Gurmido punta sulla pizza artigianale a lunga conservazione: la visione di Pasquale Santamaria in un mercato dominato dai grandi gruppi
- 17 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il mercato della pizza continua a crescere a livello internazionale, trainato dalla domanda di prodotti pratici senza rinunciare alla qualità. In questo contesto si inserisce Gurmido, microimpresa campana fondata da Pasquale Santamaria, che ha scelto di specializzarsi in una nicchia ancora poco presidiata dai grandi operatori: quella delle basi pizza artigianali a lunga conservazione senza conservanti.
Secondo le analisi di settore, il mercato globale della pizza surgelata è stimato in 18,92 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe raggiungere 25,54 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 6,19%. Altre stime collocano il mercato già intorno ai 21 miliardi di dollari, con prospettive di arrivare a 40 miliardi entro la fine del decennio. Anche in Italia il comparto mostra un andamento positivo: il segmento dei surgelati comprende 292 aziende, rappresenta il 22,6% del mercato dei pasti pronti e il valore della pizza è previsto in crescita da 728 milioni di euro nel 2023 a 935 milioni di euro nel 2028.
Un mercato dominato dai grandi produttori
Il settore è fortemente concentrato. Italpizza ha registrato un fatturato di 214,6 milioni di euro nel 2023, mentre Roncadin si è attestata a 157,8 milioni di euro. A livello europeo, il marchio Ristorante del gruppo Dr. Oetker supera il miliardo di euro di vendite.
Proprio in questo scenario Gurmido ha individuato uno spazio di mercato differente, sviluppando una base pizza napoletana contemporanea brevettata e con marchio registrato, caratterizzata da un cornicione strutturato, una parte centrale più morbida e una conservabilità dichiarata fino a 50 giorni senza conservanti.
«Voglio che dovunque si possa mangiare la pizza napoletana contemporanea di altissima qualità», ha dichiarato Pasquale Santamaria, sintetizzando la missione dell’azienda.
Dalla passione nata durante il lockdown all’impresa
L’idea imprenditoriale prende forma durante il primo lockdown, quando la preparazione della pizza in casa conosce una forte diffusione. Dopo numerosi tentativi falliti, Pasquale Santamaria decide di approfondire la materia, avviando un percorso di ricerca durato quasi diciotto mesi.
«Era una tragedia, non mi riusciva una pizza fatta bene. Mi arrabbiavo, la mia compagna mi diceva di smetterla perché dopo ogni tentativo la cucina era un disastro ed io ero arrabbiato perché l’impasto mi usciva sempre male», ha raccontato il fondatore.
Il punto di svolta arriva grazie ai consigli del fratello durante una videochiamata. Da quel momento inizia uno studio approfondito, attraverso manuali tecnici, confronti con tecnologi alimentari, numerosi esperimenti e perfino la modifica di un forno elettrico domestico per riprodurre le temperature di un forno professionale.
«L’impasto è stato studiato per quasi un anno e mezzo. Tra chili di farina buttati e delusioni, alla fine ho trovato la formula giusta», ha spiegato.
La nascita di Gurmido
Il progetto si trasforma gradualmente in attività imprenditoriale con l’apertura di una microimpresa alimentare e l’acquisto delle prime attrezzature professionali, tra cui un abbattitore, una macchina per il sottovuoto a campana e un impianto ad azoto alimentare, finanziati con risorse familiari.
Lo stesso Pasquale Santamaria ha sottolineato il ruolo determinante della moglie nella fase iniziale dell’attività: «La persona che veramente mi ha aiutato tantissimo, sia economicamente che moralmente, è stata lei. È stata una sfida enorme».
In origine il modello di business prevedeva la vendita di box completi contenenti basi pizza e ingredienti monodose di qualità, come pomodoro San Marzano, olio di oliva di Caiazzo e Alici di Cetara. Successivamente, con l’aumento delle richieste provenienti dal settore professionale, l’azienda ha scelto di concentrarsi esclusivamente sulla produzione delle basi pizza.
Strategia, distribuzione e prospettive
Oggi Gurmido opera attraverso due canali principali: la vendita online rivolta ai consumatori finali e le forniture B2B destinate a ristoranti, pizzerie, bar e chioschi, segmento che rappresenta una quota crescente del fatturato aziendale.
L’azienda dispone delle certificazioni richieste dalla normativa sulla sicurezza alimentare e spedisce già i propri prodotti in diversi Paesi europei.
Il posizionamento scelto punta a intercettare una tendenza sempre più rilevante nel settore alimentare: la richiesta di prodotti premium che coniughino qualità artigianale, praticità e lunga conservazione. Le innovazioni nelle tecnologie di conservazione e la crescente attenzione verso prodotti differenziati rappresentano infatti alcune delle principali leve di crescita del comparto.
«La mia visione è che un giorno ognuno potrà avere sulla propria tavola un’eccellenza artigianale confezionata che non faccia rimpiangere per niente i prodotti delle migliori pizzerie, con un accesso semplice e veloce senza dover fare ore di fila», ha concluso Pasquale Santamaria.
Per Gurmido la sfida sarà ora consolidare la presenza commerciale e ampliare la distribuzione mantenendo gli standard qualitativi che caratterizzano il progetto, in un mercato dove i principali operatori dispongono di dimensioni industriali e di reti distributive consolidate.