Ingegneria, tech e sanità: le candidature arrivano al 70% della media degli annunci
- 20 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il mercato del lavoro italiano mostra crescenti segnali di vulnerabilità in alcuni settori strategici, con una domanda in aumento e un numero di candidature giornaliere molto inferiore alla media: il fenomeno è particolarmente evidente in ambito tecnico, tecnologico e sanitario, anche alla luce dell’avanzata della intelligenza artificiale e dell’invecchiamento demografico.
Tra le figure professionali più difficili da reperire spicca il reliability engineer (ingegnere dell’affidabilità), il professionista incaricato di garantire che sistemi e componenti svolgano la funzione richiesta in condizioni specifiche e per periodi determinati: per questa posizione gli annunci aumentano, mentre le candidature giornaliere risultano inferiori del 95% rispetto alla media degli annunci.
Le offerte per questo profilo risultano concentrate in modo significativo sul territorio: il 27% degli annunci è localizzato in Piemonte e il 22% in Emilia-Romagna, a indicare bacini produttivi con forte bisogno di competenze ma difficoltà di reperimento.
Analisi delle candidature
Lisa Feist ha dichiarato:
“L’analisi delle categorie professionali più difficili da ricoprire mette in evidenza criticità soprattutto nei settori ingegneristico e tecnologico, oltre che in quello sanitario. Nella progettazione tecnica e nello sviluppo informatico le candidature giornaliere per ruoli legati all’ingegneria industriale, all’elettronica, alla meccanica e allo sviluppo software risultano oltre il 70% inferiori rispetto alla media nazionale degli annunci. Anche i profili legati alla gestione e alla comunicazione dei dati, come matematica, statistica e information design, registrano flussi di candidatura significativamente ridotti. Infine, il comparto sanitario e assistenziale mostra risposte giornaliere nettamente al di sotto della media per farmacisti, tecnici sanitari e figure mediche.”
I dati segnalano cali marcati nelle risposte per diversi ambiti professionali: per ingegneria industriale ed elettronica le candidature giornaliere sono inferiori del 76% rispetto alla media, per sviluppo software del 72%, per farmacia del 71% e per ingegneria meccanica del 70%. Seguono profili come information design e ricerca (-68%), tecnico sanitario (-67%), ingegnere civile (-60%), matematica e statistica (-58%) e i comparti bellezza e benessere e medicina e chirurgia (-57%).
Classifica delle professioni più difficili da trovare
La graduatoria delle posizioni “hard to fill” mette in rilievo sia ruoli altamente specializzati nell’ingegneria e nell’ICT sia professioni sanitarie che richiedono qualifiche specifiche. Questa combinazione segnala una discrepanza tra il fabbisogno aziendale e l’offerta di competenze presenti nel mercato del lavoro italiano.
Concentrazione geografica e pressioni regionali
Dal punto di vista territoriale, la regione dove la pressione sulle posizioni difficili da coprire è più alta è la Lombardia, prima per volume di annunci in molte delle categorie analizzate. In modo particolarmente evidente, il 50% degli annunci italiani per matematica e statistica è pubblicato in Lombardia. Lazio e Veneto si collocano frequentemente al secondo posto per numero di offerte in questi ambiti.
Implicazioni per il mercato e per le politiche
La persistente scarsità di candidature per mansioni strategiche ha conseguenze immediate per la competitività delle imprese italiane: progetti di innovazione, programmi di manutenzione industriale e servizi sanitari rischiano ritardi o costi maggiori dovuti all’esternalizzazione o all’assunzione di profili meno qualificati. Ciò impone un ripensamento delle politiche formative e di reclutamento, incluse iniziative di riqualificazione, incentivi per la mobilità professionale e sinergie più strette tra università, centri tecnici e imprese.
Per il mondo degli investimenti e per gli operatori di mercato, la carenza di competenze crea opportunità in settori quali la formazione professionale, le piattaforme di recruitment specializzato, le soluzioni di automazione e le tecnologie per la telemedicina. Contestualmente, aumentano i rischi operativi per aziende che non riescono a colmare i vuoti di personale chiave, con potenziali impatti su produttività e margini.
In sintesi
- La carenza di candidature per ruoli tecnici e sanitari suggerisce una necessità urgente di investimenti in formazione STEM e percorsi di riqualificazione per ridurre il mismatch domanda-offerta nel medio termine.
- Per gli investitori, i settori della formazione professionale, dei servizi di recruiting specializzato e delle tecnologie per l’automazione rappresentano aree con potenziale crescita legate alla crisi di competenze.
- Dal punto di vista macroeconomico, la difficoltà di reperire profili qualificati può rallentare progetti di innovazione e aumentare i costi aziendali; politiche pubbliche mirate potrebbero attenuare questi effetti.