UE, nuova flessibilità per l’energia: spazio a nucleare, rinnovabili e reti elettriche

L’Unione europea amplia il perimetro delle misure che potranno beneficiare della flessibilità prevista dalla Clausola di salvaguardia anche agli interventi destinati alla sicurezza energetica. Il nuovo quadro comprende una gamma molto ampia di investimenti: dal nucleare alle energie rinnovabili, dall’idrogeno alle batterie, fino alle pompe di calore, alle ristrutturazioni degli edifici e alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.

La comunicazione della Commissione europea, pubblicata in Gazzetta ufficiale, individua 22 tipologie di intervento considerate potenzialmente ammissibili. L’elenco viene definito esemplificativo e non esaustivo e riguarda famiglie, imprese, settore pubblico, infrastrutture di trasporto e comparto energetico.

Sicurezza energetica e decarbonizzazione al centro del nuovo quadro

L’obiettivo indicato da Bruxelles è sostenere misure capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare la resilienza del sistema energetico e accelerare la decarbonizzazione.

Tra gli interventi considerati ammissibili figurano gli investimenti nelle reti elettriche, nello stoccaggio dell’energia, nell’elettrificazione dei consumi finali e nell’aumento della capacità produttiva da fonti energetiche pulite.

Gli Stati membri potranno inoltre proporre ulteriori misure non espressamente comprese nell’elenco. In questi casi la Commissione europea procederà con una valutazione specifica, chiedendo ai governi di dimostrare in quale modo gli interventi contribuiscano alla sicurezza energetica e alla resilienza dell’Europa.

Per le famiglie incentivi a pompe di calore, solare e batterie

Per le famiglie il nuovo perimetro comprende sovvenzioni destinate agli impianti a energia solare e geotermica, ai sistemi residenziali di accumulo energetico e alla sostituzione delle caldaie alimentate da combustibili fossili con tecnologie più pulite come le pompe di calore.

Potranno rientrare negli interventi anche le infrastrutture domestiche per la ricarica dei veicoli elettrici.

Spazio inoltre a sovvenzioni o prestiti agevolati destinati alle ristrutturazioni medie o profonde degli edifici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare.

Non rientrano invece nella casistica indicata l’acquisto di auto elettriche, le e-bike e il finanziamento generalizzato dello sconto delle accise sui carburanti.

Imprese, incentivi per decarbonizzazione e riqualificazione

Anche le imprese potranno accedere a diverse categorie di sostegno. La comunicazione comprende incentivi fiscali per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, oltre a sovvenzioni e prestiti agevolati per la riqualificazione energetica degli edifici.

Particolare rilievo viene attribuito agli incentivi destinati alle tecnologie di decarbonizzazione industriale, con l’obiettivo di aumentarne il livello di diffusione all’interno dei processi produttivi.

L’impostazione europea punta quindi a sostenere interventi capaci di modificare strutturalmente il sistema energetico, evitando misure generalizzate prive di un impatto diretto sulla resilienza e sulla trasformazione delle infrastrutture.

Settore pubblico e trasporti tra le aree finanziabili

Per il settore pubblico sono previsti investimenti nella produzione e nello stoccaggio di energia rinnovabile direttamente presso gli edifici e interventi di riqualificazione energetica.

Tra le infrastrutture di trasporto potenzialmente finanziabili compaiono le colonnine di ricarica, il materiale rotabile destinato al trasporto urbano pulito, come tram e metropolitane, oltre alle infrastrutture ferroviarie e al relativo materiale rotabile.

Il nuovo quadro punta quindi a collegare la sicurezza energetica alla modernizzazione delle infrastrutture e alla progressiva elettrificazione della mobilità.

Nucleare, idrogeno e reti elettriche tra le misure strategiche

La parte più ampia riguarda direttamente il settore energetico. Tra gli interventi potenzialmente ammissibili figurano gli investimenti nell’energia nucleare, elemento particolarmente rilevante nel nuovo quadro europeo.

Accanto al nucleare trovano spazio i progetti per la produzione di energia rinnovabile, compresi quelli destinati alla produzione elettrica e al riscaldamento, gli investimenti nelle tecnologie delle batterie, nei sistemi di accumulo e nelle infrastrutture delle reti elettriche.

Sono compresi inoltre i progetti relativi alla produzione di idrogeno tramite elettrolisi, purché alimentata con elettricità proveniente da fonti rinnovabili o a basse emissioni di carbonio.

Tra le categorie indicate figurano anche le tecnologie per l’efficienza energetica, i combustibili rinnovabili sostenibili, i contratti bidirezionali per differenza destinati alla produzione di energia pulita e gli investimenti finalizzati a migliorare la sicurezza fisica e informatica dei sistemi energetici.

Gilberto Pichetto Fratin: l’Italia prepara le possibili misure

Il nuovo quadro è stato accolto favorevolmente dal Ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Fratin, che ha evidenziato come siano già state individuate alcune potenziali misure coerenti con i requisiti indicati dalla Commissione.

Per Pichetto Fratin, assume particolare importanza l’inclusione esplicita degli investimenti nel nucleare tra quelli che possono rientrare nelle misure finanziabili.

L’Italia punta quindi a valutare le opportunità offerte dalla nuova flessibilità europea, con l’obiettivo di individuare interventi capaci di rafforzare sicurezza energetica, resilienza delle infrastrutture e trasformazione del sistema produttivo.