Circle crolla dopo che Morgan Stanley abbassa il target da 106$ a 38$
- 3 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Morgan Stanley ha declassato le azioni di Circle Internet (CRCL) passando da equal-weight a underweight e ha ridotto il prezzo obiettivo a 38 dollari rispetto ai 106 precedenti, motivando la decisione con una visione più debole sugli utili a lungo termine.
Il titolo è scivolato del 6% in seguito al report e ha registrato una flessione di circa il 30% da inizio anno, a testimonianza delle crescenti preoccupazioni degli investitori sulla traiettoria di USDC, lo stablecoin garantito in dollari che rappresenta la principale fonte di ricavi per la società.
Dettagli del downgrade
James Faucette ha scritto:
“Abbassiamo la raccomandazione su Circle, poiché la contrazione di USDC mette in luce la sensibilità dei ricavi da riserve e indica uno spostamento verso ricavi da transazioni a margini inferiori.”
Secondo la banca d’affari, le stime sull’offerta di USDC sono state ridotte di circa il 33% per il 2027 e del 44% per il 2028, con un impatto sui risultati: le stime degli utili per azione secondo il GAAP risultano circa il 3% inferiori al consenso di Wall Street per il 2027 e circa il 20% inferiori per il 2028.
Rischi competitivi e di mercato
Il report identifica un aumento della concorrenza da parte di fondi monetari tokenizzati e di depositi tokenizzati, strumenti che potrebbero sottrarre asset a USDC e comprimere i rendimenti derivanti dalle riserve detenute da Circle Internet. Queste soluzioni tokenizzate offrono agli investitori strumenti analoghi con potenziali rendimenti e liquidità differenti, erodendo così parte del vantaggio competitivo della società.
Inoltre, un calo dei saldi di USDC si traduce direttamente in una minore base su cui generare reddito dalle riserve: poiché gran parte dei profitti di Circle provengono dal rendimento degli asset a basso rischio che supportano lo stablecoin, una contrazione del circolante ha un impatto sproporzionato sui margini.
Implicazioni per gli investitori
Per gli investitori, il downgrade segnala un possibile cambiamento nel mix dei ricavi di Circle, con una transizione verso commissioni di transazione meno remunerative rispetto ai profitti da riserve. Questo scenario aumenta il rischio di compressione dei multipli valutativi e rende il titolo più sensibile a variazioni dei tassi di interesse e a sviluppi normativi nel settore delle criptovalute e degli stablecoin.
Dal punto di vista regolamentare, le autorità finanziarie statunitensi ed europee stanno osservando con attenzione l’evoluzione degli stablecoin: qualsiasi normativa che imponga requisiti di capitale più stringenti o limiti sulle attività in cui investire le riserve potrebbe accentuare la volatilità dei ricavi. Gli investitori italiani dovrebbero quindi valutare non solo la performance operativa ma anche il quadro normativo internazionale.
Scenari futuri e strategie
Se Circle Internet riuscisse a compensare la perdita di ricavi da riserve con una crescita significativa delle commissioni di transazione, il profilo di redditività potrebbe stabilizzarsi, ma a margini inferiori. In alternativa, un aumento dei tassi di interesse o nuove opportunità di investimento per le riserve potrebbero attenuare parte della pressione sui ricavi, rendendo lo scenario futuro altamente dipendente da fattori macroeconomici e competitivi.
In sintesi
- Il downgrade riflette un rischio strutturale verso ricavi meno stabili e margini ridotti; gli investitori dovrebbero rivedere le ipotesi sul flusso di cassa futuro quando valutano il titolo.
- La crescita di strumenti finanziari tokenizzati rappresenta una minaccia competitiva reale: gli osservatori di mercato devono monitorare quote di mercato e tassi di rendimento relativi per stimare l’impatto sulle entrate di USDC.
- Per il contesto italiano, la situazione sottolinea l’importanza di considerare esposizioni in società legate alle criptovalute all’interno di portafogli bilanciati, tenendo conto del rischio regolamentare e della maggiore volatilità rispetto ai titoli finanziari tradizionali.