L’inflazione cpi negli Stati Uniti rallenta al 3,4% come previsto, bitcoin (btc) si mantiene vicino a $64.000
- 12 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il dato sull’inflazione negli Stati Uniti relativo a luglio è risultato conforme alle attese, lasciando sostanzialmente invariata la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Secondo il rapporto, l’Indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,1% a luglio rispetto al mese precedente, in linea con il consenso degli economisti e dopo una flessione dello 0,4% a giugno. Su base annua il CPI è salito del 3,4%, anche questo corrispondente alle previsioni e leggermente inferiore al 3,5% registrato a giugno.
La componente al netto di alimentari ed energia, il core CPI, è cresciuta dello 0,2% su base mensile, confermando le attese e migliorando rispetto a un valore stabile nel mese precedente. Su base annua il core CPI ha segnato un aumento del 2,5%, leggermente in discesa rispetto al 2,6% di giugno.
Reazioni dei mercati finanziari
I mercati hanno reagito con movimenti contenuti: Bitcoin è sceso momentaneamente da circa 64.400 a 64.080 dollari prima di stabilizzarsi, mostrando sostanziale neutralità nelle 24 ore. I futures sul Nasdaq 100 hanno guadagnato circa lo 0,7%.
I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi (Treasury) hanno mantenuto la debolezza registrata prima della pubblicazione del CPI: il rendimento a due anni si è attestato intorno al 4,19% (-3,6 punti base sulla giornata) e il decennale al 4,66% (in calo di tre punti base).
Contesto macro e aspettative sulla politica monetaria
Il rapporto di luglio ha acquisito maggiore rilevanza dopo la sorpresa negativa sul mercato del lavoro: a luglio l’economia statunitense ha perso 23.000 posti di lavoro, un dato che ha ridotto le spinte verso un inasprimento immediato della politica monetaria.
Di conseguenza, gli operatori di mercato hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre: secondo il CME FedWatch Tool la probabilità implicita è scesa al 44% rispetto al 48% precedente al rapporto sull’inflazione, e in netto calo rispetto al 54% di una settimana prima.
Questa dinamica riflette una crescente attenzione a come l’equilibrio tra inflazione e mercato del lavoro influenzerà le decisioni della Federal Reserve, con gli investitori che calibrano le esposizioni in base a segnali economici contrastanti.
Implicazioni per gli investitori
Il dato di luglio suggerisce che l’inflazione sta moderando ma resta persistente, elemento che può mantenere i tassi reali più alti per un periodo prolungato rispetto al passato. Gli investitori dovrebbero valutare posizioni bilanciate tra asset a tasso variabile e titoli protetti dall’inflazione.
Il comportamento dei rendimenti dei Treasury e la volatilità puntuale di asset come Bitcoin evidenziano l’importanza di una gestione del rischio attiva, in particolare per portafogli esposti a tecnologia e criptovalute sensibili alle aspettative sui tassi.
Prospettive a breve termine
Nei prossimi mesi gli operatori monitoreranno con attenzione sia i dati sull’occupazione che le letture sull’inflazione: scostamenti in una direzione o nell’altra potrebbero rapidamente ri-prezzare le aspettative sui tassi e influenzare mercati azionari, obbligazionari e delle criptovalute.
Per gli investitori italiani, la combinazione di inflazione ancora sopra il target nelle Stati Uniti e rendimenti obbligazionari elevati implica opportunità e rischi: la valuta, i flussi verso attività rischiose e la correlazione tra mercati globali resteranno fattori decisivi.
In sintesi
- La conferma dell’inflazione moderata negli Stati Uniti riduce la probabilità immediata di un rialzo dei tassi, ma non esclude ulteriori azioni future se i dati dovessero ri-accelerare.
- Rendimenti dei Treasury ancora elevati suggeriscono che il costo del denaro rimarrà un fattore chiave per i mercati azionari e per le decisioni di allocazione negli investimenti a lungo termine.
- La volatilità di attivi come Bitcoin evidenzia la necessità di gestione del rischio per gli investitori italiani esposti a criptovalute e titoli tecnologici sensibili alle aspettative sui tassi.
- Per i portafogli retail e istituzionali, bilanciare esposizioni tra strumenti protetti dall’inflazione e asset a reddito fisso potrebbe ridurre il rischio complessivo in uno scenario incerto.