Arthur Hayes spiega perché le critiche alle recenti performance di Bitcoin mancano il punto

Arthur Hayes ritiene che l’attuale mercato rialzista delle criptovalute abbia ancora margine di crescita, sostenuto dalle tendenze monetarie globali che, secondo lui, si trovano solo nelle prime fasi.

Parlando in una recente intervista con Kyle Chassé, imprenditore di lunga data nel settore di bitcoin e Web3, il co-fondatore di BitMEX e attuale CIO di Maelstrom ha sostenuto che i governi di tutto il mondo sono ben lontani dal concludere le loro politiche di espansione monetaria aggressiva. Ha indicato in particolare la politica americana, affermando che il secondo mandato del presidente Donald Trump non ha ancora completamente liberato i programmi di spesa che potrebbero partire da metà 2026 in poi.

Hayes ha suggerito che se le aspettative per la stampa di moneta dovessero diventare estreme, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di realizzare profitti parziali, ma per ora ritiene che gli investitori stiano sottovalutando la portata della liquidità che potrebbe confluire nei mercati azionari e nelle criptovalute.

Visione geopolitica e implicazioni per le politiche monetarie

Hayes ha collegato le sue previsioni ai cambiamenti geopolitici più ampi, citando quella che definisce come l’erosione dell’ordine mondiale unipolare. Secondo lui, in periodi di instabilità come questo, i decisori politici tendono a preferire politiche fiscali espansive e un allentamento monetario da parte delle banche centrali al fine di mantenere la stabilità dei cittadini e dei mercati.

Ha inoltre evocato la possibilità di tensioni interne all’Europa, accennando perfino al rischio di un default della Francia che potrebbe destabilizzare l’euro. Questo scenario rappresenterebbe un ulteriore elemento che potrebbe accelerare l’aumento della stampa di moneta a livello globale.

Pur riconoscendo che tali politiche potrebbero infine avere conseguenze negative, Hayes sostiene che il picco di questa fase ciclica non sia ancora stato raggiunto.

Bitcoin e il confronto con altri asset

Passando al bitcoin, Hayes ha risposto alle preoccupazioni sulle presunte difficoltà dell’asset dopo aver toccato il record di 124.000 dollari a metà agosto. Ha messo a confronto la performance del bitcoin con quella di altre categorie di investimento, osservando che, sebbene le azioni americane siano aumentate in termini nominali, non hanno recuperato integralmente nei confronti dell’oro dal 2008.

Hayes ha anche sottolineato come il mercato immobiliare sia rimasto indietro rispetto all’oro e che solo poche grandi aziende tecnologiche statunitensi abbiano mantenuto una performance superiore. Tuttavia, se si considera il confronto con il bitcoin, secondo lui tutti i parametri tradizionali appaiono deboli.

Il suo messaggio è che la supremazia del bitcoin diventa particolarmente evidente quando si osservano gli asset attraverso la lente della svalutazione monetaria.

Le aspettative per il bitcoin e la pazienza necessaria

Per coloro che si sentono frustrati dal fatto che il bitcoin non stabilisca nuovi massimi ogni settimana, Hayes suggerisce che queste aspettative non siano realistiche. Secondo lui, sia gli investitori tradizionali che quelli del mondo crypto condividono lo stesso presupposto: i governi e le banche centrali continueranno a stampare moneta ogni volta che l’economia rallenta.

Hayes spiega che la finanza tradizionale manifesta questa convinzione acquistando titoli obbligazionari con leva finanziaria, mentre gli investitori in criptovalute preferiscono detenere bitcoin come la “cavalla più veloce”.

La sua conclusione è che la pazienza rappresenta la virtù chiave. Hayes sostiene che il vero vantaggio del possedere bitcoin deriva dalla performance composta e prolungata negli anni, piuttosto che da speculazioni a breve termine. In combinazione con quella che vede come un’inevitabile ondata di creazione di liquidità nel resto del decennio, ritiene che il ciclo attuale delle criptovalute possa estendersi fino al 2026, ben lontano dall’essere esaurito.