessi diretti agli investitori.
Saldo attuale di Bitcoin e Ethereum
Bitcoin: questa mattina l’apertura è risultata inferiore del 2,2% rispetto a giovedì. Il confronto con periodi precedenti mostra movimenti significativi, utili per inquadrare la volatilità recente.
Variazioni temporali: una settimana fa: -5,8%; un mese fa: +19,8%; un anno fa: -32,8%.
Il massimo storico del Bitcoin è stato $126.198,07 il 6 ottobre 2025; il minimo storico registrato risale al 14 luglio 2010 a $0,04865.
Ethereum
Ethereum ha aperto la mattina del 11 settembre 2026 a $2.437,02, in calo dell’1,2% sull’apertura di giovedì; alle 07:23 il prezzo si era portato a $2.453,68.
Variazioni temporali: una settimana fa: -2,8%; un mese fa: +30,2%; un anno fa: -44,0%.
Il record storico di Ethereum è $4.953,73 raggiunto il 24 agosto 2025; il minimo storico è $0,4209 registrato il 21 ottobre 2015.
Le criptovalute continuano a evolvere rapidamente sia sul piano tecnologico sia in termini di regolamentazione e adozione istituzionale; monitorare l’andamento dei prezzi insieme ai fondamentali macro resta essenziale per valutare il rischio.
Acquistare una casa con criptovalute: possibilità e ostacoli
La possibilità di utilizzare crypto come garanzia o come fonte di capitale per l’acquisto immobiliare è al centro del dibattito regolatorio negli Stati Uniti. In giugno il direttore della Federal Housing Finance Agency (FHFA), William J. Pulte, ha dato indicazioni affinché le due principali società sponsorizzate dal governo che intervengono sul mercato dei mutui, Fannie Mae e Freddie Mac, si preparino a considerare le criptovalute come asset per la valutazione delle richieste di mutuo.
William J. Pulte ha dichiarato:
“Il sistema abitativo necessita di un ammodernamento profondo. Voglio che chi possiede criptovalute possa comprare case come tutti gli altri. Credo che le criptovalute siano un asset e che gli americani debbano poterle utilizzare, se lo desiderano. È ora che il sistema abitativo si aggiorni.”
La FHFA sovrintende a Fannie Mae e Freddie Mac, che forniscono liquidità a una porzione rilevante del mercato dei mutui: un cambiamento nelle loro linee guida potrebbe avere conseguenze di ampia portata sul modo in cui i prestiti vengono valutati e concessi.
Tuttavia, convertire criptovalute in garanzie o in capitale accettabile per un mutuo presenta complessità pratiche e normative: volatilità dei prezzi, necessità di controlli antiriciclaggio e di identità, valutazioni periodiche del valore dell’asset e considerazioni fiscali legate a plusvalenze. Le istituzioni finanziarie e le compagnie di assicurazione ipotecaria dovranno aggiornare processi di valutazione del rischio e tecnologie per integrare queste nuove forme di patrimonio.
Per gli investitori o i risparmiatori che considerano l’uso di crypto per operazioni immobiliari, è consigliabile valutare l’orizzonte temporale, la gestione del rischio di prezzo e le implicazioni fiscali nel proprio ordinamento giuridico prima di intraprendere operazioni di questo tipo.
Grafici e strumenti per seguire i prezzi
Per comprendere la dinamica di Bitcoin e Ethereum è utile consultare serie storiche e grafici che mostrino i rendimenti su più orizzonti temporali, indicatori di volatilità e flussi di mercato. Indicatori macro, come i dati sull’inflazione e le decisioni di politica monetaria, rimangono fattori determinanti per la direzione dei prezzi.
Strumenti professionali di analisi, dati sui futures energetici e monitoraggio delle aspettative sui tassi possono aiutare a collegare eventi geopolitici e macroeconomici alle oscillazioni dei mercati crypto.
In sintesi
- La recente discesa dei prezzi del Bitcoin e di Ethereum riflette la combinazione di attese di stretta monetaria e tensioni geopolitiche che spingono verso asset rifugio e aumentano la volatilità delle crypto.
- L’ipotesi di considerare le criptovalute come asset valutabili per mutui potrebbe ampliare la domanda ma richiederà adeguamenti normativi, procedure di valutazione e soluzioni per mitigare il rischio di prezzo.
- Per gli investitori italiani, la gestione del rischio passa per diversificazione, attenzione alle implicazioni fiscali locali sulla conversione di crypto in valuta fiat e alla possibilità che aumenti il costo del credito nel breve termine.