Blockstream respinge il ricatto degli hacker di Liquid
- 11 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Blockstream ha annunciato che non pagherà alcun riscatto per recuperare i fondi ancora trattenuti dagli hacker che hanno preso di mira il Liquid Network.
Blockstream ha dichiarato:
“Prendere asset senza autorizzazione e trattenere il loro ritorno è un crimine, non una segnalazione responsabile. Non è attività da white-hat. È furto.”
La società ha spiegato di aver cercato un dialogo di buona fede con gli autori dell’attacco per recuperare i fondi degli utenti, ma di non aver accettato le loro richieste economiche. Secondo quanto emerso, gli attaccanti hanno chiesto che Blockstream corrispondesse una sorta di premio pari al 10% dei fondi prelevati, come riportato in un messaggio on-chain condiviso da Jan3 e dal suo amministratore delegato e ex responsabile strategico di Blockstream, Samson Mow.
Nel messaggio gli hacker avvertivano che, in caso di mancato pagamento, i detentori sulla rete Liquid avrebbero subito una perdita stimata intorno al 15%. Blockstream ha invece esortato pubblicamente gli autori a restituire volontariamente i Bitcoin rimasti nelle loro disponibilità e ha annunciato l’intenzione di collaborare con le forze dell’ordine, gli exchange, i fornitori di servizi e specialisti forensi per rintracciare gli asset e identificare i responsabili.
Contesto dell’attacco e numeri principali
Il 6 settembre la rete Liquid, una sidechain legata al Bitcoin, ha sospeso le operazioni dopo che attori che si definivano white-hat avevano prelevato circa 4.000 BTC dalla cosiddetta federation wallet, un importo che al cambio dell’epoca valeva approssimativamente 320 milioni di dollari.
Successivamente gli attaccanti hanno restituito circa 3.400 BTC dopo che Blockstream ha comunicato l’avvenuta patch dei nodi di bridge interessati, lasciando ancora in sospeso circa 598 BTC. Dopo gli aggiornamenti di emergenza il network ha ripreso la produzione di blocchi, ma ha generato blocchi vuoti e le transazioni, così come i trasferimenti di Bitcoin dentro e fuori la rete, restano sospesi.
Risposta tecnica e legale
Oltre alla correzione dei nodi vulnerabili, Blockstream ha indicato che intensificherà le attività di tracciamento degli asset collaborando con exchange e specialisti forensi. Questa strategia combina interventi tecnici con azioni investigative per circoscrivere i percorsi dei fondi e individuare soggetti riconducibili all’incidente.
Dal punto di vista legale, la scelta di non pagare apre la strada a procedure penali e civili nei confronti degli autori: recuperare fondi attraverso meccanismi giudiziari e cooperazione internazionale può richiedere tempo, ma evita inoltre di incentivare ulteriori estorsioni contro infrastrutture critiche del settore.
Impatto sul mercato e sulla fiducia
Incidenti di questo tipo mettono sotto pressione la fiducia verso soluzioni di interoperabilità e custodia che implicano terze parti o infrastrutture federate. Per investitori istituzionali e retail, la vicenda evidenzia rischi operativi concreti legati a bridge e sidechain, fattori che possono influenzare decisioni di allocazione e richieste di garanzie di sicurezza più stringenti.
Nel breve termine è possibile osservare una maggiore volatilità sui mercati correlati al Bitcoin e alle infrastrutture secondarie; nel medio-lungo periodo, la pressione regolatoria su operatori e custodi potrebbe aumentare, spingendo verso standard di compliance più elevati e audit di sicurezza obbligatori.
Prospettive per gli utenti e gli operatori
Per gli utenti finali la lezione chiave è la necessità di comprendere i meccanismi di custodia e i rischi associati alle soluzioni ibride. Per gli operatori di mercato, invece, l’episodio sottolinea l’importanza di piani di resilienza, di aggiornamenti tempestivi del software e di canali di comunicazione chiari con la clientela per gestire incidenti di sicurezza.
Le autorità di vigilanza e gli exchange potrebbero intensificare i controlli su flussi sospetti e richiedere maggiore trasparenza nelle procedure di sicurezza, rendendo più costosa e regolamentata l’offerta di servizi legati ai bridge e alle sidechain.
In sintesi
- La decisione di Blockstream di non pagare il riscatto riduce l’incentivo a estorsioni future ma comporta tempi più lunghi per il recupero dei fondi tramite indagini forensi e azioni legali.
- Il caso evidenzia rischi operativi per sidechain e bridge: gli investitori dovrebbero valutare con attenzione la contropartita e le misure di custodia prima di allocare capitale in soluzioni analoghe.
- Potrebbe aumentare la domanda di servizi di custodia regolamentati e di audit di sicurezza indipendenti, con potenziali effetti su commissioni e costi operativi per gli operatori del settore in Europa e in Italia.