Masaf rifinanzia con 3 milioni il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura
- 7 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) rafforza gli strumenti a sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, rifinanziando per il 2026 con 3 milioni di euro il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura.
La misura punta a garantire un ulteriore supporto agli operatori che hanno subito danni alle produzioni e alle strutture produttive a causa di eventi avversi, in un periodo nel quale il settore deve confrontarsi anche con gli effetti sempre più frequenti di fenomeni meteorologici straordinari.
Un sostegno per i danni subiti dalle imprese
Il rifinanziamento consentirà di sostenere gli operatori del comparto che hanno registrato danni alle produzioni e alle strutture produttive nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026.
Lo stanziamento rappresenta quindi uno strumento di tutela per attività particolarmente esposte agli effetti delle calamità naturali e degli eventi climatici estremi.
La decisione del Masaf è stata accolta positivamente dagli operatori, che attendevano un intervento capace di offrire un ristoro alle imprese colpite e di contribuire alla continuità delle attività produttive.
Unci AgroAlimentare accoglie positivamente il rifinanziamento
A sottolineare l’importanza della misura è Gennaro Scognamiglio (in foto), Presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, secondo il quale per le imprese della pesca e dell’acquacoltura è fondamentale poter contare su strumenti in grado di compensare almeno in parte i danni causati dagli eventi naturali.
Unci AgroAlimentare valuta quindi positivamente la conferma, per il 2026, dello stanziamento destinato al Fondo di solidarietà nazionale.
Secondo Scognamiglio, il tema assume un’importanza crescente alla luce dell’impatto dei cambiamenti climatici, che stanno aumentando l’esposizione delle attività ittiche a situazioni difficili da prevedere.
Cambiamenti climatici e tutela dell’occupazione
Gli eventi meteorologici straordinari possono infatti incidere direttamente sulla capacità produttiva delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, creando conseguenze che vanno oltre il danno immediato.
Per Gennaro Scognamiglio, queste situazioni possono compromettere la stabilità delle aziende, incidere sui livelli occupazionali e, nei casi più difficili, mettere a rischio la stessa continuità degli operatori colpiti.
Il rifinanziamento assume pertanto una funzione non soltanto compensativa, ma anche di sostegno alla tenuta di un comparto esposto a fattori ambientali difficilmente controllabili dalle singole imprese.
La richiesta di rendere il Fondo uno strumento sistematico
La prospettiva indicata da Unci AgroAlimentare va però oltre il rifinanziamento deciso per il 2026. L’organizzazione ritiene infatti opportuno trasformare il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura in uno strumento di intervento sistematico.
L’obiettivo sarebbe mettere a disposizione delle imprese un meccanismo stabile da attivare in caso di necessità, soprattutto considerando la crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi e la conseguente esposizione economica delle attività produttive.
La sfida sarà quindi garantire continuità agli strumenti di sostegno e rafforzare la capacità del comparto di affrontare eventi imprevedibili, tutelando contemporaneamente produzione, occupazione e strutture aziendali.