Auto aziendali: il fisco fa lievitare il conto dopo cinque anni

Il decreto Omnibus, quarto correttivo dei precedenti provvedimenti attuativi della delega fiscale, è stato trasmesso alle Camere dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 10 giugno e il parere favorevole della Ragioneria generale dello Stato. Le coperture individuate dal testo derivano da maggiori entrate e minori spese collegate a tre interventi principali: il riallineamento straordinario delle divergenze tra valori contabili e fiscali, l’aumento della ritenuta dal 11% al 20% sui dividendi corrisposti a fondi pensione europei e l’affrancamento delle partecipazioni black list. Inoltre, per gli anni dal 2028 al 2040 è previsto l’impiego di 1,12 milioni di euro annui dal fondo per la delega fiscale.

Le modifiche sulle auto

Il testo che ora passerà all’esame delle commissioni parlamentari conferma una serie di interventi destinati al comparto delle auto aziendali. L’obiettivo dichiarato è chiarire aspetti interpretativi emersi dopo le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2025 e rafforzare gli incentivi fiscali per il rinnovo delle flotte verso vetture con minore impatto ambientale.

In particolare il provvedimento stabilisce una maggiorazione fiscale del 50% rispetto al valore determinato negli anni precedenti per le auto aziendali utilizzate oltre cinque anni, introduce un incremento forfettario del 5% per semplificare la valorizzazione degli optional non presenti nelle tabelle ACI o non acquistati direttamente dal dipendente, consente la riassegnazione del veicolo senza mutare le regole di tassazione e rinuncia all’applicazione del valore normale — più penalizzante — nei casi in cui una vettura ordinata nel 2024 sia assegnata al dipendente dopo il 1° luglio 2025.

Questi aggiustamenti intendono fornire certezze operative agli operatori del settore e alle imprese che gestiscono auto aziendali, riducendo le ambiguità interpretative sortite con la precedente norma che mirava a ridurre i sussidi ambientalmente dannosi (Sad) incentivando, tramite la fiscalità, il ricambio verso mezzi più puliti.

Dopo 5 anni

La maggiorazione del 50% si applicherà in funzione dell’età anagrafica del veicolo, indipendentemente dalla tecnologia di alimentazione: diesel, benzina o elettrica saranno trattati allo stesso modo se lo scatto dell’incremento avverrà oltre il 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione. Si tratta di una logica basata sul tempo e non sulla tipologia di motorizzazione.

La relazione tecnica ha spiegato:

«l’effetto di scoraggiare il mantenimento del veicolo oltre tale periodo»

Secondo la valutazione tecnica, la misura mira a stimolare il ricambio delle flotte, mentre l’impatto sulle entrate tributarie è giudicato limitato poiché, in media, il rinnovo dei veicoli aziendali avviene prima del quinto anno. Stime preliminari indicano che la disposizione potrebbe interessare una parte significativa del parco occasionale a lungo termine, considerando la durata media dei contratti di noleggio.

Familiari a carico

Oltre al capitolo auto, il decreto Omnibus interviene sul trattamento fiscale dei familiari a carico. Il correttivo elimina l’obbligo di riferimento alla convivenza o alla ricezione di assegni alimentari per l’accesso a talune agevolazioni fiscali, risolvendo criticità emerse nell’applicazione dei piani di welfare che avevano comportato la perdita di benefici per alcuni percettori.

La modifica mantiene invece le condizioni di carico nei casi in cui esse siano espressamente previste per altre agevolazioni e sarà operativa a partire dal periodo d’imposta in corso al 20 dicembre 2025, consentendo così una uniformità interpretativa per gli operatori del diritto tributario e per le aziende che offrono piani di welfare.

Crediti dei professionisti

Un’altra disposizione rilevante riguarda i crediti d’imposta ceduti: per i titolari di reddito di lavoro autonomo è prevista la tassazione al 26% sui crediti d’imposta acquistati. L’intento è armonizzare il trattamento fiscale delle cessioni e chiarire la disciplina fiscale per i professionisti che acquisiscono questi strumenti finanziari.

È prevista inoltre la possibilità di optare per il nuovo regime anche per i crediti acquisiti a partire dal periodo d’imposta 2024, mediante l’utilizzo della dichiarazione integrativa, offrendo quindi una via d’uscita a chi aveva effettuato operazioni prima dell’entrata in vigore delle modifiche.

Impatto procedurale e tempistiche

Il provvedimento tornerà in Consiglio dei Ministri dopo l’esame parlamentare delle commissioni, verosimilmente dopo la pausa estiva. Durante l’istruttoria parlamentare potranno essere presentati emendamenti che ne definiscano ulteriormente gli ambiti applicativi o le tempistiche d’entrata in vigore, con particolare attenzione agli aspetti operativi per aziende, autofleet manager e professionisti fiscali.

Dal punto di vista amministrativo, il chiarimento circa la fonte delle coperture e la valorizzazione degli effetti finanziari facilita il lavoro della Buona amministrazione fiscale ma lascia aperti nodi pratici legati all’attuazione e ai controlli sull’effettiva sostituzione dei veicoli o sull’uso corretto dei benefici per i familiari a carico.

In sintesi

  • La maggiorazione fiscale sulle auto aziendali favorirà una domanda accelerata di veicoli nuovi e meno inquinanti, con possibili implicazioni positive per il mercato del leasing e per i produttori orientati all’elettrico.
  • L’aumento della ritenuta sui dividendi destinati ai fondi pensione europei e l’affrancamento delle partecipazioni potrebbero ridurre marginalmente la redditività di alcune forme di investimento estero, rendendo più rilevante per gli investitori la valutazione del rendimento netto post-tassazione.
  • La tassazione al 26% sui crediti d’imposta per i professionisti potrebbe influire sulla liquidità e sulle strategie di gestione finanziaria degli studi, spingendo alcuni a preferire soluzioni alternative di finanziamento o di monetizzazione dei crediti.
  • Le modifiche al trattamento dei familiari a carico semplificano i piani di welfare aziendale e possono migliorare l’accesso a benefici fiscali, con un effetto indiretto sul potere d’acquisto delle famiglie e sulle politiche retributive delle imprese.


Author: Tony
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