Istat: rallenta la crescita delle retribuzioni, l’inflazione torna a superare gli aumenti salariali nel secondo trimestre 2026
- 29 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Dopo un periodo prolungato in cui gli aumenti delle retribuzioni contrattuali avevano mantenuto un ritmo superiore rispetto all’inflazione, il secondo trimestre del 2026 segna un cambio di scenario. I dati diffusi da Istat evidenziano infatti un’inversione di tendenza: la crescita delle retribuzioni torna a essere inferiore all’aumento dei prezzi al consumo, interrompendo una fase positiva durata dieci trimestri consecutivi.
L’andamento riflette un’evoluzione del quadro economico in cui il recupero del potere d’acquisto dei lavoratori risulta temporaneamente rallentato dalla ripresa dell’inflazione.
Si interrompe una fase durata dieci trimestri
Secondo Istat, per dieci trimestri consecutivi la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali aveva superato quella dell’inflazione, contribuendo a sostenere il reddito dei lavoratori.
Nel secondo trimestre del 2026, invece, la dinamica si è invertita, con un incremento medio annuo delle retribuzioni orarie pari al 2,5%, inferiore al tasso d’inflazione registrato nello stesso periodo.
Crescono le retribuzioni, ma meno dei prezzi
Nel dettaglio, la crescita media annua delle retribuzioni contrattuali orarie si è attestata al 2,5%.
La dinamica è risultata pari al 2,3% nel settore privato, mentre nella Pubblica Amministrazione l’incremento è stato del 2,7%.
Nello stesso periodo, l’inflazione ha raggiunto il 3% su base annua, superando quindi l’aumento delle retribuzioni contrattuali.
Le prospettive
L’inversione registrata nel secondo trimestre rappresenta un segnale di attenzione per l’evoluzione del potere d’acquisto dei lavoratori. L’andamento dei prossimi mesi dipenderà dall’evoluzione dell’inflazione, dai rinnovi dei contratti collettivi e dalla dinamica delle retribuzioni nei diversi comparti dell’economia.