Sindacati avvertono: il comune di Milano deve tutelare i lavoratori dal caldo
- 3 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
In attesa che il Comune di Milano definisca un’ordinanza per proteggere i lavoratori dalle ondate di calore, le organizzazioni sindacali intensificano le pressioni per interventi urgenti.
Cgil Cisl Uil Milano ha dichiarato:
“Chiediamo con urgenza che il Comune di Milano intervenga a tutela di tutti i lavoratori esposti al caldo estremo. È un passo che la Regione Lombardia non ha adottato e che ora è necessario mettere in atto.”
Richieste e categorie coinvolte
I sindacati sottolineano come alcune categorie, in particolare i rider, la logistica urbana e i servizi di prossimità, siano rimaste escluse dall’ordinanza regionale e quindi prive di protezioni specifiche. Per queste categorie viene richiesto che l’ordinanza comunale estenda le tutele e definisca misure operative concrete.
L’ordinanza comunale, che nei giorni scorsi sembrava imminente, è invece bloccata negli uffici di Palazzo Marino, determinando ritardi che i sindacati giudicano inaccettabili vista l’emergenza climatica che si ripete ogni estate.
Misure richieste per i lavoratori esposti
Tra le richieste avanzate vi è lo stop alle consegne nelle ore di caldo estremo senza penalizzazioni per i lavoratori, l’adozione di un rallentamento automatico degli algoritmi durante i picchi di temperatura, la revisione degli incentivi legati alla rapidità delle consegne e l’indicazione, da parte del Comune, di spazi pubblici ombreggiati dove i rider possano sostare, riposare, rinfrescarsi e reperire acqua.
Cgil Cisl Uil Milano ha aggiunto:
“Sono richieste che portiamo avanti da tempo: la sicurezza viene prima della velocità di consegna.”
Richiamo a una disciplina permanente
I sindacati invitano a superare le risposte emergenziali: ogni estate si ripresenta lo stesso problema e le misure temporanee che scadono a settembre non sono sufficienti. Occorre una disciplina nazionale permanente che includa tutte le categorie esposte a insolazione, alte temperature o condizioni microclimatiche nocive negli ambienti di lavoro.
In prospettiva, viene chiesto di rafforzare la prevenzione, incrementare gli investimenti nella transizione energetica, potenziare le misure di salute e sicurezza sul lavoro e intensificare i controlli. I sindacati richiamano inoltre la necessità di riorganizzare turni e processi produttivi in funzione delle ondate di calore, per tutelare la salute dei lavoratori senza compromettere la continuità dei servizi.
Dal punto di vista istituzionale, la definizione di norme organiche competerebbe allo Stato, con il ruolo operativo di enti come il Ministero del Lavoro e il INAIL, mentre le amministrazioni regionali e comunali possono adottare misure integrative sul territorio. Il ritardo dell’ordinanza comunale solleva dunque interrogativi su coordinamento e responsabilità tra livelli amministrativi.
Nel frattempo, pur sperando in una legge nazionale stabile, i sindacati continuano a sollecitare il Comune di Milano affinché emani provvedimenti immediati in grado di proteggere i lavoratori più vulnerabili nelle giornate di caldo intenso.
In sintesi
- Un provvedimento comunale efficace potrebbe ridurre i costi sociali legati a malori e interruzioni del lavoro, alleggerendo la pressione sui servizi sanitari locali.
- L’introduzione di regole sugli algoritmi e sugli incentivi degli operatori di delivery comporterebbe un ripensamento dei modelli di remunerazione, con potenziali impatti sui margini delle piattaforme e sulle condizioni contrattuali dei lavoratori.
- Una norma nazionale permanente favorirebbe investimenti nella prevenzione e nella transizione energetica, oltre a incentivare le imprese a pianificare la produzione in funzione del clima, riducendo rischi e costi operativi nel medio-lungo termine.