Verso una produzione europea di batterie: esperti riuniti a Venezia
- 21 Maggio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Lorenzo Di Donato, amministratore delegato di Alkeemia, ha dichiarato:
“Occorre creare da zero un’industria e una catena del valore che in Europa, ancora, non esistono. Non si può fare da soli: occorre la collaborazione di competenze e visioni differenti.”
La sfida
Aprendo la quarta edizione dell’Alkeemia battery forum, Di Donato ha messo al centro del dibattito la necessità di una strategia industriale europea per le batterie, capace di coniugare produttività e sostenibilità. L’obiettivo è costruire una catena del valore completa in loco, a partire dalle materie prime critiche.
Di Donato ha affermato:
“L’Europa necessita di giga factory, abbiamo bisogno di una visione più ampia che sappia rispondere alle esigenze del mercato coniugando la produttività con la sostenibilità del processo. Si deve partire dalla base ossia assicurandoci la creazione in loco delle cosiddette materie prime critiche. Oggi per la prima volta questo tema è entrato nelle agende di tutti i Paesi del G7.”
Per Alkeemia la priorità è ridurre la dipendenza dalle importazioni di materiali fondamentali: la disponibilità locale di fluorite e la capacità di trasformarla in acido fluoridrico sono considerate risorse strategiche, così come la purificazione della grafite, oggi in larga parte controllata dalla Cina.
Sul tema della fluorite, l’ad ha citato con favore iniziative di rilancio estrattivo in Sardegna, che pur non risolvendo completamente il fabbisogno nazionale potrebbero contribuire a una maggiore resilienza della filiera. Sul fronte della grafite, invece, resta il nodo tecnologico: oltre il 90% delle fasi di raffinazione e purificazione è attualmente realizzato in Cina, con poche alternative industriali mature in Europa.
Gli investimenti
Nel dettaglio operativo, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha autorizzato con procedura ZLS il progetto di ampliamento dello stabilimento di Alkeemia a Porto Marghera. Il piano prevede l’installazione di una nuova linea per la macinazione dell’anidrite, finalizzata ad aumentare capacità ed efficienza produttiva.
La società ha messo in campo un programma di investimenti che, sul breve-medio termine, prevede una base di circa 100 milioni di euro entro il prossimo quinquennio. Di Donato ha spiegato che la nuova linea per la purificazione della grafite dovrebbe essere operativa entro la fine dell’estate e che si stanno esplorando alternative ai sali di litio per batterie.
Di Donato ha aggiunto:
“La trasformazione dei materiali apre all’attrazione a Marghera di nuove attività per lo sviluppo di prodotti ad alto valore aggiunto. Abbiamo investito 20 milioni in una joint venture con una società australiana che stava per insediarsi in Germania: produrremo derivati della grafite.”
Questi investimenti mirano non solo a incrementare la capacità produttiva, ma anche a creare un indotto industriale locale — dalla logistica portuale alla ricerca applicata — che possa sostenere la transizione tecnologica verso batterie più performanti e sostenibili.
Dal punto di vista finanziario e regolatorio, il successo di iniziative come questa dipenderà anche dalla capacità dell’Unione Europea e degli Stati membri di allineare incentivi pubblici, strumenti di finanziamento agevolato e norme ambientali che favoriscano la riconversione produttiva, senza rinunciare alle garanzie di sostenibilità.
Il rafforzamento di filiere europee per materie prime critiche e per la trasformazione industriale rappresenta, per l’Italia, un’opportunità per attrarre investimenti tecnologici, incrementare l’occupazione specializzata e ridurre la vulnerabilità alle tensioni geopolitiche che influenzano i mercati globali.
In sintesi
- L’avanzamento di progetti di raffinazione e trasformazione sul territorio italiano può migliorare la posizione competitiva del Paese nella filiera europea delle batterie, incoraggiando investimenti esteri e collaborazioni tecnologiche.
- La mobilitazione di risorse pubbliche e private per le infrastrutture industriali e portuali sarà cruciale: i finanziamenti europei e gli incentivi nazionali possono ridurre il rischio e accelerare la maturazione di tecnologie alternative al dominio produttivo estero.
- Per gli investitori, le imprese che puntano sulla qualità della filiera e sulla sostenibilità potrebbero beneficiare di premi di prezzo e accesso a contratti industriali a medio-lungo termine, ma richiedono valutazioni accurate su scala delle economie e compatibilità normativa.
- Il rafforzamento della filiera in Italia offrirà opportunità occupazionali qualificate e favorirà lo sviluppo di centri di ricerca applicata, riducendo al contempo l’esposizione della supply chain nazionale a shock geopolitici.