Hackeraggio da 120 milioni di dollari al portafoglio Coldcard manda in subbuglio il mempool di Bitcoin – Crypto Daily

L’aumento dell’attività sulla rete è spesso citato come elemento che sostiene la valutazione della moneta nativa della rete, bitcoin, che al momento si mantiene in un range stretto tra circa 62.000 e 65.000 dollari, senza movimenti direzionali significativi attorno al valore indicativo di 64.040,86 USD.

Gli analisti individuano nella sorte della Clarity Act il catalizzatore più immediato per un possibile spostamento di prezzo, mentre i rendimenti dei titoli di Stato a più lunga scadenza appaiono come fattore macroeconomico di più ampia portata e di durata maggiore.

Marex ha dichiarato:

“La CLARITY rimane il bivio politico immediato. Il Senato dispone di una finestra di tre giorni prima della pausa prevista per il 10 agosto, mentre la probabilità implicita di approvazione entro fine anno è scesa al 23% rispetto a circa il 75% a metà maggio. Un tentativo di aggiungere restrizioni sui mercati predittivi introduce un ulteriore rischio procedurale.”

Bitfinex ha dichiarato:

“Il caso macro rialzista per bitcoin potrebbe crollare se il rendimento reale del titolo di Stato statunitense a 10 anni dovesse superare il 2,5%. Il rendimento reale a 10 anni non è mai rimasto al di sopra del 2,5% dall’epoca precedente all’esistenza di Bitcoin, pertanto non esiste una storia di prezzo oltre quella soglia. Attualmente è al 2,41%, nove punti base sotto.”

Il riferimento al rendimento reale del decennale statunitense è significativo: valori reali in aumento tendono ad alzare il tasso privo di rischio e il saggio di sconto applicato agli asset rischiosi, comprimendo così le valutazioni speculative. Poiché non esiste esperienza storica di bitcoin con rendimenti reali superiori al 2,5%, l’eventuale superamento di quella soglia introdurrebbe un grado di incertezza inedito per i modelli di prezzo.

La Clarity Act, nella misura in cui definisce limiti o regole per mercati predittivi e strumenti collegati alle criptovalute, potrebbe ridefinire l’orizzonte regolamentare e dunque incidere sui flussi istituzionali verso l’intero settore. Allo stesso tempo, la dinamica dei rendimenti reali riflette le aspettative di inflazione e la stretta o allentamento della politica monetaria, variabili che influenzano la liquidità disponibile e l’appetito per il rischio.

Per operatori e investitori rimangono quindi due indicatori da monitorare con attenzione: l’evoluzione normativa sulla Clarity Act e l’andamento dei rendimenti reali a lungo termine, che insieme possono determinare la direzione e l’entità della volatilità sui mercati delle criptovalute.

In sintesi

  • Un rapido cambiamento normativo sulla Clarity Act potrebbe indurre flussi direzionali nel mercato crypto, favorendo o riducendo l’interesse istituzionale a seconda dell’impatto sulle attività previsionali e sui derivati.
  • L’eventuale superamento del rendimento reale del decennale USA oltre il 2,5% comporterebbe un rafforzamento del tasso privo di rischio, aumentando il costo opportunità degli investimenti in asset rischiosi come bitcoin.
  • Per il mercato italiano e gli investitori europei, l’interazione tra regole statunitensi e dinamiche dei tassi globali è rilevante: può modificare la correlazione tra criptovalute e asset tradizionali, influenzando strategie di allocazione e copertura.


Author: Tony
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