T. Rowe Price difende l’esposizione ai memecoin nel suo nuovo etf sulle criptovalute, definendola un test di stress per la blockchain

L’espansione delle stablecoin nei circuiti finanziari tradizionali impone alle reti digitali requisiti molto diversi rispetto a qualche anno fa: non si tratta più solo di scambi speculativi, ma di gestire trasferimenti multimilionari insieme ai pagamenti quotidiani dei consumatori.

Implicazioni per i pagamenti e le reti

Per funzionare come infrastruttura finanziaria su larga scala, una rete deve offrire costi adeguati sia per transazioni molto elevate sia per operazioni di basso valore. Questo requisito incide su scelte tecniche come la capacità di throughput, i meccanismi di consenso e le commissioni, e ha ripercussioni sui fornitori di liquidità e sugli operatori di infrastruttura.

Macellari ha dichiarato:

“Deve essere conveniente inviare 100 milioni di dollari in stablecoin.”

“Ma deve anche essere conveniente inviare 3 dollari.”

Questa prospettiva evidenzia come la scalabilità economica sia cruciale: reti troppo costose allontanerebbero sia grandi operatori istituzionali sia l’uso retail, riducendo liquidità e utilità complessiva del sistema.

Approccio attivo del fondo

T. Rowe Price ha adottato una strategia di gestione attiva per il suo ETF, ritenendo che nel settore delle crypto la selezione dei titoli e il giudizio umano possano avere un peso maggiore rispetto ad asset class più tradizionali.

Macellari ha aggiunto:

“Pensiamo che buon giudizio, decisioni ponderate e gestione attiva contino probabilmente più che in qualsiasi altra classe di attività.”

Il team non si limita a comprare le criptovalute più grandi per capitalizzazione: valuta ogni asset su tre livelli di analisi. Il primo riguarda la tecnologia del blockchain e l’economia del token, il secondo la crescita dell’ecosistema e l’adozione pratica, il terzo il momentum di mercato e la dinamica dei prezzi.

Macellari ha affermato:

“Puoi avere ragione sui fondamentali, ma se il mercato delle crypto non lo riconosce, ti metti in una posizione rischiosa.”

Espansione oltre un singolo ETF

Il prodotto TKNZ è stato concepito come un veicolo “grow-with-me”, pensato per ampliarsi con l’evoluzione del quadro normativo. Al momento il fondo concentra gli investimenti su un paniere compreso tra cinque e quindici criptovalute, ma l’universo eleggibile è destinato a estendersi man mano che altri asset soddisferanno gli standard di quotazione generica della SEC.

L’allineamento ai criteri della SEC riguarda requisiti di trasparenza, liquidità e governance che possono rendere certi token più appetibili per investitori istituzionali. Per gli operatori europei e italiani, questo significa monitorare non solo l’andamento dei prezzi, ma anche i progressi normativi che favoriscono l’integrazione di nuove risorse nei prodotti regolamentati.

In sintesi

  • La necessità di costi di transazione competitivi su ampie scale influenza le scelte infrastrutturali: reti più efficienti potrebbero attrarre flussi istituzionali e ridurre il rischio di frammentazione del mercato.
  • Una gestione attiva in ambito crypto può favorire un approccio selettivo e più prudente, ma richiede competenze specifiche che incidono sul profilo di costo e sul rischio del fondo.
  • L’estensione dell’universo eleggibile in base agli standard della SEC può incrementare la liquidità e la trasparenza, elementi fondamentali per l’ingresso di capitali europei e italiani nel settore digitale.


Author: Tony
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