Pregi e rischi dei perps secondo i trader di criptovalute

Parlando con qualsiasi trader esperto di criptovalute, oggi la questione che emerge immediatamente è quella dei perpetual futures, spesso abbreviati in perps: contratti derivati che permettono di controllare posizioni molto più ampie rispetto al capitale presente sul conto. Funzionano come i futures tradizionali, ma con una differenza cruciale: non hanno scadenza.

Per chi scambia Bitcoin e Ether esistono molteplici strumenti — spot, futures con scadenza, opzioni e prodotti strutturati — ma per molti altcoin i perps rappresentano spesso l’unica via d’accesso ai derivati. I futures con scadenza per token meno liquidi sono infatti poco appetibili, mentre il mercato spot può risultare marginale per chi non intende mantenere una posizione a lungo termine.

Perché i perps sono diventati essenziali

Interpellati, molti trader hanno spiegato che la popolarità dei perpetual futures non è questione di moda ma di necessità operativa e di liquidità. Questo strumento costituisce l’infrastruttura di base per molte attività di trading crypto, soprattutto al di fuori dei grandi asset come Bitcoin e Ether.

Lucas Krenn ha dichiarato:

“Al di fuori di Bitcoin e Ether, la liquidità dei futures con scadenza è così scarsa da risultare inutilizzabile. Per una società nativa crypto, i perps non sono uno strumento tra tanti: sono lo strumento.”

Il problema dei futures con scadenza è legato ai costi e all’inefficienza del rollo contrattuale al momento dell’expiry, che rende meno efficienti anche gli ETF basati su futures rispetto a quelli spot. La liquidità, in questo contesto, indica la capacità del mercato di assorbire grandi ordini mantenendo prezzi stabili; quando questa manca, poche operazioni importanti possono spostare i prezzi in modo significativo, aumentando lo slippage.

Kenneth Ong ha dichiarato:

“I perps offrono esecuzioni migliori, commissioni inferiori e la possibilità di mantenere posizioni opposte contemporaneamente tramite la ‘hedge mode’. Per me lo spot è per chi vuole detenere a lungo; il trading è ormai fatto soprattutto in perps.”

Un vantaggio operativo importante è la cosiddetta margin efficiency: poiché i perps richiedono solo una frazione del valore della posizione come collaterale, lo stesso capitale può essere distribuito su più piattaforme sostenendo posizioni rilevanti in ciascuna.

I perps e la formazione del prezzo

La natura always-on dei perps ha spostato la scoperta dei prezzi: oggi i prezzi possono aggiustarsi istantaneamente al manifestarsi di una notizia, anche fuori dagli orari dei mercati tradizionali. Questo fenomeno è particolarmente evidente quando si tokenizza un asset tradizionale e i perps vengono usati per scambiarne il valore di mercato senza i vincoli normativi del possesso fisico.

Kenneth Ong ha dichiarato:

“Nel conflitto in Iran, gran parte della riallocazione del prezzo è avvenuta sui perps tokenizzati quando i mercati ufficiali erano chiusi: è un’anteprima di quel che potrà succedere con altre materie prime.”

Secondo alcuni trader, se la liquidità dei perps si approfondisce per materie prime ed equity tokenizzate, ciò potrebbe ridurre drasticamente la necessità di utilizzare futures con scadenza nei mercati digitali, accelerando la ‘perpificazione’ di nuove classi di attivo.

Attenzione al funding rate

Oltre alle commissioni di negoziazione, chi mantiene posizioni in perps sostiene una spesa ricorrente chiamata funding rate, un meccanismo che riequilibra il prezzo del perp rispetto al mercato spot e viene generalmente applicato ogni otto ore. Questo costo è variabile: cresce o diminuisce in funzione della pressione di mercato e non può essere bloccato al momento dell’apertura della posizione.

Lucas Krenn ha spiegato:

“Con un contratto a scadenza conosci subito il tasso d’interesse del trade; con un perpetual rimani esposto a un tasso variabile che può accumularsi mentre tieni la posizione. È una voce di costo non quantificabile al momento dell’entrata e difficile da coprire dopo.”

Kenneth Ong ha aggiunto:

“Non è una tariffa trascurabile: se si tengono posizioni per molto tempo, il funding può crescere a tal punto da trasformare un trade profittevole in una perdita.”

Il mito del trade ‘sicuro’

La volatilità estrema del mercato crypto ha messo in luce il limite delle piattaforme di scambio che non adottano meccanismi di clearing mutualizzati. In passato, durante forti shock di mercato, alcune borse hanno socializzato perdite pur di preservare la stabilità dei loro sistemi, liquidando sia posizioni perdenti sia, in certi casi, chi era in profitto ma non coperto da un fondo comune di garanzia.

Lucas Krenn ha commentato:

“Il problema non è il perpetual in sé, ma il modello di marginazione adottato dall’exchange. La distinzione che conta è tra una vera clearing house con fondo mutualizzato e un exchange che scarica le perdite sui vincitori.”

L’asimmetria che pochi valutano

Un’osservazione meno intuitiva riguarda l’asimmetria di rischio tra chi entra long e chi entra short su un perp. Secondo alcuni operatori, la posizione long ha un costo limitato e un potenziale di guadagno illimitato, mentre la short ha un upside limitato ma un costo potenzialmente illimitato se il funding va contro.

Lucas Krenn ha dichiarato:

“Il funding positivo è facilmente arbitrabile: chi ha stablecoin può comprare spot e vendere il perp comprimendo il funding. Quando il funding è negativo, l’arbitraggio inverso richiede di poter shortare l’asset sottostante, cosa non sempre possibile, soprattutto se l’offerta circolante è ridotta o concentrata.”

Situazioni di questo tipo si sono verificate anche su token legati a protocolli di lending, dove un’offerta ridotta ha permesso a funding estremamente negativi di persistere, costringendo gli short a pagare tariffe elevatissime per mantenere le loro posizioni.

Quali conclusioni trarre

I perps hanno democratizzato l’accesso ai futures, risolvendo molti problemi di costo e accessibilità e permettendo una margin efficiency che ha rivoluzionato il trading crypto. Tuttavia, comportano rischi specifici: esposizione variabile al funding rate, dipendenza dalla qualità dei modelli di marginazione degli exchange e possibilità di concentrazioni che rendono gli arbitraggi difficili.

Fino a quando non si svilupperà una curva di futures a scadenza liquida e affidabile nel mondo crypto, il mercato continuerà a portare in sé un’esposizione a tassi che non riesce a prezzare né a coprire pienamente. Nel frattempo, il funding rappresenta, di fatto, la ‘tassa’ pagata per l’accesso semplice a mercati fortemente leverageati.

In sintesi

  • La forte liquidità e la margin efficiency dei perps li rendono fondamentali per il trading di molti token, ma impongono agli investitori di valutare l’esposizione ai funding come un costo operativo ricorrente.
  • Per gli investitori istituzionali italiani, l’assenza di un mercato di futures con scadenza liquido in crypto aumenta la difficoltà nel gestire il rischio tasso; soluzioni di clearing centralizzato potrebbero mitigare questo problema nel medio termine.
  • Per chi valuta trading su materie prime o azioni tokenizzate, i perps offrono un’anteprima della scoperta di prezzo 24/7, ma richiedono prudenza sulle modalità di esecuzione e sulla qualità della controparte.
  • Dal punto di vista degli asset manager, la diffusione dei perps implica la necessità di strumenti di rischio più sofisticati per modellare l’asimmetria del funding e integrare scenari di stress nelle strategie di portafoglio.


Author: Tony
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