Circle avanza nel mondo bancario con il via libera di una banca fiduciaria negli Usa

Circle, emittente del USDC, la seconda stablecoin al mondo per capitalizzazione, ha ottenuto l’autorizzazione dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) a costituire una national trust bank federale denominata Circle National Trust.

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Le national trust banks sono istituti abilitati a offrire servizi di custodia e fiduciari, ma non raccolgono depositi al dettaglio né svolgono attività di credito come le banche commerciali tradizionali.

La notizia ha avuto riflessi immediati sui mercati: le azioni di Circle sono salite di circa il 14% nelle contrattazioni pre-market.

Jeremy Allaire ha dichiarato:

“L’approvazione dell’OCC per la costituzione di Circle National Trust rappresenta un passo decisivo per integrare la tecnologia blockchain e gli asset digitali nel cuore del sistema finanziario statunitense. La supervisione federale della nostra banca fiduciaria stabilisce un nuovo standard di trasparenza, governance e scala per l’infrastruttura di Circle.”

Questa mossa si inserisce in un quadro più ampio: diverse società del settore cripto stanno cercando autorizzazioni federali e licenze bancarie. Tra gli esempi recenti, Crypto.com ha ottenuto un’autorizzazione dall’OCC a febbraio per operare come banca custode regolamentata a livello federale; a dicembre erano state concesse approvazioni condizionali a realtà come BitGo, Circle, Ripple, Paxos e Fidelity Digital Assets, e l’OCC ha poi trasformato l’approvazione di BitGo in definitiva.

L’ottenimento di una carta federale e di una supervisione diretta può favorire una più stretta integrazione tra infrastrutture cripto e mercato finanziario tradizionale: aumenta la fiducia degli operatori istituzionali, riduce alcune incertezze normative e facilita servizi di custodia conformi a standard bancari. Allo stesso tempo, introduce nuove dinamiche competitive per le banche tradizionali che potrebbero vedersi sottrarre parti dei servizi di tesoreria e custodia.

È però importante valutare rischi e limiti: nonostante la supervisione federale mitighi alcuni rischi operativi e di governance, persistono questioni legate alla liquidità di riferimento, alla gestione delle riserve e all’interazione con la politica monetaria. Per gli operatori e gli investitori europei, compresi quelli italiani, l’evoluzione del quadro normativo statunitense potrebbe accelerare l’adozione dei stablecoin ancorati al dollaro, con effetti sui flussi di capitale e sulle strategie di copertura valutaria.

Nei prossimi mesi è probabile che altri attori del settore chiedano charters federali o rafforzino collaborazioni con istituti regolamentati, mentre le autorità europee e la Banca d’Italia continueranno a monitorare l’impatto di queste trasformazioni sul sistema finanziario e sulla stabilità dei mercati.

In sintesi

  • L’autorizzazione federale a Circle segnala una crescente convergenza tra finanza tradizionale e infrastrutture cripto, potenzialmente aumentando la fiducia degli investitori istituzionali verso il USDC.
  • Per il mercato azionario e degli asset digitali, una maggiore regolamentazione può ridurre la volatilità percepita, rendendo più appetibili prodotti collegati alle stablecoin per portafogli regolamentati.
  • Dal punto di vista degli investimenti italiani, l’avanzamento delle charters federali riduce il rischio regolamentare negli USA, ma richiede attenzione sui rischi di controparte e sulle implicazioni in termini di copertura valutaria rispetto all’euro.


Author: Tony
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