La SEC blocca l’esenzione per l’innovazione sulle azioni tokenizzate
- 25 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Commissione per i Titoli e gli Scambi degli Stati Uniti (SEC) ha deciso di rinviare la messa a punto di una regolamentazione che avrebbe permesso il trading di azioni tokenizzate, dopo che operatori di borsa e altri partecipanti ai mercati hanno sollevato dubbi sull’applicazione pratica della proposta.
Fonti vicine al dossier riferiscono che l’ipotesi di esenzione per l’innovazione destinata agli strumenti azionari basati su tecnologia crittografica era attesa per la pubblicazione in settimana, e che il personale della SEC aveva già visionato una bozza della proposta.
La Commissione ha ricevuto commenti da centinaia di operatori su come implementare le regole, ma non sarebbe stata ancora presa una decisione formale di modificare il testo proposto. Gli emendamenti attesi miravano a definire garanzie e tutele per gli investitori nelle piattaforme che offrirebbero azioni tokenizzate.
Secondo la proposta originale, le piattaforme che commercializzano azioni tokenizzate dovrebbero garantire che gli investitori godano degli stessi diritti riconosciuti agli azionisti tradizionali, incluse la percezione dei dividendi e l’esercizio del diritto di voto.
Tra le preoccupazioni sollevate dai partecipanti al mercato figurano il rischio di proliferazione di terze parti non autorizzate che emettono token senza il consenso delle società quotate e le difficoltà di verifica della titolarità su blockchain semi-pseudonime.
Lo sviluppo della regolamentazione si inserisce in un contesto in cui, sotto la amministrazione Trump, la SEC ha mostrato una maggiore apertura verso prodotti finanziari basati su tecnologie cripto, mentre l’interesse di Wall Street per la tokenizzazione e per le stablecoin è in crescita.
I dati forniti da RWA.xyz indicano che sono stati tokenizzati asset reali per un valore complessivo di circa 34 miliardi di dollari, di cui 1,55 miliardi corrisponderebbero a azioni tokenizzate. Tuttavia, l’adozione ha finora rallentato rispetto alle previsioni formulate da istituzioni come Citibank e McKinsey, che nel 2022 e nel 2024 avevano ipotizzato che la tokenizzazione potesse diventare un mercato da migliaia di miliardi di dollari entro il 2030.
Reazioni del settore cripto
Il rinvio è stato accolto con favore da alcuni dirigenti del settore cripto, che hanno sottolineato l’importanza di definire con precisione l’ambito dell’esenzione per evitare effetti indesiderati.
Carlos Domingo ha dichiarato:
“È importante assicurarsi che l’«esenzione si applichi agli strumenti giusti». Meglio ritardarla che sbagliare e scatenare ogni sorta di problemi.”
Tom Farley ha affermato:
“Si sta finalmente comprendendo che le società pubbliche sono l’unica entità che può emettere token che rappresentano una quota azionaria! Ottima decisione rinviare per fare le cose per bene.”
Il rinvio è avvenuto dopo osservazioni pubbliche di una commissaria della SEC, Hester Peirce, che aveva anticipato come l’esenzione potesse essere «limitata nel campo di applicazione» e finalizzata soltanto a sostenere rappresentazioni digitali delle azioni simili a quelle già acquistabili sul mercato secondario.
Tipologie di titoli tokenizzati e implicazioni regolamentari
Già a gennaio la SEC aveva provato a chiarire le differenze tra le forme di titoli tokenizzati, distinguendo tra modelli «custodial» e «sintetici».
I titoli tokenizzati di tipo custodial sono emessi o sponsorizzati dall’emittente e custoditi da intermediari regolamentati, con diritti azionari completi; i titoli sintetici, invece, offrono esposizione al prezzo delle azioni senza trasferire la proprietà effettiva dei titoli sottostanti.
La distinzione è rilevante per aspetti regolatori e pratici: i modelli custodial richiedono infrastrutture di custodia e procedure di compliance simili a quelle del mercato tradizionale, mentre i modelli sintetici pongono questioni su trasparenza, contrattualistica e responsabilità in caso di eventi societari.
Ripercussioni sul mercato e scenario futuro
Per gli operatori di mercato e per gli investitori istituzionali il rinvio rappresenta un momento di cautela: regolamentare in modo accurato può rallentare l’adozione nel breve periodo, ma aumentare la certezza normativa e la protezione degli investitori nel medio-lungo termine.
Dal punto di vista pratico, una normativa chiara favorirebbe l’ingresso di intermediari regolamentati nella custodia e nella distribuzione di azioni tokenizzate, contribuendo allo sviluppo di mercati secondari più profondi e liquidi. Al contrario, regole approssimative potrebbero esporre gli investitori a rischi di frode, frammentazione della governance societaria e difficoltà nell’esercizio dei diritti azionari.
Per il contesto italiano ed europeo, l’evoluzione normativa statunitense sarà un fattore da osservare da vicino: norme transatlantiche più armonizzate potrebbero facilitare flussi di capitali e iniziative di tokenizzazione cross-border, mentre approcci divergenti richiederanno percorsi di adeguamento per gli operatori che vogliano lavorare su entrambi i mercati.
ConclusionI e aspetti pratici per gli investitori
In assenza di regole definitive, gli investitori retail e professionali dovrebbero prestare attenzione alla natura dei prodotti offerti, alla qualità degli intermediari coinvolti e alle garanzie contrattuali relative a diritti come dividendi e voto.
Le istituzioni finanziarie che stanno esplorando la tokenizzazione dovranno integrare competenze tecnologiche, legali e di compliance per garantire che l’adozione sia sostenibile e conforme alle normative sui mercati dei capitali e alle normative antiriciclaggio.
In sintesi
- Il rinvio della SEC rallenta l’adozione delle azioni tokenizzate ma riduce il rischio di vuoti normativi che potrebbero compromettere la protezione degli investitori.
- Una regolamentazione chiara favorirebbe l’ingresso di intermediari regolamentati, migliorando liquidità e trasparenza, con benefici per gli investitori istituzionali e per i fondi che cercano efficienza operativa.
- Per gli investitori italiani, la questione evidenzia l’importanza di monitorare l’allineamento transatlantico delle regole: divergenze normative possono creare barriere operative e rischi legali nelle strategie cross-border.
- Dal punto di vista degli investimenti, lo sviluppo della tokenizzazione richiederà opportunità di portafoglio più sofisticate e strumenti di valutazione del rischio specifici per asset digitali con caratteristiche ibride tra titoli tradizionali e derivati.