Bynario raccoglie 2,1 milioni: l’AI italiana che ha scoperto vulnerabilità in macOS accelera nella cybersecurity
- 10 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Bynario chiude un round pre-seed da 2,1 milioni di euro per accelerare lo sviluppo della propria piattaforma di cybersecurity basata sull’intelligenza artificiale. L’operazione è stata guidata da 360 Capital, con la partecipazione di Prana Ventures.
La startup milanese utilizzerà le nuove risorse per potenziare la piattaforma AI-powered, ampliare il team e sostenere la crescita commerciale in un mercato nel quale l’intelligenza artificiale sta modificando contemporaneamente le capacità di attacco e gli strumenti a disposizione di chi deve difendere sistemi e applicazioni.
Bynario è già salita all’attenzione del settore dopo che i suoi ricercatori hanno utilizzato modelli avanzati di AI per individuare gravi vulnerabilità nella tecnologia Screen Sharing di macOS, successivamente corrette da Apple attraverso apposite patch.
Fondata a Milano a fine 2025
Bynario è stata fondata a Milano alla fine del 2025 da Alfredo Pesoli, Giancarlo Russo, Marco Valleri, Alberto Ornaghi e Lorenzo Cavallaro.
La società sviluppa strumenti destinati alla gestione delle vulnerabilità software. La tecnologia analizza codice applicativo, infrastrutture cloud e componenti di terze parti, identificando i problemi di sicurezza e verificando quali vulnerabilità siano realmente sfruttabili nello specifico ambiente del cliente.
L’obiettivo è superare un approccio basato sul semplice numero di vulnerabilità rilevate, concentrando invece l’attenzione su quelle che presentano il maggiore rischio effettivo.
La piattaforma copre l’intero processo, dalla scoperta e validazione delle vulnerabilità fino alla prioritizzazione e alla correzione, con un monitoraggio continuo dell’esposizione.
Bynario sta già lavorando con aziende attive nei settori software, cloud, finanziario ed enterprise.
Bynario Atlas scopre vulnerabilità nei sistemi Apple
Un primo banco di prova della tecnologia è arrivato ad agosto.
Utilizzando Bynario Atlas insieme a modelli AI di frontiera, i ricercatori della startup hanno individuato gravi vulnerabilità nella tecnologia Screen Sharing di macOS.
Le problematiche sono state comunicate ad Apple, che ha successivamente distribuito le patch necessarie per correggere le vulnerabilità segnalate.
Il caso rappresenta anche un esempio del modello sul quale Bynario sta costruendo la propria tecnologia: utilizzare l’intelligenza artificiale non soltanto per automatizzare la scansione del software, ma per analizzare in maggiore profondità la reale sfruttabilità delle falle individuate.
Pesoli: “L’AI abbassa il costo degli attacchi”
“La difesa su larga scala deve avere la stessa profondità dell’attacco”, ha dichiarato Alfredo Pesoli, CEO e co-founder di Bynario.
Secondo Pesoli, l’intelligenza artificiale sta infatti modificando l’economia stessa degli attacchi informatici.
“Gli attaccanti sono fondamentalmente guidati da incentivi. Abbassando il costo necessario per trovare e sfruttare le vulnerabilità, l’intelligenza artificiale rende appetibili anche obiettivi che prima non lo erano”, ha spiegato.
La conseguenza è un aumento della complessità anche per le organizzazioni chiamate a difendersi, che devono gestire infrastrutture software composte da applicazioni proprietarie, cloud e un numero crescente di componenti esterne.
360 Capital punta sulla remediation autonoma
Per 360 Capital, l’investimento punta sulla possibilità di utilizzare l’AI lungo un segmento sempre più ampio del processo di cybersecurity.
“Conosciamo da molto tempo gran parte del team fondatore e siamo rimasti profondamente colpiti dalla chiarezza della visione di Alfredo e dall’innovazione tecnologica sviluppata”, ha commentato Cesare Maifredi, Partner di 360 Capital.
Secondo Maifredi, l’elemento distintivo della piattaforma è l’integrazione tra individuazione, validazione, prioritizzazione e remediation autonoma delle vulnerabilità.
“È ciò di cui ha bisogno la cybersecurity moderna”, ha sottolineato il manager, indicando nella tecnologia sviluppata dalla società un potenziale elemento di trasformazione del settore.
La sfida dell’AI applicata alla cybersecurity
Il round arriva in una fase nella quale l’AI generativa e i modelli avanzati stanno ampliando rapidamente le possibilità di automazione nella sicurezza informatica.
Da un lato, gli stessi strumenti possono consentire agli aggressori di ricercare vulnerabilità e sviluppare attacchi con tempi e costi inferiori. Dall’altro, le aziende di cybersecurity stanno utilizzando l’intelligenza artificiale per automatizzare analisi che tradizionalmente richiedevano un forte intervento manuale da parte dei ricercatori.
È in questo secondo fronte che si posiziona Bynario. Con i 2,1 milioni di euro raccolti nel pre-seed, la startup punta ora a trasformare la tecnologia già utilizzata nella ricerca sulle vulnerabilità Apple in una piattaforma scalabile per le imprese, ampliando contemporaneamente prodotto, organico e presenza commerciale.