Carburanti, prorogato lo sconto di 17 centesimi sul gasolio fino al 17 settembre. Meloni prepara nuove misure
- 11 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Il governo proroga per altri sette giorni lo sconto fiscale sul gasolio: la riduzione di 17 centesimi al litro resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre compreso. Il nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri destina alla misura 86 milioni di euro, finanziati attraverso una corrispondente riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
La misura rappresenta però ancora una soluzione temporanea. La premier Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di “nuovi provvedimenti” sui carburanti già dalla prossima settimana, mentre l’esecutivo lavora a interventi più strutturali in un contesto segnato dalla forte risalita delle quotazioni internazionali dell’energia.
Il governo accelera sulla produzione nazionale di petrolio e gas
Il decreto non interviene soltanto sulle accise. Il provvedimento introduce anche misure destinate ad accelerare permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi in Italia.
“Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas”, ha dichiarato Giorgia Meloni, spiegando che l’obiettivo è “ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione”.
Il nuovo quadro consentirà allo Stato di nominare commissari chiamati ad affiancare le Regioni nell’accelerazione delle procedure autorizzative.
Il governo punta quindi a ridurre i tempi necessari per le concessioni relative alle attività di ricerca ed estrazione, inserendo il rilancio della produzione nazionale in una strategia energetica più ampia.
Meloni: “Nuovi provvedimenti la prossima settimana”
“Il taglio oggi è stato prorogato ancora per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio, in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana”, ha affermato Meloni.
La premier ha riconosciuto che l’intervento sulle accise non può rappresentare una soluzione permanente: “Ovviamente non basta, serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo”.
Meloni ha inoltre rivendicato l’aumento della capacità rinnovabile installata negli ultimi anni, quantificato in 28 gigawatt, e la scelta del governo di riaprire il dossier sul nucleare.
La strategia dell’esecutivo punta quindi a combinare interventi emergenziali sui prezzi con un aumento dell’offerta energetica nazionale e una maggiore diversificazione delle fonti.
Il taglio costa circa 13 milioni al giorno
La sostenibilità finanziaria delle misure resta uno dei principali nodi.
Lo sconto di 17 centesimi sul diesel costa alle casse pubbliche circa 13 milioni di euro al giorno, mentre da marzo gli interventi a sostegno dei carburanti hanno superato complessivamente i 2 miliardi di euro.
Proprio il peso crescente delle coperture ha spinto il governo a valutare il superamento degli interventi generalizzati sulle accise a favore di misure maggiormente concentrate sulle categorie più esposte, tra cui famiglie con redditi più bassi e autotrasportatori.
Al momento, tuttavia, nella maggioranza non sarebbe ancora stata trovata un’intesa definitiva né sulla struttura degli aiuti né sulle risorse con cui finanziarli. Da qui la scelta di procedere ancora una volta con una proroga di una sola settimana.
Consumatori: “Intervento insufficiente”
La nuova proroga non soddisfa le associazioni dei consumatori.
L’Unione Nazionale Consumatori chiede un intervento più consistente, con uno sconto di 30 centesimi sul gasolio e 15 centesimi sulla benzina, giudicando insufficiente l’attuale riduzione limitata al diesel.
Sulla stessa linea il Codacons, che chiede non soltanto di potenziare l’intervento sul gasolio, ma anche di estendere la riduzione delle accise alla benzina, sottolineando il crescente impatto dei prezzi dei carburanti sui bilanci familiari e sui costi di trasporto.
Petrolio oltre 100 dollari, aumenta la pressione sui prezzi
A rendere più complessa la situazione è la nuova impennata delle quotazioni energetiche legata alle tensioni in Medio Oriente.
Nella seduta del 10 settembre il WTI ha chiuso in rialzo del 6,7% a circa 102,5 dollari al barile, mentre il Brent è salito oltre 107 dollari, sui timori di ulteriori interruzioni dell’offerta proveniente dall’area del Golfo.
L’11 settembre il Brent ha poi parzialmente ripiegato, mantenendosi comunque intorno ai 106 dollari al barile, su livelli nettamente superiori a quelli precedenti all’escalation geopolitica.
La corsa del greggio aumenta il rischio di ulteriori rincari alla pompa e rende più oneroso per il governo abbandonare rapidamente gli interventi fiscali di emergenza.
Il nodo delle coperture per i prossimi interventi
La partita si sposta ora sui provvedimenti annunciati per la prossima settimana.
Tra le ipotesi discusse nel confronto politico figurano aiuti più selettivi alle famiglie e agli autotrasportatori, strumenti legati alle carte carburante e nuove forme di contribuzione da parte dei settori che hanno beneficiato maggiormente dell’aumento dei prezzi energetici.
Il governo guarda inoltre ai prossimi dati sui conti pubblici per comprendere quanto spazio fiscale potrà essere utilizzato per nuovi interventi.
Nel frattempo, la proroga fino al 17 settembre evita almeno nell’immediato che i 17 centesimi di sconto sul diesel vengano riassorbiti nei prezzi alla pompa. Ma con il petrolio tornato sopra quota 100 dollari, l’esecutivo si trova davanti a una scelta sempre più difficile: continuare a finanziare riduzioni generalizzate delle accise oppure concentrare le risorse su misure mirate e strutturali.