Caldo estremo in Europa, Scope Ratings guarda agli effetti su prezzi, imprese e trasporti

Le ondate di calore e gli incendi boschivi che interessano l’Europa possono produrre conseguenze che vanno ben oltre l’emergenza climatica, coinvolgendo inflazione, agricoltura, consumi energetici, infrastrutture e catene di approvvigionamento. A delineare il quadro è Eiko Sievert, Executive Director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, che prevede un effetto “moderatamente inflazionistico” degli attuali fenomeni estremi.

L’analisi di Scope Ratings mette in relazione gli effetti immediati del caldo con una questione di più lungo periodo: la crescente esposizione delle economie europee ai rischi climatici e la capacità dei singoli Paesi di adattarsi a eventi meteorologici sempre più frequenti.

Agricoltura e alimentari tra i primi settori esposti

Una delle conseguenze più immediate individuate da Eiko Sievert riguarda i prezzi dei prodotti alimentari. Le temperature elevate e la scarsità d’acqua possono infatti ridurre i raccolti agricoli, generando pressioni sui prezzi.

Il fenomeno assume particolare rilevanza perché gli effetti climatici si inseriscono in uno scenario nel quale sono già presenti altre dinamiche inflazionistiche.

Il caldo estremo può quindi diventare un ulteriore elemento di pressione sui costi, soprattutto qualora gli eventi climatici assumano carattere più frequente e persistente.

Cresce la domanda di energia per il raffreddamento

Un secondo fronte riguarda l’energia. Secondo l’analisi di Scope Ratings, durante le estati particolarmente calde aumenta la domanda di elettricità necessaria al raffreddamento degli edifici.

La maggiore richiesta può esercitare pressione non soltanto sui prezzi, ma anche sulle reti elettriche esistenti in alcuni Paesi.

Questa dinamica si aggiunge, secondo l’analisi riportata, alle tensioni sui prezzi energetici legate al conflitto irrisolto tra Stati Uniti e Iran, contribuendo a rendere più complesso il quadro inflazionistico europeo.

Trasporti e catene di approvvigionamento sotto pressione

Gli effetti delle temperature estreme possono estendersi anche alla logistica. Il caldo e i bassi livelli delle acque nei fiumi possono determinare interruzioni o difficoltà nei trasporti marittimi, ferroviari e stradali, con potenziali conseguenze sulle catene di approvvigionamento.

Nel lungo periodo, inoltre, Scope Ratings individua la possibilità di un incremento strutturale dei costi sostenuti dalle imprese.

Tra i fattori indicati figurano l’aumento dei costi assicurativi e la scelta delle aziende di mantenere scorte più consistenti per aumentare la propria capacità di affrontare eventuali interruzioni.

L’inflazione potrebbe incidere sulle decisioni della BCE

L’evoluzione dei prezzi resta centrale anche per la Banca Centrale Europea. Secondo Eiko Sievert, qualora l’aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari dovesse trasferirsi all’inflazione di fondo, ai salari e alle aspettative di inflazione, la BCE potrebbe aumentare i tassi di riferimento di altri 25 punti base nel corso dell’anno.

Si tratta di uno scenario condizionato all’evoluzione delle pressioni inflazionistiche e alla loro capacità di propagarsi alle diverse componenti dell’economia.

Cambiamento climatico e rating sovrani

L’analisi guarda infine agli effetti strutturali del cambiamento climatico. Scope Ratings considera già alcuni fattori climatici nella propria valutazione dei rating sovrani, tra cui le emissioni di CO2 rispetto al PIL, le emissioni di gas serra pro capite e la capacità dei singoli Paesi di adattarsi ai rischi derivanti dalle catastrofi naturali.

L’attuale ondata di caldo, secondo l’analisi, non determina conseguenze immediate sull’affidabilità creditizia degli Stati. La questione potrebbe però diventare più significativa nel lungo termine qualora gli eventi estremi aumentassero in frequenza.

Per i singoli Paesi rimane un elevato livello di incertezza. La composizione dell’economia e l’efficacia delle politiche di adattamento saranno infatti determinanti per comprendere quale impatto i rischi fisici e quelli legati alla transizione potranno esercitare sulle economie e, di conseguenza, sui rating sovrani.