Campi Flegrei: 100 milioni per sostenere gli sfollati e ricostruire gli edifici

Per il sisma del 31 luglio viene riconosciuto un contributo per la autonoma sistemazione alle famiglie la cui abitazione principale sia stata sgomberata per inagibilità: la sovvenzione è prevista in misura massima di 400 euro mensili per i nuclei monofamiliari, 500 euro per i nuclei di due persone, 700 euro per quelli di tre, 800 euro per quelli di quattro e fino a 900 euro mensili per i nuclei composti da cinque o più componenti.

È previsto inoltre un importo aggiuntivo, fino a 200 euro mensili per ciascuna persona interessata, quando nel nucleo familiare siano presenti ultra‑65enni o soggetti con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%.

Il contributo decorre dalla data indicata nel provvedimento di sgombero e viene erogato fino al rientro nell’abitazione o fino al raggiungimento di una soluzione abitativa stabile, ma comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Per finanziare la misura il Dl destina risorse pari a 1,875 milioni di euro per il 2026 e a 4,5 milioni di euro per il 2027, attingendo al Fondo per le emergenze nazionali.

Adeguamento sismico degli immobili

Il decreto introduce modifiche anche ai contributi per il ripristino e la riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio nell’area dei Campi Flegrei. L’intervento è finalizzato a incentivare interventi di messa in sicurezza degli immobili esposti a rischio sismico.

Musumeci ha spiegato:

«Per chi intende adeguare dal punto di vista sismico il proprio immobile avevamo istituito un fondo pari al 50% del costo complessivo dell’intervento: metà a carico dello Stato e metà a carico del proprietario. Poiché questa soluzione non è stata ritenuta sufficiente dai proprietari, e anche in risposta alle richieste dei sindaci, abbiamo aumentato la quota pubblica al 70%».

Di fatto, la compartecipazione pubblica passa dal 50% al 70%, riducendo così l’onere a carico dei proprietari. La misura è stata motivata come strumento per accelerare i lavori di adeguamento, limitare l’esposizione dei cittadini al rischio sismico e sostenere l’economia locale attraverso investimenti edilizi.

Il Dl interviene anche sul decreto‑legge 65 del 7 maggio 2025, estendendo l’ambito dei contributi originariamente previsti per i terremoti del 13 e del 15 marzo 2025 agli eventi sismici verificatisi il 13 marzo 2025, il 15 marzo 2025, nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2025 e al 21 maggio 2026.

Viene inoltre prorogato il termine entro cui devono sussistere i requisiti di accesso, spostandolo al 30 giugno 2026, in modo da includere anche gli edifici danneggiati successivamente all’entrata in vigore del Dl 65/2025.

Queste modifiche hanno un duplice obiettivo: da un lato garantire un sostegno economico diretto alle famiglie più vulnerabili, dall’altro rendere più appetibili gli interventi di adeguamento sismico per i proprietari, favorendo così una ripresa degli investimenti nel settore dell’edilizia e la riduzione del rischio territoriale.

Dal punto di vista amministrativo, l’ampliamento delle platee ammissibili e la proroga dei termini semplificano l’accesso ai contributi, ma richiederanno un’attenta attività di controllo per evitare sovrapposizioni tra misure e per garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche.

Per i Comuni e le regioni coinvolte ciò comporta la necessità di coordinare cantieri, verifiche tecniche e procedure di assegnazione dei fondi, con ricadute sull’occupazione locale e sulla domanda di materiali e servizi nel comparto costruzioni.

In sintesi

  • L’aumento della quota statale per l’adeguamento sismico al 70% riduce la barriera finanziaria per i proprietari e può stimolare un aumento degli interventi, con effetti positivi sulla domanda del settore edile.
  • Le misure temporanee per l’autonoma sistemazione alleggeriscono l’impatto immediato sui nuclei familiari coinvolti, ma impongono alla finanza pubblica nuovi vincoli di spesa per i prossimi esercizi.
  • L’estensione delle finestre temporali e l’ampliamento degli eventi riconosciuti aumentano l’incertezza regolatoria nel breve periodo ma ampliano la platea dei beneficiari, influenzando potenzialmente i valori immobiliari nelle aree interessate.
  • Per gli investitori locali e gli operatori del settore costruzioni la normativa crea opportunità di crescita, ma richiede capacità organizzative e finanziarie per rispondere a una domanda potenzialmente rapida e concentrata nel tempo.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.