Corea del Sud: POSCO porta i crediti sulla blockchain in un test di tokenizzazione con LG
- 27 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
POSCO International, la principale società commerciale della Corea del Sud, ha avviato un progetto pilota per la tokenizzazione delle ricevute commerciali su blockchain, con l’obiettivo di accelerare i pagamenti tra le sue filiali internazionali.
Il gruppo, che lo scorso anno ha registrato ricavi per circa 22,2 miliardi di dollari provenienti da settori quali acciaio, energia e materiali per batterie, sta collaborando con LG CNS, la divisione tecnologica del gruppo LG, per emettere, trasferire e liquidare crediti commerciali sulla blockchain di livello 1 Injective utilizzando il token INJ.
Il test si basa su crediti derivanti da transazioni commerciali reali tra le filiali estere di POSCO International e i loro controparti, e non su simulazioni: un elemento fondamentale per valutare l’effetto operativo e il rischio legato all’adozione in ambiente reale.
Meccanismo della tokenizzazione
Le ricevute commerciali indicano somme dovute a seguito della spedizione di beni, antecedenti al pagamento effettivo. Attualmente queste posizioni vengono monitorate in modo separato da acquirenti, venditori e istituti bancari, con processi di riconciliazione che possono richiedere giorni prima dello sblocco della liquidità.
Trasferire tali crediti su un ledger condiviso consente di avere un’unica fonte di verità digitale: il titolo può essere emesso come token, trasferito tra parti e liquidato seguendo regole di compliance applicate direttamente all’asset digitale stesso, riducendo i tempi e i passaggi amministrativi.
Dettagli del pilota e aspetti operativi
Nel progetto pilota vengono contabilizzate operazioni commerciali reali tra società del gruppo all’estero e i corrispondenti fornitori o clienti, con l’obiettivo di verificare l’integrazione tra i sistemi di contabilità tradizionali e la piattaforma blockchain.
L’uso di una blockchain di livello 1 come Injective punta a garantire velocità di esecuzione, sicurezza crittografica e interoperabilità con strumenti finanziari digitali. La scelta della rete e del token implica anche considerazioni tecniche su costi di transazione, finalità di settlement e governance della catena.
Implicazioni per i pagamenti commerciali
Se la sperimentazione dovesse confermare vantaggi operativi, il modello potrebbe ridurre significativamente i tempi di incasso e migliorare la gestione della tesoreria delle società multinazionali, permettendo una più efficiente allocazione del capitale circolante.
Per gli istituti finanziari e gli intermediari, la diffusione della tokenizzazione dei crediti commerciali rappresenta sia un’opportunità per offrire nuovi servizi digitali — come factoring tokenizzato o mercato secondario per crediti — sia una sfida normativa e di integrazione tecnologica.
Rischi e questioni regolamentari
L’adozione su larga scala richiederà certezze giuridiche sulla natura dei token come rappresentazione di crediti, procedure anti-riciclaggio adeguate, e standard condivisi per la custodia e il trasferimento degli asset digitali tra soggetti e giurisdizioni diverse.
Ulteriori sfide comprendono la protezione della privacy dei dati commerciali, la gestione del rischio di controparte e la necessità che banche e autorità di vigilanza aggiornino prassi operative e regole contabili per riconoscere strumenti tokenizzati nei bilanci.
Rilevanza per il mercato europeo e italiano
Per le imprese italiane attive nelle catene globali di fornitura, la diffusione di soluzioni di tokenizzazione può tradursi in migliori condizioni di liquidità e in strumenti alternativi per finanziare il capitale circolante, specie per esportatori e fornitori industriali.
Anche il settore bancario e le fintech italiane potrebbero beneficiare offrendo servizi di integrazione, custodia e marketplace per crediti tokenizzati. Tuttavia, il successo dipenderà dalla convergenza regolamentare a livello europeo e dalla volontà delle controparti internazionali di adottare standard comuni.
Prospettive future
Se questa tipologia di sperimentazione dovesse dimostrarsi pratica e sicura, è probabile che si assista a una progressiva digitalizzazione degli strumenti di trade finance, con effetti potenziali su costi, velocità e accesso al credito per le imprese esportatrici.
Al contempo, il consolidamento di tali soluzioni potrebbe stimolare nuove forme di investimento in infrastrutture digitali e prodotti finanziari legati ai crediti commerciali tokenizzati, ampliando l’ecosistema degli asset digitali regolamentati.
In sintesi
- L’adozione della tokenizzazione dei crediti commerciali può ridurre i tempi di riconciliazione e migliorare la gestione della liquidità per le imprese italiane attive nell’export, aumentando l’efficienza del capitale circolante.
- Banche e fintech nazionali hanno l’opportunità di sviluppare nuovi servizi di factoring e custodia digitale, ma devono prepararsi a investimenti tecnologici e adempimenti regolamentari più stringenti.
- La diffusione su scala richiederà armonizzazione normativa europea: gli investitori istituzionali valuteranno la governance della rete e la solidità dei meccanismi di settlement prima di allocare capitale su questi strumenti.