Kering torna alla crescita organica: ricavi del primo semestre a 7,2 miliardi (+1%)

Kering ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto attribuibile al gruppo pari a 189 milioni di euro, mentre l’utile netto derivante dalle attività operative continuative, al netto delle componenti non ricorrenti, è risultato di 355 milioni di euro.

Il flusso di cassa generato dalle attività operative nel periodo è stato di 2,6 miliardi di euro, comprensivo di 497 milioni di euro provenienti da proventi netti immobiliari e di 300 milioni di euro collegati all’accordo con Gucci Beauty. Escludendo queste poste straordinarie, il flusso di cassa operativo si sarebbe attestato su circa 1,8 miliardi di euro.

Al 30 giugno 2026 l’indebitamento netto del gruppo si è ridotto a 3,3 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto agli 8,0 miliardi di euro registrati al 31 dicembre 2025, mentre la liquidità disponibile ammontava a 8,5 miliardi di euro, inclusi i 4,0 miliardi di euro ottenuti dal completamento della cessione di Kering Beauté a L’Oréal il 31 marzo 2026.

La divisione Moda e pelletteria e i diversi marchi

Nel secondo trimestre del 2026 la divisione Moda e Pelletteria ha registrato un fatturato di 2.948 milioni di euro, in calo dell’1% a dati riportati e sostanzialmente stabile su base comparabile anno su anno. Si osserva però un miglioramento sequenziale significativo: la crescita elementare è aumentata di 3 punti percentuali rispetto al primo trimestre.

All’interno del segmento, la performance di Gucci merita un’analisi specifica (vedi paragrafo dedicato). Al contempo, marchi come Saint Laurent, Bottega Veneta e Brioni hanno registrato un’accelerazione sequenziale delle vendite, consolidando il trend di ripresa avviato nei trimestri precedenti. Le vendite gestite direttamente attraverso i punti vendita controllati sono rimaste sostanzialmente stabili su base comparabile.

Balenciaga ha attraversato un periodo più complesso, con la Maison impegnata in una transizione creativa finalizzata a ristabilire un equilibrio strategico nell’offerta e nella distribuzione; la pelletteria continua a costituire il segmento più solido. McQueen ha invece accelerato le iniziative per riposizionarsi come punto di riferimento britannico per la sartoria e l’abbigliamento da cerimonia, rafforzando fondamenta e ridimensionando la rete distributiva sotto la guida di Gianfranco D’Attis, nominato Amministratore Delegato il 1° giugno 2026.

Il focus su Gucci

Gucci ha realizzato nel secondo trimestre del 2026 un fatturato pari a 1.410 milioni di euro, in diminuzione del 3% a cambi correnti e del 2% a perimetro comparabile. Le vendite dei negozi gestiti direttamente si sono attestate a 1.275 milioni di euro, segnando un calo del 2% a perimetro comparabile ma evidenziando un miglioramento sequenziale rilevante: un’accelerazione di 7 punti percentuali rispetto al primo trimestre, la più intensa registrata da Gucci negli ultimi trimestri.

La dinamica di Gucci riflette un contesto di aggiustamento operativo e di strategia prodotto rivista, con particolare attenzione al mix commerciale e alla gestione del network retail. Il recupero sequenziale indica che alcune mosse correttive implementate in termini di assortimento, pricing e iniziative commerciali stanno iniziando a dare risultati, sebbene permangano sfide legate alla domanda globale e alla normalizzazione delle rotazioni di magazzino.

La combinazione di flussi di cassa operativi robusti, proventi immobiliari e la cessione strategica di asset non core ha permesso a Kering di ridurre significativamente la leva finanziaria in pochi mesi, offrendo maggiore flessibilità finanziaria per investimenti brand-specific, iniziative di ristrutturazione o eventuali politica di remunerazione agli azionisti.

Dal punto di vista industriale, la riduzione dell’indebitamento e l’aumento della liquidità mettono il gruppo in una posizione più solida per sostenere i piani di sviluppo dei singoli marchi, finanziare progetti creativi a medio termine e affrontare eventuali oscillazioni dei mercati di riferimento, in particolare negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.

In sintesi

  • La significativa riduzione dell’indebitamento netto rafforza il profilo finanziario di Kering, riducendo il rischio percepito dagli investitori e aumentando la capacità di allocare risorse verso innovazione di prodotto e sviluppo retail.
  • Il miglioramento sequenziale delle vendite, soprattutto in alcuni marchi chiave, suggerisce che le correzioni strategiche stanno funzionando; tuttavia gli investitori dovrebbero monitorare la sostenibilità del recupero in presenza di possibili pressioni macroeconomiche sull’alta gamma.
  • L’integrazione dei proventi straordinari (immobiliari e dalla cessione di attività beauty) nella liquidità disponibile implica che parte del deleveraging è non ricorrente: la gestione operativa dovrà generare cassa costante per consolidare i guadagni strutturali.
  • Per il mercato italiano della moda e del lusso, la stabilità dei principali brand del gruppo rappresenta un indicatore positivo per la filiera locale, con ricadute potenziali su produzione, occupazione qualificata e attrattività turistica del settore.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.