Italia in prima fila per la tecnologia di controllo dello spazio aereo dei droni
- 13 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un’azienda italiana sta emergendo come protagonista nell’accelerazione dell’uso sicuro dei droni senza pilota (Uas – Unmanned Aerial System) in ambienti operativi reali, come contesti urbani, montani, logistici, industriali e, in particolare, portuali. StradaAi, questa è la startup in questione, ha già stretto una collaborazione strategica con Droneport Rotterdam, un hub europeo dedicato al testing, alla validazione e all’applicazione pratica dei sistemi autonomi aerei. Mentre lo scalo olandese collabora attivamente anche con il porto di Anversa-Bruges e con l’Autorità portuale di Amburgo, altre nazioni come Svizzera e Svezia sono pronte ad accogliere questa impresa italiana, che si trova ora nella fase finale di certificazione presso Enac (Ente nazionale aviazione civile) come fornitore di servizi U-space.
Il CEO di StradaAi, Giulio Segurini, spiega che la startup è stata fondata nel febbraio 2023, poco dopo l’entrata in vigore della normativa europea 664, che riguarda la digitalizzazione dello spazio aereo a bassa quota, ossia da zero a 120 metri di altezza, l’area in cui operano i droni. Questa regolamentazione ha come obiettivo quello di disciplinare questi spazi aerei per consentire i voli oltre la linea visiva del pilota, la cosiddetta BVLOS (Beyond Visual Line Of Sight), permettendo così ai droni di operare in sicurezza anche quando l’operatore si trovi a grandi distanze, da cento a migliaia di chilometri, in una sala di controllo.
Segurini descrive una dinamica che potremmo definire un «paradosso»: gli spazi aerei non possono essere aperti senza la presenza di società in grado di offrire i servizi digitali necessari per la loro gestione, ma senza lo spazio aperto queste aziende non possono operare e certificarsi.
La startup è nata dall’esperienza di professionisti già attivi nel settore dei droni ed è partita con due inserimenti di capitale che hanno permesso di raccogliere complessivamente 2,1 milioni di euro. Attualmente l’organico conta sei persone a tempo pieno, con il supporto di numerosi collaboratori esterni e un advisory board qualificato che accompagna la crescita dell’impresa.
Segurini sottolinea come la piattaforma digitale sia in fase di certificazione e che Eurocontrol – l’ente europeo che gestisce lo spazio aereo – riconosca StradaAi come la prima società privata europea in procinto di ottenere la certificazione per offrire questo tipo di servizi; a livello mondiale solo due aziende americane sono al suo stesso livello.
Essere «privata» significa non essere inseriti nel mercato regolato degli Air Navigation Service Provider (ANSP), come Enav in Italia o Enaire in Spagna, che invece sono partiti prima in questo settore. StradaAi è l’unica impresa europea a essere quasi al termine del processo di certificazione e mira a iniziare a fornire servizi entro la fine del 2025, con una previsione di apertura degli spazi aerei regolamentati per il 2026, aprendo così nuove opportunità operative.
I servizi obbligatori nello spazio aereo digitalizzato
Per operare correttamente nello spazio aereo digitale, Segurini spiega che sono richiesti quattro servizi fondamentali e obbligatori. Il primo è il Network Identification, che prevede che ogni drone introdotto in questo spazio abbia una sorta di targa digitale, trasmettendo in tempo reale posizione, altitudine, velocità, identità dell’operatore e scopo della missione, la quale deve essere preventivamente autorizzata.
Il secondo servizio è il Geo Awareness: si tratta di mappe aggiornate e condivise, elaborate congiuntamente da Enac ed Enav per l’Italia, che definiscono i limiti territoriali e verticali di volo, le regole di utilizzo degli spazi aerei e chi è autorizzato a operare in quelle zone.
Segue la Flight Authorization, cioè il permesso di volo, a partire dal piano di volo presentato. Viene così verificato che operatore e drone dispongano di tutte le abilitazioni necessarie per operare in quell’area specifica.
Infine, il quarto servizio è il Traffic Information. In questo contesto, StradaAi aggrega i dati provenienti da diverse fonti, tra cui elicotteri, aerei di linea e altri droni, per generare una cosiddetta e-conspicuity, ovvero una rappresentazione digitale e aggiornata del traffico aereo nello spazio monitorato.
In caso arrivi un elicottero di emergenza, come quelli della protezione civile, dei carabinieri o privati, la piattaforma è in grado di riconfigurare dinamicamente lo spazio aereo, facendo atterrare o deviare i droni presenti per garantire la sicurezza delle operazioni di ingresso e uscita del velivolo.