Perché Robert Kiyosaki, autore di Rich Dad, è volontariamente indebitato per 1,2 miliardi di dollari

Robert Kiyosaki, autore del celebre libro “Rich Dad, Poor Dad”, sostiene da anni che il suo debito da 1,2 miliardi di dollari rientri in una strategia di accumulo di ricchezza e contesta i consigli tradizionali come «vivere al di sotto dei propri mezzi». Il nucleo della sua filosofia è che i ricchi non lavorano per il denaro e che alcuni debiti, se usati correttamente, possono moltiplicare il reddito.

Robert Kiyosaki ha dichiarato:

“Insegno alle persone come usare il debito, e Dave Ramsey dice di non usare il debito. La maggior parte delle persone dovrebbe ascoltare Dave Ramsey.”

Secondo quanto ha spiegato la sua ex moglie, Kim Kiyosaki, i 1,2 miliardi non sono un debito personale diretto di Robert, ma rappresentano l’indebitamento collegato a un portafoglio immobiliare gestito da un gruppo di investitori: circa 1.500 unità abitative inserite in uno schema legale che limita la responsabilità personale dei partner.

Critici e sostenitori si confrontano sui rischi e sui benefici dell’uso intensivo della leva finanziaria per acquistare beni che generano reddito. La domanda centrale per gli investitori attuali è se questo approccio sia ancora applicabile nel contesto odierno dei mercati e dei tassi di interesse.

Il contesto del debito da 1,2 miliardi

Chris Galeski, consulente patrimoniale e partner presso una società di gestione con sede a Calabasas, afferma che l’immagine mediatica del debito da decine di cifre può essere fuorviante: il successo di quella strategia va letto alla luce di condizioni di mercato particolarmente favorevoli lungo decenni.

“La mia frustrazione è che il numero di 1,2 miliardi viene presentato come una strategia prospettica, quando in realtà descrive ciò che ha funzionato per Kiyosaki guardando indietro, in un periodo straordinariamente favorevole per il settore immobiliare.”

Galeski osserva che chi comincia oggi affronta condizioni diverse: prezzi immobiliari ancora elevati e un contesto di tassi molto più alti rispetto agli anni di tassi quasi zero che hanno consentito numerosi rifinanziamenti e una crescita del valore degli asset.

Buon debito e cattivo debito

Per Robert Kiyosaki, il concetto di “buon debito” riguarda un indebitamento che finanzia un bene in grado di generare flussi di cassa sufficienti a coprire le rate del prestito e a lasciare liquidità residua. Esempi tipici indicati dal suo approccio sono gli immobili in affitto, azioni che pagano dividendi e alcune strategie con opzioni.

Robert Kiyosaki ha scritto:

“Invece di togliere 300 dollari al mese dal bilancio per permettersi qualcosa, un investitore secondo la filosofia ‘Rich Dad’ si chiede quale asset potrebbe acquistare che produca 300 dollari di flusso di cassa mensile. Una volta che l’asset è in funzione, quei 300 dollari non sono più un sacrificio di bilancio: arrivano ogni mese dall’asset mentre l’asset continua a rivalutarsi.”

Brock Harris, agente immobiliare e investitore attivo a Los Angeles, condivide questa visione e la semplifica con una regola pratica: il debito è buono se è qualcun altro — ad esempio l’inquilino — a pagarlo.

“Ho aiutato clienti a diventare investitori immobiliari per decenni. Ricordo loro una distinzione chiave di Kiyosaki: esiste debito buono e debito cattivo. Lo distingui chiedendo chi lo sta estinguendo. Se non sei tu, è buon debito. Se gli inquilini stanno ripagando il debito, è buon debito: prendi in prestito quanto puoi.”

Una strategia più difficile da replicare oggi

Molti esperti avvertono che la strategia illustrata da Kiyosaki è stata particolarmente efficace in un arco temporale in cui si sono combinate condizioni favorevoli: acquisti a costi contenuti, lunghi periodi di tassi bassi e la possibilità di rifinanziare più volte. Riprodurre lo stesso percorso oggi è più complesso.

Chris Galeski ha affermato:

“Kiyosaki non ha torto sul fatto che la leva possa creare ricchezza, ma descrive una strategia che ha funzionato splendidamente in una finestra temporale specifica. Chi compra oggi affronta prezzi ancora alti e tassi significativamente più elevati.”

Secondo Galeski, la scelta reale per la maggioranza degli investitori non è fra il vivere completamente senza debiti e il seguire pedissequamente il manuale di Kiyosaki, ma tra una leva disciplinata e una leva scriteriata. È fondamentale che il flusso di cassa generato copra tutti i costi di proprietà e che esista un margine di capitale sufficiente a resistere a eventuali fasi di contrazione del mercato.

“Il flusso di cassa degli investimenti immobiliari deve coprire ogni costo di possesso — e lasciare qualcosa in più — con una riserva di capitale tale che una flessione non ti azzeri. Questa riserva fa la differenza tra superare una recessione e restituire le chiavi alla banca.”

Brock Harris ha aggiunto:

“La banca è un partner incredibile: mette l’80% del capitale per permetterti di comprare un immobile e quanto del profitto prende? Nessuno. Chiede solo di essere rimborsata nel tempo con un tasso ragionevole. È il mio tipo di partner.”

Sull’abitudine a ‘vivere al di sotto dei propri mezzi’

Su questo punto Robert Kiyosaki è netto: definisce il mantra di «vivere al di sotto dei propri mezzi» come un consiglio ripetuto che talvolta impedisce a persone prudenti e laboriose di creare vera ricchezza, perché li induce a conservare liquidi anziché impiegarli in asset produttivi.

Robert Kiyosaki ha scritto:

“Una mentalità di scarsità che si maschera da responsabilità finanziaria ha tenuto generazioni di persone lavoratrici e istruite lontane dalla possibilità di costruire vera ricchezza.”

Chris Galeski ha affermato:

“Non c’è nulla di male nel vivere al di sotto dei propri mezzi. Il problema è quando questo si traduce nel tenere il denaro fermo. Vivere al di sotto dei propri mezzi è ciò che libera capitale da investire, ma quei risparmi devono poi essere messi a lavoro. Se risparmi ma non investi in qualcosa che cresce, non stai costruendo vera ricchezza; stai solo rimandando la spesa.”

Brock Harris ha aggiunto:

“Non si può vivere di coupon e non si possono azzerare le spese. Per creare ricchezza reale, bisogna acquistare asset che aumentano di valore, preferibilmente usando capitale preso a prestito in modo intelligente.”

In sintesi

  • La strategia di usare ampia leva finanziaria per acquistare asset che producono flussi di cassa può funzionare, ma richiede condizioni di mercato favorevoli e disciplina operativa; oggi i tassi più alti e i prezzi elevati complicano la replicabilità di quel percorso.
  • Per gli investitori italiani è cruciale valutare il rapporto tra flusso di cassa e costi di gestione, oltre a mantenere un margine di capitale che consenta di attraversare fasi avverse senza ricorrere a vendite forzate.
  • La distinzione pratica tra “buon debito” e “cattivo debito” aiuta a orientare le scelte: il debito è più rischioso se il servizio del debito dipende esclusivamente dal capitale personale e meno se è sostenuto da redditi generati dall’asset.
  • Per la maggior parte degli investitori la scelta ottimale non è tra zero debito e leva massima, ma tra una leva calibrata e gestita con prudenza — un approccio che richiede pianificazione, analisi dei flussi e attenzione ai cicli economici.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.