Welfare: un piano contro le trappole della bonus economy per le nuove generazioni
- 24 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un piano per le nuove generazioni (Png) è stato proposto come risposta alle fragilità strutturali dell’economia italiana, caratterizzata da una crescita contenuta e da politiche di breve respiro. L’idea, pensata in chiave bipartisan e concepita per durare oltre il ciclo elettorale, è stata illustrata da Elsa Fornero, professoressa onoraria di Economia presso la Università di Torino e già ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali nel governo guidato da Mario Monti.
La condanna alla mancata crescita
Elsa Fornero ha affermato:
“La politica dei bonus è la dimostrazione dell’incapacità della politica di concepire e, ancor più, di realizzare politiche e visioni di medio termine.”
“Al posto di misure trasparenti e ben mirate, si mescolano interventi che danno a turno l’impressione di favorire tutti: i bonus sono l’essenza del malessere italiano; da venticinque anni ci condannano a un percorso di crescita insufficiente.”
La zavorra sulle riforme strutturali
Il tema dei bonus è stato approfondito nel dibattito coordinato da Marcello Zacchè, con contributi di economisti e giuristi. Massimo Baldini, docente presso la Università di Modena e Reggio Emilia, ha analizzato gli effetti distributivi degli incentivi basati sull’ISEE, sottolineando come molte agevolazioni finiscano per concentrare benefici su famiglie con indicatori economici medio-bassi, rischiando al contempo di escludere la fascia di reddito medio che sostiene gran parte del carico fiscale.
Massimo Baldini ha spiegato:
“I bonus costano risorse significative, immobilizzano il bilancio e sono spesso espressione di scelte politiche di breve periodo e miope; ciò ostacola la capacità dello Stato di intraprendere riforme strutturali necessarie per migliorare la produttività e la crescita.”
Nel suo intervento Baldini ha anche evidenziato il potenziale impatto politico di questa sproporzione: quando chi paga vede pochi benefici percepiti, cresce il rischio di malcontento sociale e di frammentazione del consenso, rendendo più difficile qualsiasi strategia di medio termine.
Il disincentivo al lavoro femminile
Livia Salvini, ordinario di diritto tributario presso la Luiss, ha richiamato l’attenzione su una distorsione spesso trascurata: molte misure legate al reddito familiare possono penalizzare la partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Livia Salvini ha sottolineato:
“In molte famiglie il secondo percettore di reddito è la donna, che spesso percepisce meno; quando i bonus si riducono o si annullano con l’aumentare del reddito familiare, è la donna che è indotta a rinunciare al lavoro.”
Per contrastare questo effetto, Salvini ha proposto misure specifiche di incentivazione strutturale rivolte a lavoratrici e madri, piuttosto che affidarsi esclusivamente a interventi episodici e temporanei. Ha suggerito strumenti fiscali e di welfare mirati a sostenere la conciliazione lavoro-famiglia e la carriera femminile, oltre a politiche per l’offerta di servizi di cura e asili nido.
Mercato immobiliare sempre meno «giovane»
Carmelo Di Marco, vicepresidente del Consiglio nazionale del Notariato, ha richiamato l’attenzione sul ruolo cruciale delle agevolazioni nel mercato immobiliare, sia per gli acquisti sia per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione.
Carmelo Di Marco ha spiegato:
“Le misure agevolative sono determinanti per il mercato delle compravendite, ma non risolvono il nodo dell’accesso alla casa da parte dei giovani: la quota di acquirenti under 45 è scesa sotto il 50% e la platea potenziale di compratori giovani è oggi la metà di quella di ventisei anni fa.”
Di Marco ha evidenziato che il progressivo invecchiamento demografico porterà, entro il 2040, all’immissione sul mercato di milioni di unità abitative di proprietà di persone anziane che vivono da sole. Questo aumento dell’offerta potrà influenzare i prezzi e la dinamica degli investimenti immobiliari, richiedendo politiche di coordinamento tra istituzioni finanziarie, enti locali e operatori del settore per gestire la transizione.
Nel suo intervento sono state richiamate anche possibili risposte politiche: rafforzare le misure che facilitano l’accesso al credito per i giovani, incentivare forme di co-housing e rigenerazione urbana, e prevedere strumenti fiscali e urbanistici che favoriscano la riqualificazione del patrimonio esistente invece di spingere esclusivamente sulla nuova offerta.
Complessivamente, il dibattito ha delineato una linea comune: la necessità di superare interventi di corto periodo e di costruire una piattaforma di politiche pubbliche condivisibile dalle forze di governo future, capace di integrarsi con riforme strutturali su mercato del lavoro, sistema fiscale e politiche abitative.
In sintesi
- La prevalenza di misure temporanee come i bonus può comprimere la capacità di investimento pubblico in riforme strutturali, aumentando l’incertezza per gli investitori e limitando la crescita potenziale del paese.
- Il rischio di esclusione della fascia di reddito medio e l’effetto disincentivante sul lavoro femminile richiedono interventi mirati; per i mercati del lavoro e i bilanci familiari sono più efficaci politiche di lungo termine che incentivi episodici.
- Il cambiamento demografico e l’aumento dell’offerta immobiliare usata pongono sfide e opportunità per il settore immobiliare: gli investitori dovranno valutare la qualità dell’offerta, la domanda di riqualificazione e le dinamiche locali dei prezzi.
- Per l’Italia è cruciale costruire una piattaforma politica e tecnica condivisa che favorisca stabilità regolatoria e prevedibilità fiscale, condizioni essenziali per attrarre capitali e sostenere la ripresa degli investimenti privati.