Al via il piano per la qualità dell’aria in Piemonte: niente blocchi per 160mila veicoli euro 5
- 30 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il procedimento normativo si è concluso con il voto del Consiglio regionale che dovrebbe consolidare la scelta della Regione Piemonte di non applicare il blocco dei veicoli Euro5 dal prossimo autunno, favorendo invece un piano alternativo volto a migliorare la qualità dell’aria e a evitare possibili sanzioni da parte di Bruxelles. L’intervento interessa in particolare le città di Torino e Novara, le uniche con oltre 100mila abitanti soggette all’obbligo previsto dal decreto legge 73/2025.
Dettagli del piano e risorse finanziarie
Il pacchetto comprende risorse per circa 50 milioni di euro nel biennio, che salgono a circa 100 milioni se si includono gli interventi destinati all’agricoltura e al riscaldamento domestico. Entro questa settimana sarà attivata una misura finanziata con 30 milioni di euro di fondi FESR, rivolta alla rigenerazione urbana in tutti i Comuni piemontesi, con l’obiettivo di sostenere progetti capaci di ridurre gli inquinanti e le polveri sottili.
Entro l’anno è prevista l’introduzione della cosiddetta “Tessera del biocarburante”, pensata per i residenti di Torino e Novara, che offrirà sconti per incentivare l’uso di biocarburanti come l’HVO nei veicoli diesel. Alla misura sono destinati circa 7 milioni di euro all’anno per due anni e l’incentivo sarà esteso anche ad alcune vetture Euro6 (fino alla normativa 6d-TEMP).
Alberto Cirio ha dichiarato:
“Si tratta di un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte.”
Marnati ha spiegato:
“Abbiamo lavorato con un gruppo di esperti per un anno per identificare misure alternative al blocco degli Euro5, capaci di incidere concretamente sulla qualità dell’aria con effetti misurabili e certificabili: un approccio innovativo che considera la mobilità nel suo complesso.”
Interventi sulla mobilità e innovazione tecnologica
Tra le azioni principali figura la fluidificazione del traffico, responsabile di soste prolungate e di picchi di emissioni. Per questo è previsto un investimento di circa 12 milioni di euro per installare sensori di monitoraggio del traffico nelle aree a maggior densità di veicoli, con un avvio a Torino. Il programma, basato su un applicativo con componenti di intelligenza artificiale, interesserà circa settanta incroci tra la città e i comuni limitrofi e promette di ridurre code e ingorghi fino al 30%, indicando percorsi alternativi agli automobilisti.
La Regione darà inoltre impulso alla mobilità dolce, finanziando fino al 90% la realizzazione di velostazioni e promuovendo un bando per il progetto “Bike to work” che prevede un meccanismo di cashback a favore di chi usa la bicicletta per recarsi al lavoro.
Marnati ha affermato:
“Per la prima volta utilizziamo fondi europei per progetti specifici di miglioramento della qualità dell’aria. Tra gli interventi possibili per i Comuni ci sono la depavimentazione delle strade per ridurre l’accumulo di calore e inquinanti, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’istituzione di Zone 30.”
Tra le soluzioni considerate vi sono anche tecnologie meno convenzionali: sistemi di nebulizzazione per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, impianti di aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e l’applicazione di vernici fotocatalitiche, che favoriscono la decomposizione degli inquinanti atmosferici.
Implicazioni attuative e prossimi passi
Nei prossimi mesi la Regione dovrà tradurre il quadro programmatico in bandi e avvisi pubblici, definendo criteri di priorità, modalità di monitoraggio e indicatori di efficacia. La necessità di dimostrare risultati misurabili sarà centrale, sia per legitimare l’esclusione temporanea del blocco degli Euro5, sia per evitare penalizzazioni a livello europeo.
I Comuni coinvolti dovranno integrare gli interventi di mobilità con politiche urbanistiche e di gestione della domanda di trasporto, oltre a prevedere strumenti di rendicontazione che consentano di verificare l’effettiva riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di particolato.
In sintesi
- L’approccio piemontese privilegia investimenti infrastrutturali e tecnologici rispetto a un divieto immediato: ciò potrebbe favorire fornitori di soluzioni di mobilità intelligente e società specializzate in tecnologie di monitoraggio e filtrazione dell’aria.
- Le risorse europee e regionali destinate alla rigenerazione urbana e al sostegno alla mobilità dolce rappresentano un’opportunità per imprese locali e operatori edilizi, ma richiedono procedure chiare e tempi certi per attrarre investimenti privati.
- Per gli investitori finanziari, l’attuazione efficace del piano è un segnale di una governance regionale in grado di coniugare obiettivi ambientali e sviluppo economico; il monitoraggio dei risultati e la trasparenza nella rendicontazione saranno fattori decisivi per valutare il rischio regolatorio futuro.