Spesa alimentare in Italia, il carrello cresce del 29,5% in cinque anni: caffè e olio tra i rincari maggiori

Fare la spesa alimentare pesa sensibilmente di più sul bilancio delle famiglie italiane rispetto a cinque anni fa. Tra il 2021 e il 2026, il costo di un paniere composto da prodotti rappresentativi degli acquisti settimanali è aumentato del 29,5%, una crescita nettamente superiore all’inflazione generale, che nello stesso periodo si è attestata al 21%.

A evidenziare l’andamento è un’indagine de Il Sole 24 Ore, costruita prendendo in considerazione 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Il valore complessivo del carrello analizzato è passato da 100 euro nel 2021 a 129,50 euro nel 2026.

L’incremento risulta sostanzialmente in linea con l’inflazione alimentare calcolata dall’Istat, pari al 30% nello stesso arco temporale, ma mostra quanto l’aumento dei prezzi dei generi alimentari abbia superato quello generale.

Caffè e olio extravergine tra i prodotti con i rincari maggiori

Dietro l’aumento medio del carrello emergono differenze significative tra le diverse categorie di prodotti. Alcuni alimenti di uso quotidiano hanno registrato incrementi particolarmente marcati.

Tra i casi più rilevanti figura il caffè, il cui prezzo è aumentato del 51% nell’arco dei cinque anni considerati. Anche l’olio extravergine di oliva, prodotto centrale nelle abitudini alimentari italiane, registra un incremento del 47%.

Si tratta di variazioni nettamente superiori all’aumento complessivo del paniere e che incidono su prodotti acquistati abitualmente dalle famiglie.

Ortaggi più cari del 39%

Un’altra categoria particolarmente interessata dai rincari è quella degli ortaggi. Per quelli maggiormente utilizzati in cucina, l’indagine rileva una crescita dei prezzi del 39%.

Il dato medio nasconde incrementi ancora superiori per alcuni prodotti. I pomodori, tra gli ingredienti più presenti nella cucina italiana, costano il 45% in più rispetto a cinque anni prima.

Le patate registrano un rincaro del 44%, mentre per le melanzane l’incremento raggiunge il 41%.

L’andamento di questi prodotti contribuisce quindi in maniera significativa all’aumento del costo della spesa quotidiana, considerando la loro frequente presenza nel carrello delle famiglie.

Il confronto con l’inflazione alimentare Istat

Il dato complessivo elaborato da Il Sole 24 Ore trova un riscontro nell’andamento dell’inflazione alimentare misurata dall’Istat.

Se il paniere dei 31 prodotti è passato da 100 a 129,50 euro, con un incremento del 29,5%, nello stesso periodo l’inflazione relativa agli alimentari è stata pari al 30%.

La distanza diventa invece più evidente confrontando questi valori con l’inflazione generale, cresciuta del 21%. Il costo dei prodotti alimentari considerati è dunque aumentato più rapidamente rispetto al livello generale dei prezzi.

Frutta, i diversi risultati dei due panieri

Un caso particolare riguarda la frutta. Secondo l’Istat, il rincaro della categoria nel periodo considerato raggiunge il 28,6%, mentre nell’analisi de Il Sole 24 Ore l’aumento si ferma al 14%.

La differenza deriva dalla composizione del paniere utilizzato nell’indagine, che per questa categoria comprende soltanto mele e banane, indicate come i frutti maggiormente acquistati.

Considerando altri prodotti, infatti, gli incrementi risultano decisamente più elevati. Le fragole hanno registrato un aumento del 48%, i limoni del 37% e le arance del 31%.

La composizione del paniere diventa quindi determinante nella lettura dell’andamento dei prezzi: prodotti differenti possono presentare variazioni molto distanti dalla media della categoria.

Una spesa da 100 euro oggi ne richiede quasi 130

Il confronto tra 2021 e 2026 sintetizza in maniera immediata l’impatto dei rincari: per acquistare il paniere che cinque anni fa richiedeva 100 euro, oggi ne servono 129,50.

Il dato mette in evidenza soprattutto la distanza tra l’aumento della spesa alimentare e quello generale dei prezzi. All’interno del carrello, inoltre, sono proprio alcuni prodotti di consumo comune a registrare le variazioni più consistenti.

Caffè, olio extravergine di oliva, pomodori, patate e melanzane figurano tra gli alimenti che hanno sperimentato gli aumenti maggiori nel paniere analizzato, mentre nel comparto della frutta emergono rincari particolarmente significativi per fragole, limoni e arance.

L’evoluzione registrata nei cinque anni mostra così come il costo dei generi alimentari sia diventato una delle componenti maggiormente interessate dalla crescita dei prezzi, con un incremento complessivo vicino al 30%.