Trento al vertice dell’albo d’oro: la mappa dei record sportivi

Vent’anni di Indice di sportività raccontano come province diverse abbiano saputo emergere per capacità organizzativa, tradizione agonistica e rete di impianti, mentre altre sono rimaste figure più intermittenti nella classifica. L’indagine, promossa da Pts Sport e ideata nel 2007 da Gianni Menicatti, misura il dinamismo sportivo dei territori attraverso più indicatori e consente di osservare tendenze di lungo periodo nel rapporto tra comunità, istituzioni e attività fisica.

Il medagliere

La provincia che domina la classifica storica è senza dubbio Trento, che ha conquistato la prima posizione in otto edizioni su venti (2007, 2011, 2014, 2016, 2019, 2022, 2023 e 2025) e ha mancato il podio solo una volta. Il suo modello è caratterizzato da un movimento sportivo equilibrato, con eccellenze in molte discipline e una rete di impianti diffusa, sebbene il calcio non costituisca il suo punto di forza principale.

Successi multipli si registrano anche per Firenze (2008 e 2015), Genova (2010 e 2013) e Trieste (2017 e 2018). Hanno ottenuto la vetta una sola volta Livorno (2009), Parma (2012) e Bologna (2020). Negli ultimi anni la Lombardia ha raccolto risultati significativi grazie a territori come Varese (2021), Bergamo (2024) e infine Milano, che ha centrato il suo primo trionfo.

Il quadro territoriale mostra una chiara prevalenza del Centro‑Nord: il Sud resta complessivamente indietro nella classifica generale, con tutte le piazze oltre la centesima posizione occupate da province meridionali dal 2007 ad oggi e le maglie di fondo assegnate in prevalenza a territori insulari. Cagliari è un’eccezione significativa: è l’unica provincia del Sud a essere salita sul podio (terzo posto nel 2018) e la sola meridionale ad aver colto più volte una posizione nelle prime dieci, ben sei volte, lo stesso conteggio di Macerata e Milano.

La continuità nella top ten è una caratteristica rara: Trento è sempre rimasta nelle prime dieci, mentre Trieste e Firenze ci sono comparse 15 volte, Genova 14, Bologna e Bolzano 13 (con la nota che Bolzano non ha mai raggiunto la prima posizione), Livorno 10, Bergamo otto e Treviso sette. Complessivamente, 37 province — poco più di un terzo del totale nazionale — sono entrate nella top ten almeno una volta; tra queste figura anche Roma, con una presenza condivisa con realtà come Verbania, Piacenza, Ravenna, Forlì e Grosseto.

Indicatori e primati locali

L’Indice si basa su nove indicatori distribuiti in quattro macro‑aree, che valutano aspetti come la pratica sportiva, la qualità degli impianti, i risultati agonistici e le politiche pubbliche a sostegno dello sport. Attraverso la media dei punteggi questi indicatori permettono di cogliere non solo le eccellenze puntuali, ma anche la solidità dei sistemi locali nel tempo.

Analizzando i vent’anni di osservazione emergono province che hanno saputo consolidare performance elevate in più ambiti: alcune eccellono per la formazione giovanile, altre per la capacità di attrarre eventi o per la qualità delle infrastrutture. Questi primati locali rivelano approcci diversi alla promozione sportiva e sottolineano come sia possibile costruire un vantaggio competitivo territoriale anche partendo da risorse limitate.

Impatto economico e opportunità

I risultati dell’Indice hanno ricadute concrete sull’economia locale. Un’elevata “sportività” favorisce il turismo sportivo, sostiene l’indotto commerciale e rende i territori più appetibili per sponsor e investimenti privati. Le amministrazioni che riescono a combinare eventi, impianti moderni e percorsi di crescita per i talenti locali possono generare ritorni economici misurabili nel medio termine.

Per gli operatori economici e gli investitori il dato è utile per identificare mercati locali con domanda attiva di servizi sportivi, potenziale di sponsorizzazione e spazi per impianti polifunzionali. Per le imprese del settore edilizio e dei servizi, territori con alta sportività rappresentano opportunità di partenariato pubblico‑privato e sviluppo di nuovi prodotti legati al tempo libero e alla salute.

Politiche pubbliche e strategie territoriali

Il monitoraggio pluriennale mette in luce l’importanza di strategie coerenti e di lungo periodo: investimenti mirati in impianti, incentivi alla pratica giovanile, formazione di tecnici e capacità di attrarre eventi sono elementi che si consolidano nel tempo. Le amministrazioni locali che pianificano con visione trovano maggiori margini per beneficiare di economie di scala e per attrarre risorse nazionali ed europee.

Inoltre, la collaborazione interistituzionale — tra enti locali, federazioni sportive, scuole e operatori privati — risulta spesso decisiva per trasformare un buon posizionamento in un modello sostenibile. Promuovere un ecosistema sportivo integrato comporta anche effetti positivi sulla salute pubblica, sulla coesione sociale e sulla richiesta di servizi legati al benessere, con effetti indotti sul mercato del lavoro locale.

Prospettive e raccomandazioni

Per le province che ambiscono a migliorare la loro posizione nell’Indice, le leve operative sono chiare: aumentare l’accessibilità degli impianti, sostenere programmi per la partecipazione giovanile, favorire eventi locali e regionali e sviluppare piani di manutenzione e rinnovamento degli impianti esistenti. Misurare con rigore i risultati e adottare indicatori di performance aiuta a orientare le risorse verso interventi ad alto impatto.

Per gli stakeholder economici, comprendere la dinamica dell’Indice significa identificare opportunità di investimento e partnership. Modalità innovative di gestione degli impianti, come formule miste pubblico‑privato e modelli di revenue sharing, possono contribuire a rendere sostenibili progetti che migliorano la qualità della vita e al contempo generano ritorni economici.

In sintesi

  • Un Indice di sportività consolidato favorisce la creazione di cluster territoriali dove investimenti in impianti e eventi attraggono sponsor e turismo, offrendo opportunità concrete per attori privati interessati al mercato dello sport e del benessere.
  • La persistenza di primati locali indica che politiche pubbliche stabili e partenariati efficaci sono determinanti: per gli investitori ciò segnala mercati con rischio operativo ridotto e potenziale di crescita nel medio periodo.
  • Il divario Nord‑Sud sul fronte sportivo riflette anche differenze infrastrutturali e di capacità amministrativa; intervenire su governance e accesso a fondi nazionali ed europei può trasformare le aree meno performanti in mercati emergenti per servizi sportivi.
  • Per le imprese del settore, puntare su progetti multifunzionali e soluzioni di gestione flessibile può ampliare le fonti di ricavo e rendere sostenibili gli investimenti in contesti urbani e periurbani italiani.


Author: Tony
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