Ondo: le regole Usa possono sostenere i contratti perpetui su azioni

Ondo Finance ha sollecitato i regolatori statunitensi a riportare sul territorio nazionale i perpetual futures collegati a singole azioni, sostenendo che questi strumenti possono già essere regolati nell’ambito esistente dei security futures senza necessità di nuove norme.

In tre lettere di commento inviate il 24 agosto alla Securities and Exchange Commission (SEC) e alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), Ondo ha argomentato che le regole vigenti sono in grado di incorporare i perpetual futures azionari, tenendo conto delle pratiche moderne di marginazione e dell’uso di dati di mercato onchain.

Ondo ha inoltre evidenziato che la sua affiliata con sede a Panama offre già contratti perpetui regolati in stablecoin su singole azioni quotate negli Stati Uniti off‑shore, con un volume cumulato di scambi che ha superato gli 8 miliardi di dollari poche settimane dopo il lancio.

Ondo ha dichiarato:

«Niente nella definizione normativa di un prodotto security futures richiede una data di scadenza fissa.»

La società ha sottolineato come pagamenti di funding programmati possano mantenere il prezzo del contratto perpetuo ancorato a quello dell’azione sottostante, svolgendo una funzione analoga alla scadenza nei futures tradizionali.

Ondo ha aggiunto che molte delle azioni sottostanti ai perpetual negoziati offshore hanno come mercato principale le borse statunitensi e che riportare tale attività negli Stati Uniti dovrebbe essere una priorità per entrambe le autorità di vigilanza.

La società figura tra i maggiori gestori di asset tokenizzati del mondo reale, con un valore distribuito prossimo a 2,6 miliardi di dollari, il che le conferisce rilevanza nelle discussioni regolamentari su strumenti finanziari digitali.

Contesto normativo e iniziative recenti

La proposta di Ondo arriva in un momento in cui i regolatori statunitensi stanno riconsiderando l’applicabilità delle regole tradizionali ai prodotti onchain, inclusi i perpetual futures e i titoli tokenizzati. L’interazione fra la SEC e la CFTC è aumentata, con l’obiettivo di armonizzare la supervisione nelle aree di sovrapposizione giurisdizionale.

Nei mesi scorsi il presidente Donald Trump ha affermato che il presidente della CFTC, Michael Selig, stava lavorando per portare negli Stati Uniti la piattaforma Hyperliquid «in modo pienamente conforme e legale». Hyperliquid è nota per il suo mercato onchain di perpetual futures, sebbene i dettagli sull’accesso statunitense non siano stati ancora chiariti pubblicamente.

Il token nativo di Hyperliquid, HYPE, ha registrato forti oscillazioni di prezzo in seguito alle dichiarazioni politiche, evidenziando come le notizie regolamentari possano avere impatti immediati sui mercati delle criptovalute e dei token collegati a infrastrutture di trading onchain.

La SEC ha anche proposto una revisione del quadro normativo relativo agli agenti di trasferimento (transfer agent), citando una domanda crescente per registri nativi blockchain e titoli tokenizzati sui mercati statunitensi, a riprova della necessità di aggiornare regole pensate per infrastrutture di mercato più datate.

Implicazioni operative e di mercato

Portare i contratti perpetui su titoli azionari nel perimetro normativo statunitense comporterebbe aggiornamenti tecnici alle pratiche di marginazione, di reporting e di protezione degli investitori. L’integrazione di dati onchain nei meccanismi di vigilanza pone questioni su trasparenza, verifica e resilienza dei sistemi di mercato.

Per gli operatori tradizionali, la possibilità di negoziare perpetual futures in un ambiente regolamentato potrebbe ampliare l’offerta di strumenti derivati e attrarre liquidità onshore, ma richiederà adeguamenti nelle procedure interne e potenzialmente nuovi requisiti di capitale.

D’altra parte, gli investitori retail e istituzionali dovranno valutare la governance dei mercati onchain, la natura delle garanzie in stablecoin e i rischi di controparte, soprattutto in assenza di modelli consolidati di protezione dei clienti applicabili a prodotti ibridi tra finanza tradizionale e tecnologia blockchain.

Prospettive per il mercato italiano

Anche per gli investitori e gli intermediari italiani le decisioni prese dalla SEC e dalla CFTC sono rilevanti: un quadro statunitense chiaro potrebbe facilitare l’adozione globale di strutture regolamentate per i perpetual futures su azioni, influenzando liquidità, quotazione di prodotti e pratiche di compliance anche in Europa.

In assenza di armonizzazione internazionale, invece, esisterà il rischio di frammentazione dei mercati, con operatori che mantengono attività off‑shore per sfruttare norme più permissive e regolatori nazionali chiamati a colmare lacune normative per tutelare gli investitori nazionali.

Conclusione

La richiesta di Ondo mette in luce la tensione attuale tra innovazione finanziaria e quadri regolamentari esistenti. L’esito delle consultazioni e delle iniziative regolamentari determinerà non solo la direzione dei mercati onchain statunitensi, ma anche l’orientamento dei flussi di capitale e delle prassi di mercato a livello internazionale.

In sintesi

  • La possibile integrazione dei perpetual futures nel perimetro statunitense potrebbe trasferire una parte della liquidità off‑shore verso mercati regolamentati, aumentando la trasparenza ma richiedendo aggiornamenti tecnologici e di compliance per gli exchange.
  • Per gli investitori istituzionali italiani, un riconoscimento regolamentare negli Stati Uniti renderebbe più accessibili strumenti derivati onchain, ma imporrebbe una valutazione attenta dei rischi di controparte e delle garanzie in stablecoin.
  • Una mancata armonizzazione internazionale favorirebbe la frammentazione e l’arbitraggio normativo; pertanto, le autorità europee potrebbero accelerare iniziative per definire regole proprie sui prodotti tokenizzati e sul reporting onchain.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.