A Palermo nasce la laurea che forma i leader dell’artigianato e delle pmi

La proposta è ambiziosa: trasformare l’artigianato da comparto da preservare a leva di crescita, innovazione e occupazione qualificata, iniziando da Palermo e dal Mezzogiorno, dove la domanda di competenze manageriali si somma alla necessità di investimenti mirati.

Per rispondere a questa esigenza è stato istituito il nuovo corso di laurea magistrale in Economia e Management delle Imprese Artigiane e delle Pmi, che verrà presentato nell’Aula Magna del Complesso Monumentale dello Steri, a piazza Marina, durante l’evento denominato «ArtigianIA».

Il percorso sarà illustrato da Marcantonio Ruisi, direttore del Dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche dell’Università degli Studi di Palermo. All’incontro parteciperanno anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, Emanuele Alessandro Virzì.

L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università degli Studi di Palermo e Confartigianato, e si propone come novità nel panorama formativo nazionale: un master pensato per formare manager in grado di accompagnare la trasformazione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese, conciliando tradizione produttiva, innovazione tecnologica, digitalizzazione, ricambio generazionale e apertura sui mercati esteri.

Anna Maria Bernini ha sottolineato:

“L’università non deve limitarsi a trasferire nozioni, ma tracciare percorsi, aprire orizzonti e costruire opportunità per i giovani e per il Paese. Questo corso rappresenta un’azione concreta: un ateneo che ascolta il tessuto produttivo e lavora con le imprese per creare competenze sempre più strategiche. Accompagnare l’artigianato nei processi di innovazione e internazionalizzazione è fondamentale per tutelare un patrimonio culturale e produttivo che è leva di sviluppo per l’Italia.”

Il debutto nell’anno accademico 2026-2027

Il corso prenderà avvio nell’anno accademico 2026-2027 presso l’ateneo palermitano e sarà inquadrato nella classe di laurea magistrale in Scienze economico-aziendali, LM-77. L’obiettivo è formare figure altamente qualificate nella governance e nella gestione di microimprese, Pmi e imprese artigiane, comparti che rappresentano una componente centrale del tessuto produttivo italiano e, in particolare, del Sud.

Il piano didattico prevedrà moduli su strategia d’impresa, contabilità e finanza per le piccole realtà, digital transformation, comunicazione e marketing per l’export, gestione del capitale umano e successione aziendale. Sono previste esperienze pratiche sul campo, stage e collaborazioni con reti di imprese locali per favorire un trasferimento diretto di competenze nelle botteghe e nelle microaziende.

La creazione di profili manageriali specializzati può facilitare l’accesso delle imprese artigiane a strumenti di finanziamento pubblico e privato, compresi i programmi europei e le opportunità legate al PNRR, migliorando la loro capacità di attrarre investimenti e di competere sui mercati esteri.

Dal punto di vista occupazionale, il corso punta a generare nuove opportunità per giovani laureati interessati a percorsi manageriali nelle aree tradizionali di produzione, contribuendo a contenere la fuga di talenti dal Mezzogiorno e sostenendo la nascita di imprese e start-up con elevato contenuto di innovazione.

La partnership tra istituzioni pubbliche e sistema associativo imprenditoriale rappresenta un modello operativo che può essere replicato in altre regioni: collegare formazione specialistica, domanda produttiva e strumenti di politica pubblica è infatti cruciale per rilanciare la competitività territoriale.

In sintesi, il corso ambisce non solo a trasferire competenze tecniche, ma anche a favorire un ecosistema in cui le imprese artigiane possano intraprendere processi di modernizzazione, attrarre capitale e inserirsi con maggiore efficacia nelle catene del valore internazionali.

In sintesi

  • Un aumento delle competenze manageriali nel settore artigiano può rendere le imprese più appetibili per investitori privati e fondi di sviluppo, specialmente se accompagnato da progetti di digitalizzazione e internazionalizzazione.
  • Formazione specializzata sul territorio contribuisce a limitare la fuga di cervelli dal Mezzogiorno, creando percorsi di carriera che trasformano la tradizione artigiana in un asset per l’occupazione qualificata.
  • Il rafforzamento delle capacità di governance nelle piccole aziende facilita l’accesso a finanziamenti pubblici e comunitari, aumentando la probabilità che risorse come il PNRR generino impatti duraturi sul tessuto produttivo regionale.


Author: Tony
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