Uber taglia 3.300 posti e ridisegna l’organizzazione per accelerare su robotaxi e innovazione
- 3 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Uber avvia una profonda riorganizzazione che prevede il taglio di circa 3.300 posti di lavoro, pari al 10% della forza lavoro complessiva. Il piano punta a ridurre i livelli gerarchici, accorpare alcune attività e spostare risorse verso le aree considerate strategiche per il futuro del gruppo, a partire dai robotaxi e dalla mobilità autonoma.
A delineare il nuovo assetto è Dara Khosrowshahi, Amministratore Delegato di Uber, che ha spiegato ai dipendenti come la crescita degli ultimi anni abbia progressivamente aumentato la complessità dell’organizzazione. L’obiettivo è ora costruire una struttura più semplice, con processi decisionali più rapidi e responsabilità meno frammentate.
Uber riduce livelli gerarchici e micro-team
La revisione organizzativa non si limita al taglio dell’organico. Uber prevede di ridurre di circa il 50% i micro-team, vale a dire le squadre composte da una o due persone, considerate una delle conseguenze della frammentazione accumulata durante gli anni di espansione.
Il piano interviene anche sulla distanza tra dipendenti e vertici aziendali. La società intende ridurre del 20% il numero delle persone collocate a sette o più livelli gerarchici dall’Amministratore Delegato.
Secondo Khosrowshahi, strutture che potevano risultare funzionali quando le singole attività erano più piccole non sono più adatte alle dimensioni raggiunte oggi da Uber.
Ristorazione, retail e delivery vengono accorpati
La riorganizzazione interesserà direttamente anche alcune delle principali attività operative.
I tre team dedicati a ristorazione, retail e servizi di consegna saranno riuniti, con l’obiettivo di ridurre sovrapposizioni e migliorare il coordinamento.
La logica è quella di concentrare responsabilità oggi distribuite tra strutture differenti e creare organizzazioni più ampie, capaci di operare con maggiore autonomia.
Per Uber si tratta di passare da una fase caratterizzata soprattutto dall’espansione delle attività a una nella quale l’attenzione si sposta sull’efficienza dell’organizzazione e sulla velocità di esecuzione.
Dara Khosrowshahi punta su una Uber “più semplice e veloce”
Dara Khosrowshahi ha indicato due priorità alla base delle decisioni: rendere Uber più semplice e veloce e liberare capacità da destinare agli investimenti futuri.
La revisione della struttura manageriale diventa quindi uno degli strumenti attraverso cui il gruppo intende prepararsi alle trasformazioni del settore della mobilità.
Tra queste assume un ruolo crescente lo sviluppo dei veicoli autonomi, ambito nel quale Uber sta costruendo partnership con operatori specializzati nella tecnologia robotaxi.
La sfida sarà integrare progressivamente questi nuovi servizi nella piattaforma senza perdere capacità di sviluppo nelle attività tradizionali legate al trasporto e alle consegne.
Stretta sul lavoro da remoto
Il nuovo assetto coinvolgerà anche l’organizzazione del lavoro ibrido.
Solo circa l’1% dei dipendenti potrà continuare a lavorare interamente da remoto. Per la maggior parte del personale resterà invece in vigore un modello che prevede almeno tre giorni alla settimana in ufficio.
I team globali saranno maggiormente concentrati nelle principali sedi di San Francisco e New York, mentre quelli regionali e tecnologici verranno organizzati attorno a hub dedicati.
La scelta punta ad aumentare la presenza fisica dei gruppi di lavoro e a ridurre la dispersione organizzativa, in linea con il più generale obiettivo di semplificazione.
Robotaxi tra le priorità della nuova fase
La mobilità autonoma rappresenta uno dei principali terreni sui quali Uber intende concentrare risorse nei prossimi anni.
La società punta sullo sviluppo di partnership nel settore dei robotaxi, considerati una componente importante della futura evoluzione della piattaforma.
La riorganizzazione serve quindi anche a creare spazio per nuovi investimenti in tecnologia e innovazione, redistribuendo risorse dalle strutture considerate eccessivamente complesse alle attività con maggiori prospettive di sviluppo.
Per Uber, la nuova fase sarà caratterizzata da una struttura più compatta, una maggiore concentrazione delle persone negli hub principali e un’organizzazione chiamata a rispondere più rapidamente ai cambiamenti che stanno attraversando il settore della mobilità e del delivery.