La mossa audace della SEC sblocca la tokenizzazione ma rischia di non avere la tenuta di una regola definitiva

Hester Peirce, commissaria della SEC che ha guidato gran parte dei lavori dell’agenzia sul crypto fin dal periodo iniziale dello scorso anno, ha osservato che la questione non richiede necessariamente l’adozione di una regola formale.

Hester Peirce ha dichiarato:

“Non è necessario procedere tramite una rulemaking.”

Peirce ha aggiunto che la SEC dispone di poteri di esenzione che utilizza abitualmente, sottolineando la possibilità di optare per strumenti amministrativi invece che per regole normative tradizionali.

Peirce ha dichiarato:

“Possiamo farlo come regola, ma non dobbiamo necessariamente farlo come regola.”

Le ragioni dell’esenzione temporanea

Nei mesi scorsi il presidente della SEC ha descritto l’iniziativa in arrivo come una «esenzione per l’innovazione» pensata per agevolare operazioni di trading limitate su specifici titoli tokenizzati, con lo scopo di creare spazio per l’elaborazione di un quadro normativo di più lungo periodo.

Paul Atkins ha dichiarato:

“Una esenzione per l’innovazione per facilitare il trading limitato di alcuni titoli tokenizzati, con l’obiettivo di sviluppare un quadro regolamentare a lungo termine.”

Ha inoltre puntualizzato che la misura sarà «limitata nel tempo e nell’ambito, ma sufficientemente estesa da permetterci di elaborare regole più durature che sfruttino il pieno potenziale di queste nuove tecnologie».

Successivamente, ha proposto di considerare un approccio strutturale più solido: una rulemaking formale con procedura di consultazione pubblica (notice-and-comment) che riveda in particolare la definizione di «exchange» rispetto ai sistemi di scambio on-chain.

Implicazioni regolamentari e operative

La scelta tra esenzioni amministrative e una rulemaking tradizionale è cruciale: le esenzioni possono offrire rapidità e flessibilità per testare soluzioni di mercato, mentre una rulemaking con notice-and-comment conferisce maggiore certezza legale e partecipazione pubblica nel lungo termine.

Per gli operatori del mercato, la definizione di «exchange» applicata al trading on-chain determina obblighi quali la registrazione, i requisiti di trasparenza e i meccanismi di protezione degli investitori. L’assenza di una definizione chiara può lasciare incertezza su quali piattaforme debbano adempiere a tali obblighi.

Le misure temporanee potrebbero favorire l’innovazione e permettere esperimenti controllati su titoli tokenizzati, ma al contempo creano un periodo di incertezza normativa che può influire su liquidità, pricing e decisioni di investimento.

Pareri di ex funzionari e consulenti legali

Diversi avvocati ed ex funzionari della SEC consultati sull’argomento ritengono che l’approccio basato su esenzioni non raggiunga lo stesso livello di autorità di una regola formale. Tuttavia, avvertono che, una volta introdotti mercati e pratiche basate su queste esenzioni, sarà difficile tornare indietro se una futura amministrazione decidesse di modificare la strategia.

Questo rischio politica-regolamentare è particolarmente rilevante per gli investitori istituzionali e per gli operatori europei che guardano al mercato statunitense come riferimento: la creazione di un regime transitorio potrebbe consolidare nuove prassi tecniche e commerciali prima che una disciplina definitiva venga adottata.

Rischi per il mercato e considerazioni pratiche

Dal punto di vista pratico, le esenzioni possono introdurre arbitraggio regolamentare e comportamento strategico da parte di piattaforme e emittenti. Gli operatori dovranno valutare se le condizioni dell’esenzione garantiscano adeguatezza di custodia, interoperabilità e trasparenza prima di allargare la negoziazione di titoli tokenizzati.

Per gli investitori privati e professionali, la fase transitoria richiederà maggiore attenzione al rischio operativo e legale: la mancanza di standard consolidati potrebbe tradursi in volatilità dei prezzi e problemi di accesso al mercato in caso di interventi regolatori successivi.

Infine, il confronto internazionale diventerà determinante: le decisioni prese dalla SEC potrebbero orientare scelte normative in altre giurisdizioni, compresa l’Unione Europea, dove l’approccio regolamentare ai token e alle piattaforme on-chain sta evolvendo con proprie tempistiche e principi di tutela.

In sintesi

  • L’uso di esenzioni amministrative può accelerare l’adozione di titoli tokenizzati ma aumenta l’incertezza normativa, elemento critico per la valutazione del rischio da parte degli investitori.
  • Una rulemaking formale offrirebbe maggiore certezza legale; tuttavia, il processo di consultazione pubblica è lungo e potrebbe ritardare l’innovazione, creando divergenze tra mercati internazionali.
  • Per gli operatori italiani, l’evoluzione della regolazione statunitense avrà ripercussioni sui modelli di business e sulle scelte d’investimento, poiché influenzerà liquidità, interoperabilità e standard di custodia richiesti a livello globale.


Author: Tony
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