I legislatori Usa premono per il divieto permanente delle cbdc nel dibattito sul disegno di legge sulla casa

Due deputati repubblicani stanno spingendo per l’inserimento di un divieto permanente a una valuta digitale emessa da banca centrale (CBDC) all’interno del disegno di legge noto come 21st Century ROAD to Housing Act, mentre la Camera dei Rappresentanti si prepara a votare la misura nel corso della settimana.

Il testo pubblicato a marzo dal Comitato del Senato sugli affari bancari, abitativi e urbani includeva principalmente revisioni ai programmi federali per l’abitazione, ma conteneva anche una norma che impediva al Federal Reserve System o a qualsiasi Federal Reserve bank di emettere una CBDC o strumenti analoghi fino al 31 dicembre 2030.

La Camera ha elaborato una propria versione emendata del provvedimento e, secondo il deputato Mike Flood, il testo approvato dalla Camera invertirebbe quello che ha definito un «via libera di fatto» per una CBDC e mira a trasformare il divieto in una misura permanente.

Mike Flood ha dichiarato:

“Questo emendamento elimina il via libera occulto per una valuta digitale di banca centrale e stabilisce un divieto permanente che tutela la libertà finanziaria dei cittadini.”

L’emendamento dovrebbe andare al voto alla Camera entro i prossimi giorni; in caso di approvazione il testo tornerebbe al Senato, dove potrebbe subire ulteriori modifiche, prima di essere inviato alla scrivania del presidente Donald Trump per la firma definitiva.

Un altro sostenitore del divieto permanente, il deputato Warren Davidson, ha espresso preoccupazione per la finestra temporale fino al 2030, definendola un periodo utile per sviluppi pre-lancio.

Warren Davidson ha aggiunto:

“La scadenza al 2030 crea una finestra di sviluppo che equivale a un pre-lancio. Si rischia di consegnare una vittoria unificante su altri temi, come l’accessibilità abitativa, in cambio dell’implementazione di uno strumento che potrebbe cambiare pesantemente il rapporto tra cittadini e Stato.”

Motivazioni e rischi evocati

Il dibattito pubblico sui CBDC si concentra sui trade-off tra l’inclusione finanziaria e i rischi per la privacy e la governance. Numerosi osservatori sottolineano che una valuta digitale delle banche centrali potrebbe facilitare l’accesso ai servizi finanziari per popolazioni non bancarizzate, ma allo stesso tempo creare nuovi strumenti di sorveglianza e aumentare il potenziale di abusi da parte delle autorità.

Dal punto di vista tecnico e istituzionale, una CBDC inciderebbe sulle funzioni tradizionali del Federal Reserve System, sulle politiche monetarie e sulla trasmissione del credito, richiedendo modifiche normative e garanzie legali più robuste rispetto ai sistemi di pagamento esistenti.

Lo stato globale delle CBDC

Secondo rilevazioni internazionali, solo pochi paesi hanno effettivamente lanciato una CBDC a livello nazionale, mentre molte altre giurisdizioni sono in fase di sperimentazione o pilota. Tra gli Stati che hanno implementato soluzioni operative figurano Nigeria, Giamaica e le Bahamas, mentre decine di altri paesi continuano a testare diverse architetture tecnologiche e modello di governance.

Altri progetti legislativi paralleli

Parallelamente alla discussione sul provvedimento principale, alcuni esponenti repubblicani hanno promosso atti legislativi autonomi per vietare la creazione di una CBDC. Il capogruppo alla maggioranza della Camera, Tom Emmer, ha sostenuto l’Anti-CBDC Surveillance State Act, un disegno di legge che era già passato alla Camera lo scorso luglio ma non ha ancora ottenuto il via libera completo del Senato.

Tom Emmer ha dichiarato:

“Il Partito Comunista Cinese usa una valuta digitale di banca centrale per sorvegliare e controllare i cittadini. Se gli Stati Uniti adottassero una CBDC, la privacy e la libertà economica come le conosciamo verrebbero gravemente compromesse.”

Tom Emmer ha aggiunto:

“Il mio disegno di legge vieta al governo di creare questo strumento orwelliano. La Camera lo ha approvato; ora spetta al Senato agire.”

In passato anche il senatore Mike Lee aveva presentato un testo autonomo, il cosiddetto No CBDC Act, mirato a proibire alla Federal Reserve o al Dipartimento del Tesoro l’emissione di una valuta digitale statale; quel progetto tuttavia non ha superato i passaggi necessari in Congresso.

Implicazioni pratiche per mercati e politiche

Una decisione statunitense di vietare o limitare permanentemente una CBDC avrebbe ripercussioni rilevanti sui mercati finanziari, sulle aziende tecnologiche che sviluppano infrastrutture di pagamento e sul dibattito internazionale su standard e interoperabilità. Per gli investitori, la norma potrebbe rallentare certe linee di sviluppo nelle fintech e orientare capitali verso soluzioni private e decentralized.

Dal punto di vista politico, l’introduzione di un divieto permanente segnerebbe una linea netta tra chi privilegia la cautela sulla privacy e chi invece punta a sperimentazioni più ampie per l’inclusione finanziaria e il controllo monetario.

Gli sviluppi in Aula nei prossimi giorni determineranno se il percorso seguito sarà quello di un divieto definitivo, l’approvazione di un’estensione temporanea fino al 2030 o l’adozione di norme intermedie che regolino con maggior dettaglio limiti, tutele e meccanismi di accountability.

In sintesi

  • Un divieto permanente di CBDC negli Stati Uniti potrebbe deviare capitali dalle infrastrutture pubbliche verso soluzioni private, aumentando il ruolo di servizi di pagamento alternativi e criptovalute sul mercato globale.
  • Per gli investitori europei e italiani, l’esito legislativo USA influenzerà il ritmo d’adozione delle tecnologie di pagamento e le strategie delle fintech, con possibili opportunità nei settori della privacy tech e della cybersecurity.
  • Dal punto di vista macroeconomico, limitare l’introduzione di una CBDC riduce l’incertezza regolamentare a breve termine, ma lascia aperte sfide strutturali su inclusione finanziaria e competitività internazionale delle infrastrutture di pagamento.


Author: Tony
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