Banco Bpm offre smart working estivo fino a 18 giorni per mamme e papà

Per i genitori con figli piccoli il periodo estivo è spesso insieme il più impegnativo e il più atteso: la chiusura delle scuole costringe a trovare soluzioni temporanee mentre le ferie sono limitate. Da quest’estate Banco BPM, guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, ha introdotto misure che aumentano la flessibilità lavorativa, con un accordo sindacale che estende lo smart working e lo smart learning per venire incontro alle esigenze familiari.

Agevolazioni estive per i genitori

Secondo il testo dell’accordo, oltre alle 10 giornate mensili di lavoro da remoto previste per i dipendenti abilitati, ai genitori sono riconosciute fino a 8 giornate aggiuntive nel periodo estivo (giugno, luglio, agosto e settembre). Tale integrazione è pensata per i lavoratori con figli fino a 12 anni e per coloro che usufruiscono dei permessi previsti dalla l. 104/92 per assistenza a familiari.

Complessivamente, per i genitori si arriva quindi a una disponibilità massima di fino a 18 giorni di lavoro agile nel mese di riferimento, offrendo un’opzione pratica per gestire i periodi di chiusura scolastica e ridurre la pressione organizzativa sulle famiglie.

Flessibilità straordinaria per emergenze

L’accordo amplia inoltre l’uso dello smart working in caso di situazioni di particolare gravità: malattie gravi o disabilità accertate, eventi sismici, condizioni meteorologiche estreme o problemi di viabilità che impediscano lo spostamento. In queste circostanze è prevista la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile integrativa fino a cinque giorni la settimana, comunicando le necessità attraverso i canali aziendali previsti per interventi tempestivi.

Estensione a ruoli manageriali e funzioni corporate

Dopo una fase sperimentale iniziata l’anno precedente, Banco BPM rende strutturale il nuovo modello di organizzazione del lavoro, aumentando la remotizzazione sia dell’attività operativa sia della formazione anche per chi ricopre ruoli di responsabilità nelle funzioni di sede. L’intesa prevede la possibilità di smart working fino a 10 giorni al mese per i lavoratori delle strutture di sede, incluso il customer support and development, e la sperimentazione fino a 5 giorni al mese per alcune aree corporate e per il large corporate, con riconoscimenti specifici per i gestori e gli addetti corporate.

L’accordo è stato siglato con le organizzazioni sindacali Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin, e introduce modalità che cercano di bilanciare esigenze di responsabilità manageriale con la crescente domanda di flessibilità sul posto di lavoro.

Formazione a distanza: lo smart learning

Per facilitare l’accesso al lavoro da remoto senza penalizzare l’aggiornamento professionale, l’accordo conferma la possibilità di usufruire dello smart learning: sono previste fino a sei giornate annue di formazione da remoto, con l’impegno dell’azienda a valutare l’incremento di tale monte ore in base alle esigenze formative.

Gianpaolo Fontana ha commentato:

“È un accordo di grande valore che garantisce stabilità e nuove opportunità. Smart working e smart learning sono strumenti fondamentali, utili per la conciliazione vita-lavoro e, riducendo gli spostamenti, contribuiscono al rispetto degli obiettivi ESG, particolarmente rilevanti in una fase segnata dalla crisi energetica.”

Contesto demografico e impatti sociali

Le misure arrivano in un contesto nazionale caratterizzato da un calo demografico: nel 2025 il numero di nati è sceso al di sotto di 355.000. Questo trend spinge le aziende italiane a ripensare i pacchetti di welfare e le politiche di conciliazione per attrarre e trattenere professionalità, contenere i costi di turnover e mantenere efficienza operativa.

L’estensione dello smart working e dello smart learning è inoltre coerente con obiettivi di sostenibilità ambientale e gestione dell’energia: meno spostamenti significano minori emissioni e consumi, elementi che possono incidere positivamente sulla valutazione ESG delle banche e sul loro rapporto con investitori attenti alla sostenibilità.

Dal punto di vista organizzativo, la sfida resta bilanciare la maggiore autonomia con il mantenimento della cultura aziendale, della collaborazione interna e della qualità della formazione, soprattutto per ruoli di responsabilità e funzioni strategiche.

Possibili sviluppi e scenari

L’accordo di Banco BPM può diventare un riferimento nelle trattative sindacali del settore finanziario e oltre, stimolando altre imprese a rivedere i propri contratti collettivi sul lavoro agile. Sul piano operativo, la diffusione stabile del lavoro da remoto richiederà investimenti continui in infrastrutture digitali, cybersecurity e strumenti di collaborazione.

Per le famiglie, le nuove norme rappresentano una misura concreta di conciliazione che può ridurre il ricorso a soluzioni esterne di cura e facilitare la partecipazione al mercato del lavoro anche in presenza di figli piccoli o di situazioni di assistenza familiare.

In sintesi

  • L’adozione strutturale di smart working e smart learning da parte di una grande banca può migliorare la sua attrattività sul mercato del lavoro, riducendo i costi di turnover e facilitando la retention dei talenti.
  • La riduzione degli spostamenti comporta benefici ambientali ed energetici che possono tradursi in un miglior punteggio ESG, elemento sempre più rilevante per gli investitori istituzionali.
  • La crescita della formazione a distanza stimolerà domanda di servizi digitali e soluzioni per la formazione online, segnalando opportunità nel settore tecnologico e dell’e-learning per investitori orientati alla trasformazione digitale.
  • In un contesto demografico di contrazione della popolazione attiva, le politiche aziendali di conciliazione diventano un fattore competitivo: potrebbero modulare le dinamiche salariali e la distribuzione dell’offerta di lavoro nelle regioni italiane.


Author: Tony
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