Fidelity difende il modello di sicurezza a lungo termine di Bitcoin

Fidelity Digital Assets ha risposto alle preoccupazioni sulla possibile diminuzione della sicurezza a lungo termine del Bitcoin in seguito alla riduzione delle ricompense di mining, sostenendo in un nuovo rapporto di ricerca che gli incentivi economici della rete rimangono adeguati per garantirne la protezione nel tempo.

Il documento, firmato dal ricercatore Daniel Gray, ribadisce che la sicurezza del Bitcoin non dipende esclusivamente dalle ricompense di blocco. Secondo l’analisi, commissioni di transazione, incentivi di mercato e altre dinamiche economiche continuano a motivare i miner a difendere la rete rendendo gli attacchi sostenuti proibitivamente costosi.

Il nodo della sicurezza dopo l’halving

La critica più diffusa sostiene che ogni halving quadriennale indebolisca il Bitcoin perché riduce l’emissione di nuove monete, potenzialmente erodendo gli incentivi per i miner se le commissioni non crescessero abbastanza da compensare il calo. Questa domanda rimane centrale nella discussione tra sviluppatori, operatori di mercato e autorità di vigilanza, data la programmazione di fornitura fissa della criptovaluta che riduce progressivamente l’emissione fino alla scomparsa dei sussidi di blocco.

Dal 20 aprile 2024 i miner del Bitcoin ricevono un sussidio di 3,125 BTC per blocco, rispetto ai 6,25 BTC del ciclo precedente. Tuttavia, Daniel Gray sottolinea che la riduzione dell’emissione non si è tradotta in un indebolimento degli incentivi per i miner, perché l’aumento del prezzo del Bitcoin ha più che compensato il calo delle ricompense per blocco.

Daniel Gray ha scritto:

“Nonostante la diminuzione dell’emissione, gli incentivi per i miner — e, per estensione, la sicurezza della rete — si sono storicamente rafforzati insieme al prezzo del Bitcoin.”

Entrate dei miner e dinamiche di mercato

Secondo l’analisi del rapporto, le entrate medie giornaliere dei miner sono aumentate in modo significativo: si passa da circa 26.300 dollari durante il primo ciclo di halving a oltre 40,2 milioni di dollari nell’orizzonte più recente, segnalando che la compensazione in valuta fiat del prezzo di mercato può controbilanciare la riduzione delle unità emesse.

Questa dinamica suggerisce che il valore di mercato del Bitcoin gioca un ruolo cruciale nel mantenimento degli incentivi economici che sostengono l’hashrate e, di conseguenza, la resilienza della rete contro attacchi malevoli.

Pressione finanziaria sui miner quotati in borsa

Nonostante la visione ottimistica sulla struttura degli incentivi a lungo termine, molte società di mining quotate in borsa devono affrontare pressioni finanziarie nel breve termine. Analisti del settore descrivono l’attuale contesto come tra i più difficili mai registrati, con ricompense più basse, costi in aumento e concorrenza crescente.

Per rispondere a questo scenario diversi operatori hanno iniziato a diversificare verso attività legate all’AI e all’HPC (high-performance computing), sfruttando l’infrastruttura energetica e i data center esistenti per ospitare carichi di lavoro diversi dal mining di Bitcoin.

Un report stimato da VanEck ha indicato che i miner quotati potrebbero necessitare di fino a 50 miliardi di dollari di capitale aggiuntivo per completare la transizione verso infrastrutture dedicate all’AI, evidenziando la scala e il costo dell’operazione.

Blocksbridge Consulting ha scritto:

“Una miniera di Bitcoin può funzionare con edifici relativamente semplici, infrastrutture modulari e flotte di ASIC tolleranti a interruzioni rapide. Le strutture per AI e HPC richiedono invece standard più elevati per disponibilità, raffreddamento, ridondanza elettrica, connettività e supporto clienti.”

Implicazioni per investitori e infrastrutture

La necessità di investimenti significativi per la conversione a centri di calcolo dedicati pone questioni strategiche: molte società potrebbero cercare partnership con fornitori di energia o di data center, operazioni di fusioni e acquisizioni o progetti condivisi per diluire il capitale richiesto.

Per il mercato italiano, la possibile riconversione di siti di mining verso attività di HPC e AI presenta opportunità per imprese locali nel settore dell’energia e dei servizi IT, ma richiede anche attenzione a vincoli regolatori, costi dell’energia e disponibilità di reti elettriche adeguate.

Nel complesso, la transizione tecnologica in atto nel settore del mining potrebbe riequilibrare l’offerta di servizi digitali e influenzare la domanda di infrastrutture energetiche a livello nazionale, con possibili ricadute su investimenti industriali e piani di sviluppo locale.

Prospettive e questioni aperte

Resta aperto il dibattito su quanto le commissioni di transazione e altri meccanismi economici possano sostituire integralmente i sussidi di blocco nel tempo. Anche se il prezzo di mercato ha finora mitigato gli effetti della riduzione dell’emissione, eventi di ribasso prolungato potrebbero mettere alla prova la tesi della completa autosufficienza degli incentivi.

Inoltre, la pressione regolatoria e la concorrenza per risorse energetiche scarse rappresentano fattori esterni che possono alterare le traiettorie di investimento e la sostenibilità economica delle operazioni di mining e delle loro possibili riconversioni.

In sintesi

  • L’evoluzione del prezzo del Bitcoin ha storicamente compensato il calo delle emissioni, ma gli investitori devono considerare la volatilità come rischio chiave per la tenuta degli incentivi di mining.
  • La richiesta di capitali per la transizione verso infrastrutture AI/HPC apre opportunità per fusioni, alleanze strategiche e nuovi modelli di investimento, soprattutto per chi controlla asset energetici o data center in Europa.
  • Per l’Italia, la trasformazione delle strutture di mining potrebbe stimolare la domanda di servizi IT avanzati e soluzioni di gestione energetica, richiedendo però policy chiare e investimenti in rete elettrica per evitare strozzature.


Author: Tony
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