Il caso del laptop di Hunter Biden rivive come memecoin $XB

Il memecoin LAPTOP, lanciato a nome del figlio dell’ex presidente americano Joe Biden, ha perso il 95,7% del suo valore nella prima ora di contrattazione mercoledì: dopo un prezzo di apertura pari a $199,50 il token è sceso a circa $2,0977 alle 15:45 UTC, con un volume di scambi superiore a $13,4 milioni.

Il gettone è stato emesso sulla rete layer-2 Base, collegata all’ecosistema Ethereum. I dati on-chain mostrano che molti dei wallet principali che detenevano il token erano stati alimentati nei giorni immediatamente precedenti il lancio, un elemento che ha alimentato sospetti sulla distribuzione iniziale e sulla natura speculativa dell’offerta.

Hunter Biden ha risposto alla forte reazione pubblica con un post sui social, definendo il simbolo associato al progetto una forma di riscatto personale:

“Il simbolo che hanno usato per cercare di distruggermi è ora un simbolo di resilienza, redenzione e recupero.”

In seguito ha riconosciuto lo scetticismo diffuso nei confronti dei memecoin, ha qualificato il token collegato a Donald Trump come una possibile “truffa” e ha messo in guardia gli acquirenti dal confidare nel fatto che lui o altri avrebbero garantito un aumento di valore per LAPTOP.

La narrazione intorno al progetto fa riferimento al cosiddetto “laptop narrative”: nel 2019 un computer portatile sarebbe rimasto in un centro assistenza nel Delaware e, l’anno successivo, alcuni file collegati al dispositivo vennero pubblicati da media nazionali, utilizzati poi in contesti politici contro Hunter Biden e il padre durante la campagna elettorale.

Prima del lancio ufficiale, l’iniziativa era stata anticipata con un post che mostrava il ticker del token accompagnato da montaggi di copertura mediatica relativi al laptop, una mossa che ha scatenato critiche da parte di osservatori digitali e influencer nel mondo crypto.

Stephen Findeisen (noto come Coffeezilla) ha criticato apertamente il progetto, definendolo:

“una moneta spazzatura; non compratela.”

Un altro account pubblico ha invitato l’ideatore a fare marcia indietro, sostenendo che ci fosse ancora tempo per riconsiderare l’operazione.

Il fondatore di Base, Jesse Pollak, ha dichiarato che il team del progetto aveva contattato la piattaforma, ma che Base aveva preso la decisione consapevole di non partecipare alla progettazione né alla promozione del token.

Non è stata resa pubblica alcuna risposta ufficiale a richieste di chiarimento prima della diffusione delle prime notizie sul fallimento dei prezzi.

Secondo i documenti informativi pubblicati dal progetto, LAPTOP è descritto come un oggetto digitale collezionabile privo di utility tecnologica: non conferisce diritti di proprietà, di voto, rendimenti o partecipazioni agli utili. L’offerta totale è fissata a 1 miliardo di token, con 350 milioni in circolazione al lancio.

I fondatori, incluso Hunter Biden, risultano assegnatari di 300 milioni di token (il 30% dell’offerta), che sono bloccati per sei mesi e poi soggetti a un piano di vesting mensile distribuito su 24 mesi. Un ulteriore 30% è legato a previsioni politiche, culturali e relative al mondo crypto: token vengono bruciati se certi esiti si verificano, oppure destinati a iniziative benefiche nel caso contrario.

Le assegnazioni per gli airdrop sono strutturate in modo che il primo round rappresenti il 10% dell’offerta totale: di questo 10% il 2% è riservato ai wallet che avevano registrato perdite sul token TRUMP, mentre l’8% è destinato agli iscritti a una newsletter legata all’iniziativa. Un ulteriore 10% è previsto come airdrop futuro deciso dalla fondazione, portando il totale destinato agli airdrop al 20%, con la quota specifica per le perdite su TRUMP comunque limitata al 2%.

La scelta di lanciare un memecoin con forti connotazioni politiche ha amplificato le accuse di ipocrisia: in passato lo stesso nucleo promotore aveva criticato iniziative crypto del clan Trump, citando pratiche di controllo centralizzato e leve finanziarie a vantaggio dei fondatori. Il nuovo progetto, con una significativa allocazione ai promotori, ha offerto agli oppositori un argomento pronto all’uso.

Sul fronte regolatorio, alcune giurisdizioni statunitensi e organismi di vigilanza stanno mettendo a fuoco possibili limitazioni per emissioni di asset digitali connessi a figure pubbliche; in particolare il California legislature ha esaminato misure volte a vietare l’emissione di memecoin da parte di funzionari pubblici, segnalando una crescente attenzione istituzionale al rischio di conflitti di interesse e raccolte fondi non trasparenti.

Dal punto di vista finanziario, l’andamento drastico dei prezzi nelle prime fasi evidenzia i principali rischi associati ai memecoin: estrema volatilità, concentrazione della supply in wallet di nuova creazione e potenziale esposizione degli investitori retail a perdite immediate. Per gli operatori di mercato questi eventi ricordano l’importanza di controlli su-chaine, trasparenza nelle allocazioni e la necessità di strumenti di tutela per gli investitori.

Per il pubblico italiano e gli investitori europei, la vicenda rappresenta un monito: oltre alle implicazioni politiche, il fenomeno dei token a tema politico accentua il dibattito su regolamentazione, fiscalità e responsabilità degli operatori nel mondo crypto, ambiti in cui i legislatori europei e nazionali potrebbero intensificare l’attenzione nei prossimi mesi.

In sintesi

  • La caduta del prezzo di LAPTOP sottolinea come i memecoin politici possano generare volatilità estrema, aumentando il rischio sistemico per investitori retail non preparati.
  • L’allocazione significativa ai fondatori e la presenza di wallet recentemente finanziati suggeriscono che la liquidità iniziale potrebbe non riflettere una domanda organica di mercato, sollevando timori di manipolazione.
  • Le reazioni regolatorie in corso, incluse iniziative a livello statale negli Stati Uniti, potrebbero accelerare una disciplina più rigorosa sugli asset digitali connessi a figure pubbliche, con possibili ripercussioni normative anche in Europa.
  • Per gli investitori italiani è consigliabile valutare attentamente la mancanza di utilità reale dei token simili e considerare l’impatto fiscale e la protezione legale prima di esposizioni speculative.


Author: Tony
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