Aziende imparano il team building lavorando con i detenuti
- 6 Giugno 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ritrovarsi in carcere per riscoprire il valore del lavoro di squadra: è questa l’idea che sta alla base delle iniziative di team building organizzate all’interno della casa circondariale di Alessandria, dove le imprese possono portare i propri dipendenti per apprendere convivenza, collaborazione e capacità di ripartenza in un contesto di condivisione forzata.
L’esperienza unisce momenti di ascolto e vicinanza con attività pratiche e laboratoriali, pensate per promuovere la cooperazione attraverso compiti concreti e la gestione di ruoli comuni.
Team building in pasticceria
Le attività si sviluppano tra il nuovo laboratorio di pasticceria Fuga di Sapori Bakery 2.0 e il bistrot del penitenziario, ospitato in un edificio di origine conventuale. Lo spazio è stato progettato anche per ospitare eventi aziendali dedicati alla formazione esperienziale.
Tra i primi appuntamenti è previsto l’incontro con dipendenti di Iren luce gas e servizi, società del gruppo Iren, che porteranno una delegazione di una decina di persone per testare il formato in vista di future iniziative corporate.
Carmine Falanga ha dichiarato:
“Ancor prima dell’inaugurazione stiamo già registrando interesse da realtà molto diverse tra loro.”
La presenza e l’impegno della cooperativa Idee in fuga, che coordina i progetti interni, è stata riconosciuta anche nelle motivazioni ufficiali del Quirinale quando è stata premiata per il suo lavoro sul territorio.
Tra carcere e imprese
Il modello si estende oltre la pasticceria: percorsi di falegnameria, coltivazione di luppolo per produzioni birrarie in altri istituti penitenziari e servizi di catering coordinati dal bistrot formano un’offerta che coniuga produzione, riabilitazione e impatto sociale.
Gli spazi, pensati per attività produttive a costi contenuti, diventano così un punto di incontro tra esigenze aziendali e obiettivi di inclusione sociale, offrendo alle imprese soluzioni alternative per eventi e formazione pratica.
Carmine Falanga ha aggiunto:
“Cibo buono, costo ridotto e soprattutto un risvolto sociale.”
Per questo motivo realtà come Iren hanno prenotato interamente i 350 metri quadrati del laboratorio per le proprie attività aziendali, privilegiando un approccio esperienziale rispetto a formule più tradizionali di team building.
Imparare dagli errori
Le giornate sono strutturate attorno a attività pratiche: i partecipanti lavorano con impastatrici, planetarie e forni, si confrontano in prove a squadre che ricordano i meccanismi di programmi televisivi culinari come Masterchef e condividono poi il pasto al tavolo del bistrot.
La cucina viene usata come metafora formativa: gestire i tempi di attesa, ripartire i compiti, riconoscere attitudini individuali, ascoltarsi reciprocamente e rialzarsi dopo un errore sono tutti elementi che si vogliono trasferire in ambito aziendale.
Iren ha spiegato:
“Si tratta di un segno concreto a supporto di un’attività capace di unire formazione, collaborazione e responsabilità sociale.”
Per molti giovani detenuti coinvolti, partecipare a queste attività significa esercitare nuove competenze e prepararsi a un reinserimento lavorativo, mentre le aziende ottengono un’occasione di team building dal forte valore simbolico e pratico.
In sintesi
- L’integrazione di laboratori penitenziari nelle strategie di formazione aziendale può ridurre i costi degli eventi e offrire esperienze pratiche che migliorano coesione e produttività del personale.
- Per gli investitori sociali e le imprese, progetti di questo tipo rappresentano opportunità per sviluppare capitale umano locale e costruire partnership pubblico-private sostenibili nel medio termine.
- Il coinvolgimento stabile delle imprese nei percorsi formativi penitenziari può favorire la creazione di filiere produttive locali, con effetti positivi sull’occupazione e sulla domanda di servizi legati alla ristorazione e all’artigianato.