Corea del Sud: POSCO porta i crediti sulla blockchain in un test di tokenizzazione con LG

POSCO International, la principale società commerciale della Corea del Sud, ha avviato un progetto pilota per la tokenizzazione delle ricevute commerciali su blockchain, con l’obiettivo di accelerare i pagamenti tra le sue filiali internazionali.

Il gruppo, che lo scorso anno ha registrato ricavi per circa 22,2 miliardi di dollari provenienti da settori quali acciaio, energia e materiali per batterie, sta collaborando con LG CNS, la divisione tecnologica del gruppo LG, per emettere, trasferire e liquidare crediti commerciali sulla blockchain di livello 1 Injective utilizzando il token INJ.

Il test si basa su crediti derivanti da transazioni commerciali reali tra le filiali estere di POSCO International e i loro controparti, e non su simulazioni: un elemento fondamentale per valutare l’effetto operativo e il rischio legato all’adozione in ambiente reale.

Meccanismo della tokenizzazione

Le ricevute commerciali indicano somme dovute a seguito della spedizione di beni, antecedenti al pagamento effettivo. Attualmente queste posizioni vengono monitorate in modo separato da acquirenti, venditori e istituti bancari, con processi di riconciliazione che possono richiedere giorni prima dello sblocco della liquidità.

Trasferire tali crediti su un ledger condiviso consente di avere un’unica fonte di verità digitale: il titolo può essere emesso come token, trasferito tra parti e liquidato seguendo regole di compliance applicate direttamente all’asset digitale stesso, riducendo i tempi e i passaggi amministrativi.

Dettagli del pilota e aspetti operativi

Nel progetto pilota vengono contabilizzate operazioni commerciali reali tra società del gruppo all’estero e i corrispondenti fornitori o clienti, con l’obiettivo di verificare l’integrazione tra i sistemi di contabilità tradizionali e la piattaforma blockchain.

L’uso di una blockchain di livello 1 come Injective punta a garantire velocità di esecuzione, sicurezza crittografica e interoperabilità con strumenti finanziari digitali. La scelta della rete e del token implica anche considerazioni tecniche su costi di transazione, finalità di settlement e governance della catena.

Implicazioni per i pagamenti commerciali

Se la sperimentazione dovesse confermare vantaggi operativi, il modello potrebbe ridurre significativamente i tempi di incasso e migliorare la gestione della tesoreria delle società multinazionali, permettendo una più efficiente allocazione del capitale circolante.

Per gli istituti finanziari e gli intermediari, la diffusione della tokenizzazione dei crediti commerciali rappresenta sia un’opportunità per offrire nuovi servizi digitali — come factoring tokenizzato o mercato secondario per crediti — sia una sfida normativa e di integrazione tecnologica.

Rischi e questioni regolamentari

L’adozione su larga scala richiederà certezze giuridiche sulla natura dei token come rappresentazione di crediti, procedure anti-riciclaggio adeguate, e standard condivisi per la custodia e il trasferimento degli asset digitali tra soggetti e giurisdizioni diverse.

Ulteriori sfide comprendono la protezione della privacy dei dati commerciali, la gestione del rischio di controparte e la necessità che banche e autorità di vigilanza aggiornino prassi operative e regole contabili per riconoscere strumenti tokenizzati nei bilanci.

Rilevanza per il mercato europeo e italiano

Per le imprese italiane attive nelle catene globali di fornitura, la diffusione di soluzioni di tokenizzazione può tradursi in migliori condizioni di liquidità e in strumenti alternativi per finanziare il capitale circolante, specie per esportatori e fornitori industriali.

Anche il settore bancario e le fintech italiane potrebbero beneficiare offrendo servizi di integrazione, custodia e marketplace per crediti tokenizzati. Tuttavia, il successo dipenderà dalla convergenza regolamentare a livello europeo e dalla volontà delle controparti internazionali di adottare standard comuni.

Prospettive future

Se questa tipologia di sperimentazione dovesse dimostrarsi pratica e sicura, è probabile che si assista a una progressiva digitalizzazione degli strumenti di trade finance, con effetti potenziali su costi, velocità e accesso al credito per le imprese esportatrici.

Al contempo, il consolidamento di tali soluzioni potrebbe stimolare nuove forme di investimento in infrastrutture digitali e prodotti finanziari legati ai crediti commerciali tokenizzati, ampliando l’ecosistema degli asset digitali regolamentati.

In sintesi

  • L’adozione della tokenizzazione dei crediti commerciali può ridurre i tempi di riconciliazione e migliorare la gestione della liquidità per le imprese italiane attive nell’export, aumentando l’efficienza del capitale circolante.
  • Banche e fintech nazionali hanno l’opportunità di sviluppare nuovi servizi di factoring e custodia digitale, ma devono prepararsi a investimenti tecnologici e adempimenti regolamentari più stringenti.
  • La diffusione su scala richiederà armonizzazione normativa europea: gli investitori istituzionali valuteranno la governance della rete e la solidità dei meccanismi di settlement prima di allocare capitale su questi strumenti.


Author: Tony
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