Noleggio accelera: +6,7% grazie alle case cinesi
- 25 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Cresce del 6,7% il mercato del noleggio in Italia, sia a breve che a lungo termine, con una quota di mercato che supera il 33% nei cinque mesi iniziali dell’anno, spinta soprattutto dai contratti più brevi. Il dato è emerso dall’appuntamento annuale di Aniasa, l’associazione delle imprese del noleggio aderente a Confindustria, che ha fatto il punto sui trend del settore e sulle criticità normative e fiscali che ne limitano lo sviluppo.
I volumi sono sostenuti prevalentemente dai contratti brevi, mentre il Lungo Termine mostra una fase di contenimento. Cresce inoltre la presenza dei clienti privati, che ormai incidono per circa un contratto su cinque. Da segnalare il ruolo rilevante dei produttori cinesi, i cui volumi sono raddoppiati in un anno sia nel noleggio breve sia in quello lungo; in particolare il noleggio a breve termine ha assorbito oltre 22 mila immatricolazioni di vetture “Made in China” da gennaio a maggio, con una quota di mercato intorno al 23,2%.
Questioni fiscali e interpretative
Sul fronte normativo e tributario l’attenzione degli operatori si è concentrata sull’ultima disciplina introdotta nel decreto fiscale in materia di Imposta Provinciale di Trascrizione, che introduce criteri di territorialità ritenuti problematici per il comparto.
Italo Folonari ha dichiarato:
“Si sta creando una stratificazione normativa che affatica un settore che conta oltre mezzo milione di immatricolazioni annue, pari al 33% del mercato; i nuovi criteri rischiano di generare incertezza interpretativa e rilevanti contenziosi.”
In particolare il riferimento alla “gestione ordinaria in via principale” come criterio per individuare l’ente territoriale competente alla riscossione dell’imposta è stato giudicato suscettibile di contenziosi e in contraddizione con l’obiettivo di semplificazione. Da oltre dieci anni Aniasa chiede la centralizzazione della riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con successiva redistribuzione tra Regioni e Province sulla base di criteri oggettivi: un modello di ripartizione che, nelle forme, esiste già in Paesi come Francia e Germania.
Impatto sulle scelte di flotta e sulla mobilità
Secondo gli operatori, una normativa in larga parte rimasta ferma a più di vent’anni fa non tiene conto dei nuovi scenari di mobilità, nei quali imprese e cittadini optano sempre più spesso per il noleggio anziché per la proprietà del veicolo. Misure recenti che penalizzano i veicoli usati oltre i cinque anni e la recente revisione del regime dei fringe benefit — con benefici fiscali limitati ai soli modelli full electric e Plug-in — sono considerate ostacoli a una transizione equilibrata verso flotte più sostenibili.
In aggiunta, le proposte comunitarie sulle cosiddette green Fleet introducono un ulteriore quadro normativo che potrebbe complicare la pianificazione degli investimenti e la gestione operativa delle flotte aziendali, specialmente per le società di noleggio con parchi eterogenei e per i piccoli operatori.
Conseguenze economiche e operative
La combinazione di crescita dei volumi, cambiamento nella composizione della domanda e incertezza normativa ha effetti concreti: aumenta la complessità amministrativa, lievitano i costi di compliance e si dilatano i tempi per decisioni di investimento orientate alla decarbonizzazione delle flotte. Le aziende del settore sollecitano quindi interventi normativi che favoriscano certezze fiscali, procedure semplificate e meccanismi di ripartizione delle entrate che non penalizzino la competitività del sistema italiano.
Per gli operatori finanziari e per gli investitori, il settore del noleggio continua a rappresentare un’opportunità di crescita, ma la redditività e i piani industriali dipendono dalla stabilità delle regole e dall’efficacia degli incentivi per l’elettrificazione: senza segnali chiari, i piani di rinnovo e l’allocazione del capitale rischiano di restare prudenti.
In sintesi
- La crescita del noleggio a breve termine favorisce una rapida penetrazione di veicoli a basso costo d’acquisto nel parco circolante, ma richiede infrastrutture e servizi di assistenza adeguati sul territorio italiano.
- L’incertezza sulle regole fiscali aumenta il rischio operativo e il costo del capitale per gli operatori, suggerendo la necessità di interventi normativi volti alla centralizzazione e semplificazione della riscossione dei tributi.
- Le politiche di incentivazione all’elettrificazione influiscono direttamente sulle decisioni di investimento delle società di noleggio; un quadro stabile e prevedibile accelererebbe la transizione delle flotte e attrarrebbe più capitale privato nel settore.