Stati Uniti colpiscono Xinbi: congelati 52 milioni di dollari in criptovalute

Le autorità statunitensi hanno bloccato più di 52 milioni di dollari in criptovalute collegati a Xinbi Guarantee e alla sua rete di venditori nell’ambito di un’operazione coordinata contro un mercato dedito alle truffe.

Il Dipartimento di Giustizia ha reso noto che la sua Scam Center Strike Force ha sequestrato due portafogli usati da Xinbi per raccogliere i pagamenti dei venditori, contenenti circa 12 milioni di dollari. Le autorità hanno inoltre chiesto il sequestro di altri 47 portafogli ritenuti collegati a operazioni di riciclaggio all’interno della rete di Xinbi, per un valore complessivo superiore ai 52 milioni.

Un tribunale federale del Distretto di Columbia ha autorizzato l’acquisizione di canali su Telegram che ospitavano il mercato. Secondo il mandato reso pubblico, i venditori utilizzavano quei canali per pubblicizzare servizi di riciclaggio, siti fasulli di investimento personalizzati e per reclutare personale per i cosiddetti “composti” di truffa nel Sud-est asiatico.

Operazione coordinata e obiettivi

L’intervento non si è limitato a colpire singoli operatori: l’azione è stata pensata per interrompere l’infrastruttura finanziaria e di comunicazione che consente alle truffe su scala industriale di funzionare. L’obiettivo è ampliare l’azione penale verso i marketplace e i fornitori di servizi che facilitano il funzionamento delle reti criminali.

Sanzioni del Tesoro e provider tecnologici

In parallelo, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ha designato Xinbi come un’organizzazione criminale transnazionale significativa. Sono state sanzionate anche la società con sede a Singapore SafeW Technology e la società con sede in Cambogia Anwen Technology, accusate di fornire supporto tecnico e finanziario a Xinbi.

Secondo il Tesoro, intorno alla metà del 2025 Xinbi avrebbe iniziato a spostare i suoi network di commercianti e di riciclaggio sull’app di messaggistica crittografata di SafeW, mentre ad Anwen viene attribuito lo sviluppo di XinbiPay (noto anche come NewPay), un portafoglio crypto e applicazione di pagamento utilizzati dalla piattaforma per facilitare i prelievi di contante.

Le sanzioni bloccano beni e interessi di Xinbi negli Stati Uniti e impediscono, in via generale, alle persone statunitensi di intrattenere transazioni con gli enti designati.

Ruolo delle piattaforme e assistenza degli emittenti

Le autorità hanno riconosciuto anche il ruolo svolto da attori del mercato legittimo: il Dipartimento di Giustizia ha attribuito contributi investigativi all’emittente di stablecoin Tether, il cui supporto tecnico avrebbe aiutato a tracciare flussi e saldi riconducibili alla rete di Xinbi.

Il Tesoro ha inoltre stimato che Xinbi abbia processato oltre 24 miliardi di dollari in criptovalute e valuta fiat dall’inizio del 2022, con un’ampia parte dei flussi diretta verso il Sud-est asiatico. Le autorità hanno indicato che la piattaforma sarebbe stata usata anche da hacker della Corea del Nord e da entità legate al Prince Group.

Implicazioni operative e investigative

Interrompere i canali di comunicazione e i portafogli usati per il riciclaggio mira a interrompere la catena del valore delle truffe, in particolare lo strato di “escrow” e di conversione in contanti che permette ai composti criminali di monetizzare su vasta scala. L’azione estende la responsabilità anche ai fornitori che progettano e mantengono le infrastrutture utilizzate dai criminali.

Per gli operatori del settore e per gli investitori la vicenda sottolinea la crescente attenzione regolatoria verso gli on/off-ramp e gli strumenti che facilitano l’uscita dalle criptovalute in valuta fiat. Anche gli sviluppatori di applicazioni di messaggistica crittografata e i fornitori di wallet potrebbero essere chiamati a rispondere di comportamenti colposi o collaborativi.

Ari Redbord ha dichiarato:

“L’OFAC ha sanzionato Xinbi per una buona ragione. Quando Huione è stata chiusa, Xinbi è diventata lo strato di escrow e di cash-out per i composti di truffa del Sud-est asiatico e lo ha fatto su scala industriale, movimentando più di 36 miliardi di dollari.”

Questa osservazione evidenzia come la chiusura di una singola piattaforma non elimini il problema: il mercato illegale tende a riorganizzarsi su alternative tecniche e commerciali, finché non vengono interrotte anche le controparti e i canali finanziari che garantiscono il funzionamento del sistema.

Contesto internazionale e misure precedenti

L’iniziativa statunitense segue azioni similari assunte da altre giurisdizioni volte a tagliare l’accesso alle criptovalute per piattaforme implicate in attività illecite. Una precedente misura del Regno Unito aveva già imposto vincoli e congelamenti patrimoniali con l’obiettivo di isolare Xinbi dai circuiti finanziari e commerciali.

Le azioni congiunte di autorità giudiziarie e agenzie sanzionatorie mostrano una volontà crescente di contrastare non solo i singoli truffatori ma anche l’ecosistema che li sostiene, con implicazioni importanti per la governance delle piattaforme crypto e per la cooperazione internazionale in materia di antiriciclaggio.

In sintesi

  • L’azione coordinata dimostra che le autorità mirano a colpire l’infrastruttura criminale oltre agli operatori: per il mercato significa un aumento delle verifiche di conformità e possibili costi maggiori per servizi di escrow e wallet.
  • Il congelamento di risorse legate a canali di cash-out può ridurre la liquidità delle vie illegali, ma rischia anche di spostare i flussi verso soluzioni meno trasparenti; gli investitori istituzionali italiani dovrebbero monitorare i rischi di controparte nelle piattaforme con esposizione al Sud-est asiatico.
  • La partecipazione di emittenti di stablecoin e provider tecnologici evidenzia come la compliance di questi attori diventerà fattore chiave di stabilità: la pressione regolatoria potrebbe portare a requisiti KYC/AML più stringenti e a una maggiore responsabilità legale.
  • Per il sistema finanziario europeo e italiano, la vicenda sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale nelle indagini e la necessità di rafforzare gli strumenti di tracciamento e contrasto alle reti di riciclaggio legate alle criptovalute.


Author: Tony
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