Fondazione Clerici investe 900mila euro per il restauro di Sant’Agostino a Pietrasanta

Oltre 900mila euro investiti in sei anni di lavori hanno restituito a Pietrasanta, in provincia di Lucca, uno dei suoi monumenti più rappresentativi: il complesso di Sant’Agostino. L’intervento, realizzato attraverso una forma contemporanea di mecenatismo culturale, è stato promosso e finanziato interamente dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, presieduta dall’imprenditore della logistica Paolo Clerici, anche presidente del Coeclerici group.

I lavori, avviati nel 2020, hanno seguito un percorso di valorizzazione che ha incluso indagini storiche e conservazione architettonica; oggi il complesso è stato ufficialmente consegnato alla comunità locale, dopo un cantiere durato sei anni e focalizzato sia sul recupero estetico sia sullo studio dei materiali originali.

Tutela di un patrimonio del Paese

La prima tappa del progetto si era concretizzata nel maggio 2023 con la restituzione della sala dell’Annunziata, trasformata in spazio culturale e sede espositiva fruibile dalla cittadinanza. A completare l’intervento è stata la recente riqualificazione della facciata marmorea della chiesa di Sant’Agostino, inaugurata nelle scorse settimane.

Paolo Clerici ha dichiarato:

“Grazie al nostro impegno, dopo sei anni il complesso è tornato al suo splendore originario: la comunità riceve non solo un edificio restaurato, ma anche nuove conoscenze sulla sua storia. Le ricerche svolte durante il cantiere hanno rivelato elementi inediti sulla costruzione della facciata e sulla straordinaria varietà dei marmi impiegati, trasformando il restauro in un’occasione di approfondimento scientifico e culturale.”

Paolo Clerici ha aggiunto:

“Negli anni io e mia moglie Giuliana abbiamo instaurato un legame profondo con Pietrasanta, una città dove arte, storia e artigianato si intrecciano in maniera unica. Contribuire al recupero di Sant’Agostino significa restituire alla comunità un luogo simbolico e partecipare alla tutela di un patrimonio che appartiene all’intero Paese.”

Restaurata anche la lunetta bronzea di Mitoraj

Tra gli interventi di rilievo figura il recupero della lunetta bronzea realizzata da Igor Mitoraj, opera ora ricollocata nel complesso. La restituzione dell’opera assume un valore simbolico anche alla luce dell’apertura, nello stesso periodo, del Museo Mitoraj a Pietrasanta, destinato a preservare una parte significativa dell’eredità dell’artista.

Il restauro ha prodotto non solo un ritorno estetico ma anche nuove informazioni tecniche e storiche, utili per studiosi e restauratori. Inoltre, la riapertura di spazi culturali e l’arricchimento dell’offerta museale possono rafforzare l’ecosistema culturale locale, incrementando il richiamo turistico e le opportunità per botteghe artigiane e laboratori marmorei tradizionali.

In un contesto nazionale in cui sempre più interventi di conservazione si realizzano attraverso partenariati pubblico-privati o iniziative filantropiche, l’esperienza della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici mette in luce i vantaggi di un finanziamento privato mirato: rapidità di intervento, possibilità di integrazione tra ricerca e conservazione e un impatto immediato sulla fruizione culturale. Restano aperti i temi della sostenibilità gestionale a lungo termine e del dialogo con le istituzioni pubbliche per garantire la manutenzione futura dei beni restaurati.

In sintesi

  • L’investimento privato in restauro culturale può generare effetti moltiplicatori sul tessuto economico locale, incentivando turismo culturale e domanda di servizi associati, con ricadute positive per l’occupazione stagionale e artigianale.
  • Per gli investitori, il mecenatismo offre una forma di ‘capitale reputazionale’ che, pur non tradotto direttamente in ritorni finanziari immediati, contribuisce a valorizzare territori e marchi, rendendo più appetibili future iniziative pubbliche-private.
  • Dal punto di vista politico e gestionale, esperienze come questa evidenziano la necessità di progettare modelli di manutenzione sostenibili e di rafforzare le competenze tecniche locali per massimizzare il valore culturale e l’efficacia degli interventi nel lungo periodo.


Author: Tony
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