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Commissione Europea contesta a TikTok le impostazioni degli account dei minori previste dal Digital Services Act

  • 24 Luglio 2026
  • Posted by: Francesca
  • Categoria: Economia, Editoriale
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Commissione Europea contesta a TikTok le impostazioni degli account dei minori previste dal Digital Services Act

La Commissione Europea ha notificato a TikTok le proprie risultanze preliminari nell’ambito dell’indagine avviata ai sensi del Digital Services Act (DSA), ritenendo che le impostazioni degli account destinati ai minori non garantiscano il livello di privacy, sicurezza e protezione richiesto dalla normativa europea.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Unione Europea per rafforzare la tutela dei minori nell’ambiente digitale, imponendo alle grandi piattaforme online l’obbligo di progettare i propri servizi secondo il principio della protezione degli utenti più giovani.

Le criticità individuate dalla Commissione Europea

Secondo le conclusioni preliminari della Commissione Europea, gli utenti minorenni di TikTok possono impostare il proprio profilo come pubblico, rendendo i contenuti accessibili a qualsiasi persona, compresi gli utenti che non dispongono di un account sulla piattaforma.

Per i minori di età compresa tra 16 e 17 anni, inoltre, i contenuti pubblicati possono essere raccomandati ad altri utenti attraverso il For You Feed, aumentando significativamente la loro visibilità.

La Commissione ritiene che questa esposizione possa favorire contatti indesiderati da parte di potenziali predatori, oltre ad aumentare il rischio di episodi di cyberbullismo. A ciò si aggiunge la possibilità che immagini, video e altri contenuti rimangano disponibili online anche negli anni successivi, con possibili conseguenze permanenti sulla vita dei giovani utenti.

Profili privati ancora facilmente individuabili

L’indagine evidenzia ulteriori criticità anche nel caso in cui i minori scelgano di utilizzare un account privato.

Secondo la Commissione Europea, i profili possono infatti essere individuati attraverso gli elenchi dei following e dei followers di altri utenti, mentre le foto profilo rimangono accessibili anche a persone che non possiedono un account TikTok.

Per l’esecutivo europeo, tali caratteristiche non assicurano il livello elevato di tutela previsto dal Digital Services Act, che impone alle piattaforme accessibili ai minori di adottare impostazioni orientate alla massima protezione fin dalla progettazione del servizio.

Le modifiche richieste a TikTok

In linea con le proprie Linee guida sulla protezione dei minori, la Commissione Europea ritiene che TikTok debba modificare le impostazioni predefinite degli account pubblici dei minori.

Tra le indicazioni formulate figura la necessità di rendere i contenuti visibili, per impostazione predefinita, esclusivamente agli utenti espressamente autorizzati dal minore.

La Commissione chiede inoltre che tali contenuti non siano accessibili a un pubblico globale esterno alla piattaforma e che venga interrotta la raccomandazione automatica dei contenuti dei minori attraverso il For You Feed.

I prossimi passaggi dell’indagine

TikTok avrà ora la possibilità di consultare gli atti del procedimento e presentare le proprie osservazioni scritte sulle contestazioni formulate dalla Commissione Europea.

Parallelamente sarà coinvolto il Comitato Europeo per i Servizi Digitali, chiamato a esprimersi nell’ambito della procedura prevista dal Digital Services Act.

Qualora le conclusioni preliminari fossero confermate, la Commissione potrebbe adottare una decisione di non conformità, con la possibilità di applicare una sanzione fino al 6% del fatturato globale annuo della società.

Le dichiarazioni di Henna Virkkunen

Henna Virkkunen (in foto), Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha sottolineato l’importanza di garantire ai minori un ambiente digitale sicuro fin dal primo accesso alle piattaforme online.

Secondo Virkkunen, il Digital Services Act impone alle piattaforme di integrare la protezione dei minori nella progettazione dei propri servizi e di assumersi la responsabilità qualora tali obblighi non vengano rispettati.

La Vicepresidente ha inoltre evidenziato che un elevato livello di tutela non dovrebbe rappresentare un’opzione facoltativa, ma costituire l’impostazione predefinita per tutti i servizi digitali destinati ai più giovani.



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