Cala IonQ del 4%, Rigetti e D-Wave correggono
- 9 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
I titoli legati al quantum computing hanno registrato una flessione nella seduta di mercoledì pomeriggio, con IonQ in testa alle perdite: il titolo ha lasciato sul terreno circa il 4% portandosi a $38,77 nelle contrattazioni del primo pomeriggio.
Anche altri operatori del settore hanno ceduto terreno: Rigetti Computing ha perso il 2% attestandosi a $15,53, D‑Wave Quantum è sceso del 2% a $17,32, mentre Quantum Computing Inc. ha segnato una flessione più contenuta, vicino allo 0,8%, a $8,15.
Catalizzatore: aspettative sui tassi
Il fattore che ha scatenato la rotazione è legato alle prospettive sulla politica monetaria della Federal Reserve. Le quotazioni implicite indicano ormai una probabilità significativa, intorno al 60%, di un rialzo di 25 punti base nella prossima riunione, secondo le curve costruite dai derivati sul tasso dei futures di CME Group.
La risalita del prezzo del petrolio, con il WTI che si è mosso oltre i $91 al barile, alimenta i timori inflazionistici e rinforza la narrativa che spinge verso costi di finanziamento più alti nel breve termine.
Effetto sui titoli e sulla valutazione
L’aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine, con il rendimento del Titolo decennale statunitense vicino al 4,8%, innalza il tasso di sconto applicato ai flussi di cassa futuri. I titoli “pure‑play” del quantum, che non generano ancora utili significativi, sono particolarmente sensibili a questa dinamica perché la loro valutazione è tutta ancorata a flussi attesi lontani nel tempo.
Questo meccanismo ha già prodotto una rivalutazione nel corso dell’anno: fino alla chiusura di martedì, IonQ era in calo del 13% da inizio anno, Rigetti del 30%, D‑Wave del 34% e Quantum Computing Inc. del 20%.
Ruolo degli ETF nel settore
La reazione del settore è stata tuttavia attenuata dall’esposizione collettiva offerta dagli ETF tematici. Il Defiance Quantum ETF (QTUM) contiene una miscela di fornitori di chip, hardware e altre società correlate, riducendo la volatilità legata a singole “pure‑play”.
Con un rapporto di spesa netto intorno allo 0,4% e un rialzo accumulato del 36% dall’inizio dell’anno fino alla chiusura di martedì, l’ETF ha fornito un cuscinetto che permette al comparto di restituire parte dei recenti guadagni senza compromettere la tendenza di fondo.
Cosa osservare nelle prossime settimane
La riunione della Federal Reserve della prossima settimana rappresenta il principale catalizzatore potenziale per i titoli del quantum. Se le probabilità di ulteriori rialzi continueranno a salire, i titoli a multipli elevati potrebbero rimanere sotto pressione indipendentemente dai progressi operativi o commerciali delle singole società.
Gli investitori dovrebbero monitorare sia il testo della comunicazione della banca centrale — che può ammorbidire o rafforzare la narrativa sui tassi — sia l’andamento del rendimento del Treasury decennale: un’ulteriore salita confermerebbe il ricalcolo delle valutazioni sui titoli a lunga duration.
In termini di gestione del rischio, chi espone una parte del portafoglio al tema quantistico dovrebbe considerare le aspettative sui tassi come un fattore di rischio di breve termine da affiancare alla valutazione della tesi di lungo periodo sullo sviluppo della tecnologia e sulla commercialezzazione dell’hardware.
In sintesi
- La sensibilità dei titoli del quantum ai rendimenti obbligazionari rende il settore vulnerabile a movimenti dei tassi: un aumento dei rendimenti tende a comprimere le valutazioni delle società senza utili correnti.
- Per gli investitori italiani, l’esposizione tramite ETF tematici può ridurre la volatilità idiosincratica rispetto all’acquisto di singole «pure‑play», ma non elimina il rischio legato alla politica monetaria globale.
- Un approccio prudente prevede di valutare la quota di portafoglio allocata al settore (posizionamento tattico) e di monitorare i segnali della Federal Reserve e del mercato obbligazionario a 10 anni come indicatori di rischio.