Il valore delle crypto sta nell’essere fuori dal sistema regolamentare, afferma Arthur Hayes

Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX e chief investment officer di Maelstrom, ha sostenuto che le criptovalute non richiedono regolamentazione in senso stretto, argomentando la sua posizione attraverso l’analisi dell’andamento del prezzo del bitcoin sotto diversi governi statunitensi.

La sua tesi centrale è netta: ciò che incide davvero sul valore del bitcoin è la liquidità fiat, ossia la quantità di moneta tradizionale in circolazione e la velocità con cui viene emessa.

Arthur Hayes ha dichiarato:

“Se si vuole parlare del prezzo del Bitcoin e del suo valore equo, conta soltanto quante unità di moneta fiat esistono oggi, quante ne esisteranno domani e a quale ritmo vengono create.”

Secondo Hayes, molte discussioni su convergenza tra mondo finanziario tradizionale e criptovalute dimenticano il fattore principale che ha portato il bitcoin da zero al valore di mercato attuale: l’espansione della base monetaria.

Arthur Hayes ha dichiarato:

“Più moneta viene stampata negli Stati Uniti e nel resto del mondo, maggiore sarà il valore del bitcoin espresso in valute fiat.”

Hayes ha pronunciato queste osservazioni durante la conferenza Consensus Miami 2026, dove ha anche sottolineato che molti partecipanti alle conferenze puntano principalmente alla crescita del prezzo, perdendo di vista i fattori macroeconomici fondamentali.

Esperienza e osservazioni di mercato

La figura di Arthur Hayes è nota per uno stile comunicativo vivace e talvolta teatrale, ma anche per una storia professionale che gli operatori seguono con attenzione. Ha individuato per tempo alcune opportunità speculative, come i token collegati all’intelligenza artificiale che hanno dominato i flussi speculativi nel 2024-2025, e ha sostenuto asset come Zcash (ZEC), che ha registrato forti rialzi nell’ultimo anno.

Fattori storici che hanno spinto il prezzo

Ripercorrendo le politiche economiche degli ultimi governi statunitensi, Hayes individua eventi che hanno alimentato la domanda per asset portatori di valore: interventi di salvataggio bancario, espansione della liquidità, misure di stimolo legate alla pandemia, pacchetti fiscali e crisi geopolitiche come l’invasione russa dell’Ucraina.

In questa prospettiva, il bitcoin è visto come un bene portatore di valore alternativo alla moneta fiat, come l’oro, utile per proteggersi dall’erosione del potere d’acquisto indotta dall’aumento della base monetaria.

Arthur Hayes ha dichiarato:

“Questa è la funzione che il bitcoin offre al di fuori dell’apparato regolatorio.”

Regolazione e impatto pratico

Hayes sostiene che gran parte del valore del bitcoin sia indipendente dall’azione regolatoria e che provare a incasellarlo in nuovi regimi normativi — come proposte legislative analoghe alla Clarity Act — non muterebbe la dinamica fondamentale guidata dalla liquidità fiat.

Dal punto di vista degli investitori e delle autorità, questa visione solleva questioni concrete: se la variabile dominante è la creazione di moneta da parte di istituzioni come la Federal Reserve o la European Central Bank, allora le decisioni di politica monetaria hanno impatti diretti sui prezzi degli asset digitali.

Per i risparmiatori e i gestori patrimoniali italiani, ciò implica che l’allocazione tra obbligazioni, azioni, oro e criptovalute va valutata anche alla luce delle aspettative sulla liquidità globale e sulle mosse delle banche centrali. Allo stesso tempo, rimangono i rischi di volatilità, problemi di custodia e incertezza regolatoria a livello europeo non del tutto risolta, nonostante iniziative come MiCA.

Considerazioni per il contesto italiano

Per il mercato italiano, l’argomentazione di Hayes invita a monitorare tre variabili chiave: l’andamento della politica monetaria della Federal Reserve, le reazioni della European Central Bank e gli orientamenti fiscali e regolatori dell’Unione Europea che possono influenzare flussi di capitale e domanda di strumenti alternativi.

Gli investitori retail dovrebbero considerare il bitcoin come parte di una strategia diversificata, tenendo conto dell’alta volatilità e delle implicazioni fiscali e patrimoniali in Italia, mentre gli operatori professionali valuteranno la liquidità globale come fattore determinante per posizionamenti tattici e strategici.

Conclusioni analitiche

La posizione di Arthur Hayes mette l’accento su una spiegazione macroeconomica del valore delle criptovalute: se l’espansione della massa monetaria rimane il motore principale, allora la traiettoria futura del bitcoin sarà strettamente collegata alle scelte di politica monetaria globali.

Questo non esclude la rilevanza delle normative o dei progressi tecnologici, ma sposta la discussione verso il ruolo della liquidità e del contesto macro-finanziario nel determinare il rischio-rendimento di queste attività.

In sintesi

  • La relazione tra espansione della moneta fiat e prezzo del bitcoin suggerisce che le politiche della Federal Reserve e della European Central Bank saranno determinanti per i portafogli che includono criptovalute.
  • Per gli investitori italiani, la diversificazione resta cruciale: il bitcoin può agire da copertura relativa in scenari di forte liquidità, ma comporta volatilità e rischi regolatori specifici.
  • Operatori istituzionali e wealth manager dovranno integrare scenari macro di liquidità nella valutazione del rischio e nelle strategie di asset allocation, ponendo particolare attenzione a impatti fiscali e di custodia nel mercato domestico.


Author: Tony
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