Detentori di Bitcoin vendono meno: il rischio sul lato vendita torna ai minimi

Bitcoin (BTC) mantiene un livello di rischio di vendita vicino ai minimi storici, nonostante il rialzo di agosto, secondo una nuova analisi di mercato.

I dati mostrano che il rapporto di rischio di vendita di Bitcoin è sceso a 7 rispetto a 16 registrati a settembre, collocandosi tra i valori più bassi mai osservati. Questa indicazione suggerisce una pressione ribassista relativamente attenuata mentre la criptovaluta conserva gran parte dei guadagni accumulati nel mese di agosto.

Come si misura il rischio di vendita

Il rapporto di rischio di vendita, noto con l’acronimo SSRR (Sell-Side Risk Ratio), sintetizza profitti e perdite realizzate onchain e li rapporta alla capitalizzazione realizzata di Bitcoin. In termini pratici, offre un’istantanea del valore in dollari realizzato in un determinato periodo rispetto alla capitalizzazione realizzata complessiva.

Valori più bassi dell’SSRR sono interpretati come segnali di fondo di mercato macro, fasi di accumulo e contesti con basso rischio di vendita. Nel periodo di massimo recente il rapporto aveva toccato 16, quando il prezzo superò quota 80.000 dollari: nelle ultime rilevazioni si è ridotto a 7, uno dei minimi storici.

Comportamento degli investitori onchain

Secondo l’analisi di Glassnode, il rimbalzo del prezzo registrato in agosto ha attratto relativamente poca offerta onchain. Nei massimi precedenti la stessa misura aveva evidenziato picchi più elevati, indicando prese di profitto più consistenti in quei momenti.

Un altro segnale osservato riguarda i portatori di lungo periodo, ossia gli indirizzi che detengono un UTXO senza spenderlo per almeno sei mesi. La quota di profitto realizzato attribuibile a questi long-term holders è scesa notevolmente, passando da circa l’88% al picco di agosto a circa il 47% nelle rilevazioni più recenti.

Glassnode sottolinea che i venditori osservati a settembre sono perlopiù acquirenti recenti e che, nel complesso, anche questi stanno liquidando meno rispetto ai mesi precedenti.

Il ruolo degli ETF spot e il punto di pareggio

Un elemento rilevante per il comportamento del mercato è la situazione degli investitori in ETF spot su Bitcoin. L’analisi indica che gli investitori in questi strumenti tornerebbero in aggregato in utile solo con un prezzo del valore intorno a 86.000 dollari.

Ad oggi, Bitcoin ha chiuso al di sotto di quella soglia per 229 sedute consecutive, lasciando gli investitori in ETF con perdite teoriche aggregate attorno a 3,9 miliardi di dollari. Questo dato è utile per comprendere il potenziale impatto di oscillazioni di prezzo prolungate sulla propensione alla vendita degli investitori istituzionali e retail che usano gli ETF.

SOPR e rilevanza per la tendenza

Un altro indicatore citato è il rapporto di profitto sulle uscite, noto come SOPR (Spent Output Profit Ratio). Questo indice misura la redditività netta delle monete spese, con il valore 1 che rappresenta il punto di pareggio. Periodi prolungati con SOPR sopra 1 possono sostenere l’ipotesi di un cambio di tendenza rialzista di lungo periodo.

Nel contesto attuale, il mantenimento di SOPR in territorio di profitto per un periodo esteso rafforza l’idea che il mercato non stia effettuando prese di profitto diffuse e che la struttura onchain resti favorevole a chi ritiene possibile una continuazione del trend positivo.

Implicazioni pratiche per gli investitori

Per gli investitori italiani è utile distinguere tra segnali di breve termine e dinamiche strutturali: un SSRR basso e una quota di profitto realizzato in calo tra i detentori di lungo periodo suggeriscono minore rischio di una svendita generalizzata. Tuttavia, la presenza di ETF con un livello di pareggio elevato indica sensibilità a ritracciamenti significativi del prezzo.

In termini di gestione del portafoglio, la situazione invita a valutare strumenti di diversificazione e strategie di protezione del capitale, soprattutto per chi detiene esposizioni rilevanti o utilizza leve finanziarie. Per operatori istituzionali e retail, monitorare gli indicatori onchain e la dinamica degli ETF rimane cruciale per prendere decisioni informate.

Prospettive e scenari

Se il mercato dovesse mantenere i segnali di bassa pressione di vendita, il percorso rialzista potrebbe consolidarsi senza grandi fasi di distribuzione. Al contrario, una rapida ripresa delle vendite tra gli acquirenti recenti o un ritorno dei long-term holders a realizzi più intensi potrebbe aumentare la volatilità e imporre ritracciamenti.

Per gli osservatori delle politiche macroeconomiche e dei regolatori europei, l’evoluzione degli ETF e delle metriche onchain fornisce elementi utili per valutare l’impatto della criptovaluta sui mercati finanziari tradizionali e sulle strategie di investimento domestiche.

In sintesi

  • Un SSRR ai minimi indica un ambiente con bassa pressione di vendita, riducendo la probabilità di un crollo causato da realizzi diffusi; gli investitori possono considerare questo come un segnale di accumulo potenziale, ma non come garanzia di trend prolungato.
  • La soglia di pareggio degli investitori in ETF intorno a 86.000 dollari evidenzia una fonte di vulnerabilità se il prezzo dovesse ritracciare, suggerendo prudenza per posizioni altamente esposte o leva finanziaria.
  • La diminuzione della quota di profitto realizzato dai long-term holders suggerisce un trasferimento del peso delle vendite verso acquirenti più recenti; per gli investitori a lungo termine questo può significare opportunità di accumulo selettivo in fasi di volatilità controllata.


Author: Tony
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